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Eugenides Jeffrey - Middlesex | Calliope, detta Callie, poi Cal, una rara specie di ermafrodito, ha vissuto i primi quattordici anni della sua vita come bambina, senza che nessuno si accorgesse della sua anomalia, fino a quando l'arrivo della pubertà l'ha sottoposta (sottoposto) a inevitabili trasformazioni. E adesso, uomo adulto, vuole scoprire le origini della mutazione genetica responsabile di questa sua "eccentricità biologica", e per farlo ripercorre l'intensa, drammatica e a sua volta alquanto "eccentrica" storia della famiglia Stephanides.
| La recensione de L'Indice |

Jeffrey Eugenides MIDDLESEX ed. orig. 2002, trad. dall'inglese di Katia Bagnoli, pp. 606, Ç 19, Mondadori, Milano 2003 Vincitore del premio Pulitzer 2003, Jeffrey Eugenides conferma con Middlesex la diffusa tendenza della letteratura angloamericana a rinnegare la destrutturazione formale modernista e la lezione minimalista. Il giovane scrittore greco-americano si riappropria del gusto del racconto, dimostrando una illimitata fiducia nel potere espressivo della parola. Questo suo secondo romanzo (uscito a distanza di dieci anni da Le vergini suicide, Mondadori, 1999) ha un impianto piuttosto tradizionale, dove epica e realismo si intersecano in una prosa ricca e flessuosa, capace di coniugare tragico e comico. Il narratore ermafrodita, sebbene parli in prima persona, viene dotato di un incredibile onniscienza: sa tutto, rassicura il lettore trovando sempre una risposta ai suoi possibili interrogativi, e lo avverte premurosamente ogniqualvolta le lancette del tempo della finzione fanno un balzo in avanti o all'indietro. Nata bambina nel 1960 a Detroit, e rinata maschio adolescente al pronto soccorso a Petoskey nel 1974, Calliope, e in seguito Cal Stephanides, è un narratore spiritoso ed eccentrico che per alcuni versi ricorda Holden Caulfield e per altri Tristram Shandy. Ormai quarantenne, diplomatico a Berlino, si presenta al lettore nel giro di una pagina e poi, invece di raccontare la sua storia dall'inizio, fa un balzo all'indietro ai tempi in cui ancora nuotava nel liquido amniotico. Dopo aver osservato divertito i tentativi di nonna Desdemona di indovinare il suo sesso dalle oscillazioni di un cucchiaio d'argento pendolante sul ventre della madre, Callie fa un ulteriore salto a ritroso nel tempo e nello spazio e fa approdare il racconto a Bitinio, un paesetto conteso da greci e turchi negli anni venti. Non contento delle teorie genetiche che spiegano il suo caso con la recessione del quinto cromosoma, e segretamente fedele ai tragici greci, Callie ricostruisce l'epica della sua famiglia nel tentativo di far risalire il suo destino alle colpe dei padri. Così la narrazione scorre sulla fuga di Desdemona e di suo fratello Lefty dall'incendio di Smirne, ritrae la cerimonia del loro matrimonio incestuoso sulla nave che li porta a Ellis Island, si sofferma sui costumi della comunità greco ortodossa trapiantata nel Midwest. La saga familiare si intreccia con la storia statunitense, dalla miseria della Depressione alle stramberie della new age, e racconta le iniziali idiosincrasie tra due opposte culture e il graduale processo di "ibridazione" degli Stephanides. Nonno Lefty ricrea un po' di Grecia nel suo buffo Zebra Bar per poi diventare proprietario della catena Hercules Hot Dog. Il sogno americano è raccontato con tono eroicomico e i tic dei personaggi sono trattati con un benevolo "neosentimentalismo" sterniano. Quel che sorprende in Eugenides è la sua impermeabilità al pensiero negativo. I momenti più tragici della vicenda sono sdrammatizzati da una battuta comica o da un bizzarro gioco verbale. Tuttavia l'esuberanza narrativa rischia spesso di trasformarsi in ridondanza, la giostra di avvenimenti soffoca lo sviluppo in profondità dei personaggi che a volte rasentano il macchiettismo, mettendo alla prova la pazienza del lettore. Peccati perdonabili in un giovane scrittore dotato di una straordinaria forza inventiva e di un sorprendente acrobatismo linguistico che gli permette di creare metafore inconsuete, paradossi inattesi, doppi sensi infiniti in una vera e propria festa della parola. |
Recensioni 1 - 20 di 55 recensioni presenti. Media Voto: 4.45 / 5Paola olivia56@hotmail.it (23-09-2011) Mi mancano pochissime pagine alla fine di questo libro, che ho divorato. Come sempre in questi casi, mi sto centellinando le ultime righe. Un libro bellissimo, per la storia intrigante e per come il tutto è raccontato. Intelligente, spiritoso e coinvolgente. La parte finale forse non all'altezza della prima metà. Non ce la vedo una "ragazzina" di 15 anni, fino al giorno prima vissuta nella totale protezione di una famiglia greco-americana piuttosto tradizionalista, che di punto in bianco attraversa gli States in autostop e finisce ad esibirsi in un locale in California. Comunque giudizio positivo. Insieme a La versione di Barney, il libro più bello letto quest'anno. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
roberto dal bianco roberto.dalbi@gmail.com (26-03-2011) Veramente una bella storia, ben scritta al punto da apparire in alcuni momenti autobiografica. Jeffrey Eugenides è sicuramente partito da elementi scientifici ben accreditati per descrivere la genesi di Calliope la bella e simpatica protagonista del romanzo. Oltre a lei, che aspetta invano l'arrivo delle mestruazioni e lo sviluppo del seno, ruotano tutti gli altri componenti della famiglia descritti con la raffinatezza di un Benvenuto Cellini.Ottimo anche il contesto storico che abbraccia praticamente tutto il '900. A questo proposito, mi chiedo come mai il buon Eugenides,abbia iniziato il racconto così alla lontana, considerando che Calliope prende forma attorno a pagina 300. Ma quando uno scrittore ti sa incantare, ben vengano anche "le storie dentro la storia". Un ringraziamento ai commentatori di IBS che mi hanno consigliato questo libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maurizio (31-05-2010) ...e se ci fosse 6 avrei dato 6!
strepitoso, imperdibile, da leggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Libricciola elisa.rosmino@libero.it (25-05-2010) Bello, ironico e sorprendente. Una saga familiare dalle mille sfaccetature e dagli aneddoti pepati ,che non cade nei luoghi comuni delle saghe familiari. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gianni70 (15-11-2009) "MIDDLESEX": Eugenides sceglie di raccontare la "eccentricità biologica" di Callie ripercorrendo la storia... a volte "eccentrica" ...della famiglia della protagonista...intrecciandola con la storia americana tra gli anni '30 e fino alla metà degli anni '70. Il libro quindi dopo un ottimo inizio perde poi smalto fino ...a recuperare grande slancio negli ultimi capitoli sopratutto quelli riguardanti l'adolescenza di Callie. Un libro quindi con alti e bassi ma un ottimo libro...mi ha stupito però la formula del romanzo...non eccessivamente moderna per un pulitzer ma alquanto nei generis del tipico romanzo corale americano. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
angela (14-03-2009) Un libro che ho divorato. Per me la storia di questa famiglia e di Callie/Cal è stata davvero appassionante. Lo consiglio decisamente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Paola (12-09-2008) Incostante. Un libro con grandi alti e bassi. Non l'ho trovato per nulla stimolante nè dal punto di vista psicologico nè dal punto di vista storico. Per non parlare delle informazioni striminzite sulla particolare condizione del protagonista. Molto in stile "americano" le ultime 20 pagine. Lo consiglio solo a lettori "medi", che non amano l'eccessivo approfondimento. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
PANTU pantu@supereva.IT (16-10-2007) INCIPIT (PRIME DUE PAGINE) FULMINANTE, MAGISTRALE. SVOLGIMENTO CLASSICO, DA SAGA FAMILIARE. FINALE IN MINORE, AFFRETTATO,SCONTATO. AL DI LA' DI QUESTE TRE CONSIDERAZIONI, VERE, NEL ROMANZO C'è MOLTO DI PIù: LA DESCRIZIONE DI UN MONDO SCOMPARSO E VAGHEGGIATO (SMIRNE), LA POESIA DELL'ADOLESCENZA, UNO SGUARDO DIVERTITO E BONARIO SUL MONDO E SU SE STESSI, INTUIZIONI GENIALI, A COMINCIARE DAL SOGGETTO STESSO DELL'OPERA, UN ERMAFRODITO IN SENO A UNA ETNIA TRADIZIONALISTA, ANCORCHè ASSIMILAZIONISTA, NEL MELTING POT AMERICANO. EUGENIDES SI CONFERMA UN NARRATORE TRASCINANTE, IN POSSESSO DI UNA TECNICA AMMIREVOLE, IN GRADO DI RACCONTARE OGNI STORIA COME UN RICORDO, IN BILICO FRA NOSTALGIA E JOIE DE VIVRE. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
monica (16-10-2007) sono solo a metà di questo libro che inizialmente mi aveva spaventata, dal momento che lo sto leggendo in inglese....ma devo che eugenides è un genio, omerico e satirico al tempo stesso.....grandissimo libro, finora!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
reus (07-10-2007) La prosa è scorrevole, la trama catturante e l'ho letto, a dispetto delle sue seicento pagine, in meno di una settimana. Tuttavia, al di là delle aspettative (la prima parte della saga, quella ambientata nell'Anatolia degli Anni Venti è la più interessante), a fine lettura lascia poco. E' uno dei limiti della narrativa americana: è di largo consumo ma finisce con il consumarsi... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
VALE (13-03-2007) ho letto il libro un paio d'anni fa, scelto per caso sul piano di una libreria, mi ha colpito la copertina, di lui non ne avevo mai sentito parlare; sinceramente non ricordo lo stile narrativo e alcuni passaggi che ho letto nella descrizione e nei commenti li ho dimenticati ma lo ricordo come un libro intelligente, audace, poco cerimonioso, sicuramente insolito che tratta un tema di cui sappiamo ben poco ( le diversità genetiche si sa portano sempre gran silenzi intorno) toccante in dei momenti. Se ho inserito il titolo in questa ricerca significa che qualcosa ha internamente toccato e lasciato. Ci sono talmente tanti libri che ho letto di cui non ricordo niente, sensazioni comprese!!Lo metto nell mia top five. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
robinet (19-01-2007) a me il libro è piaciuto. è scritto bene, senza virtuosismi inutili. solo nel finale sono rimasto un po' deluso per la parte del fenomeno da baraccone che davvero mal si integra con il resto della storia e per il precipitare di eventi che sono riassunti in poche pagine. sembra quasi che l'autore si fosse ad un certo punto stancato e volesse chiudere la questione... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Enrico (03-11-2006) Non capisco tutti questi entusiasmi per questo libro. A me non è piaciuto per nulla, talmente noioso che l'ho restituito a chi me l'aveva prestato ancora prima di finirlo. La storia sarebbe accettabile se non fosse per quel lento, lentissimo ritmo. OTTIMO PER CHI SOFFRE D' INSONNIA. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
piero (23-07-2006) Le recensioni mi sembrano un pò troppo entusiastiche.. come per tutte le saghe familiari ci vuole una gran pazienza e NON si legge tutto d'un fiato. La narrazione subisce parecchi cambiamenti d'intensità dovuti alle tre-quattro storie che costituiscono l'ossatura del romanzo e che non sono tutte coinvolgenti allo stesso modo. Anche il contesto storico cambia in modo tale che può appassionare per lunghi tratti e poi risultare poco interessante, si passa dall'assedio di Smirne alla pallosissima descrizione di Detroit. Merita senz'altro la fatica di arrivare alla fine per l'ottima descrizione psicologica dei personaggi che lascia sensazioni forti di immedesimazione, ma data la prolissità è una bella fatica..
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Barbara (30-06-2006) Eugenides mi aveva già affascinata con il precedente "Il giardino delle vergini suicide" ma con Middlesex mi ha catturata totalmente. Semplicemente perfetto! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mariacristina (03-04-2006) l'ho preso quasi per caso, non ne ero molto convinta, ma non appena l'ho cominciato, me ne sono innamorata. sarà che adoro le saghe familiari, sarà che la scrittura e la narrazione rendono il volume scorrevolissimo e piacevole, ma, per una volta, ho trovato qualcuno che mi ha affascinata sul serio(leggo molto ma non capita spesso..). non è la solita storia banale, in cui si crea un personaggio ricco di conflitti interiori per ricercare del facile pietismo, e non è il solito libro che si legge e basta, ma si crea una specie di scambio in cui il lettore è chiamato in causa, fa parte del libro. un genere di scrittura che mi ha fatto ricordare il salman rushdie de "i figli della mezzanotte", altro libro che amo. sono andata anche a ripescare il volume d'esordio di eugenides, "le vergini suicide" e devo dire che mi è piaciuto molto anche questo. l'ho consigliato a tutti i miei amici e chi l'ha letto ne è rimasto favorevolmente colpito. provare per credere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Isola Daniele (28-03-2006) Sicuramente un gran libro,da leggere d' un fiato,anche se a tratti un po' barocco nelle descrizioni.
Ma intelligentissimo,coinvolgente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Serena (10-03-2006) Un libro bellissimo, leggetelo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Erik (22-09-2005) Vi assicuro che sono un lettore molto difficile. La maggior parte dei romanzi che leggo, anche quelli maggiormente strombazzati, mi annoia. Eppure, di fronte a un libro come Middlesex, devo mettere da parte tutte le mie riserve e dire semplicemente che è un capolavoro. Estrememente ambizioso, eppure riuscitissimo sotto tutti gli aspetti: come saga familiare, come ricostruzione del contesto storico-culturale, comme narrazione epico-autobiografica... stupendo e basta. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 55
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