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Oggero Margherita - La collega tatuata | La protagonista è una "profia", una professoressa di mezza età, con una normale famiglia composta da due figli mediamente rompiscatole e un marito mediamente polemico verso la cucina affrettata di una donna che lavora fuori casa. Quando a scuola arriva una collega nuova, la bionda, ricca, elegante Bianca De Lenchantin, la nostra eroina non è per niente disposta a trovarla simpatica. Solo quando Bianca viene uccisa, senza nessuna apparente ragione, la nostra professoressa troverà il modo di sfoderare il proprio talento investigativo. Tanto più che il commissario è un uomo colto e affascinante.
| La recensione de L'Indice |

Nel trentennale della Donna della domenica tira aria di celebrazioni: si riprende il film tratto dal romanzo, su "Diario" Giovanni De Luna rievoca da par suo la Torino di allora e la confronta con quella di oggi, fioccano le interviste e gli articoli. Il più bell'omaggio al primo grande poliziesco di Fruttero e Lucentini è però forse questo romanzo che, senza proporsi in alcun modo di imitare la complessità del modello, si colloca esplicitamente nella sua scia, strizzando l'occhio ai lettori con citazioni appropriate e con il costante ricorso a uno humour di bon ton. La "collega tatuata" del titolo è una seducente professoressa d'inglese che spicca tra le colleghe di un istituto tecnico torinese, suscitando feroci invidie con le sue borse firmate, le sue vacanze esotiche e soprattutto la prestigiosa agenda del "New Yorker", esibita con nonchalance tra le Smemorande brandite in sala professori dalle meno facoltose compagne di scrutini. Quando viene misteriosamente strangolata, il suo caso s'impone quasi ossessivamente all'attenzione della più intelligente e spregiudicata delle sue colleghe, che imbastisce una sorta d'inchiesta personale, parallela a quella di un simpatico commissario con il quale intreccia un platonico flirt. È proprio la professoressa investigatrice a divenire la vera protagonista del romanzo: i suoi colpi di sonda nei segreti della buona borghesia torinese si alternano alle vicende tragicomiche di una quotidianità iperrealista, colta con leggera ed efficacissima autoironia. Tra le molte citazioni che venano il racconto, forse la più rivelatrice è quella di Perec: in questo giallo così attento a tutto quel che si mangia, si beve, si guarda e si usa nella faticosa Torino dei nostri giorni, circola la lezione delle Cose, epopea degli oggetti e dei desideri degli anni sessanta. Mariolina Bertini |
Recensioni 1 - 20 di 42 recensioni presenti. Media Voto: 3.71 / 5francesca info.imaginalia@gmail.com (23-11-2011) L'ho letto in pochissimo tempo (non è che sia un romanzo lungo...) ma questo solo perchè è un giallo, quindi mi interessava sapere il prima possibile chi era l'assassino.
Diversamente forse l'avrei lasciato a metà.
Nella prima parte ho trovato a tratti perfino irritante il suo stile forzatamente brillante e i cambi continui tra prima e terza persona, che appesantiscono la lettura. E poi tutti questi riferimenti a Torino (baratti mulassano platti, tutti sti caffè chic - dubito frequentati da prof) mi sono sembrati eccessivi, pretestuosi e in definitiva non hanno fatto altro che sottolineare il carattere terribilmente provinciale della città e dei suoi abitanti, scrittori (che si compiacciono di comunicare le linee di tram che conoscono e i vermuth storici che sbevazzano) e non.
Poi la lettura si fa un poco più fluida. Alcuni personaggi, anche secondari, sono ben tratteggiati (il vedovo, Livietta, il cane, i colleghi) e li ho trovati divertenti e originali, altri (il commissario) un po' troppo ideali e improbabili.
Lei, la prof, è proprio antipatica (concordo con chi l'ha scritto poco avanti) una prof di un istituto tecnico che ha colf, tempo libero, spende e spande, e poi si lamenta di un pomeriggio "di merda" passato in una riunione noiosa con 4 odg, durante la quale si è fatta 1 sigaretta e qualche sega mentale... ma poveraccia, che vita da cani! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
massimo r. (05-10-2011) In apparenza leggero e frizzante, si è rivelato pesante e indigesto per l'esagerato sfoggio di intellettualismo radical-chic. Eppoi sembra lo spot del puntemes , nominato almeno venti volte. Il giallo è fiacco e scontato, i personaggi stereotipati...insomma, tempo perso. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (13-12-2008) Libro che definirei ye ye per lo stile scrittorio, molto ricco di aggettivi,vocaboli, e situazioni adeguate a persone metropolitane dallo stile frenetico di vita.
Detto questo, volevo sottolineare l'intreccio molto ben congeniato tra il vissuto strambo e variopinto di una prof torinese, ed un enigmatico omicidio di un altra prof apparentemente diversa dalla protagonista
Lettura rilassante e divertenete cmq, se mi concedete un briciolo di digressione al di fuori delle righe; beh volevo dire che ad un primo impatto sembra un testo dai chiari connotati femministi, ma pagina leggendo gli ometti del libro la loro bella(porca..si può dire?) figura la fanno. Lettura rilassante Voto: 2 / 5 |  |  |  |
manrico (01-09-2008) da leggere.un po'dispersivo nel riportare i piccoli problemi familiari della protagonista ma la trama scorre piacevolmente.penso che leggero' anche gli altri libri della oggero. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lidia (16-07-2008) Decisamente troppo dispersivo, senza punteggiatura, fastidioso da leggere. L'autrice si perde in discorsi che non sono utili alla trama. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Rossella rossellapuleo@hotmail.it (22-05-2008) Il 4 è per la punteggiatura, mi ha fatto impazzire inizialmente! Ed a parte qualche passaggio "classicheggiante" ritengo d'aver letto un buon libro: divertente, leggero, ironico. Un giallo!?!? nooooo Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Riccardo (17-03-2008) devo ammettere che se non fosse stata per la trasposizone televisiva il nome della Oggero lo avrei conosciuto dopo qualche tempo, e meno male che non è stato così giacchè questo suo giallo mi è molto piaciuto.stile ironico, giallo ben fatto anche se devo ammettere che spesso l'assenza delle virgole rendeva il romanzo pesante, ma ritengo però che questa pecca non è negativa, ma fa del libro un romanzo più spumeggiante, esuberante. bellissime tutte le citazioni letterarie, che dire, per fortuna non devo aspettare molto dato che ci sono sltri libri della oggero che mi aspettano.....
complimenti alla Pivetti che ha reso bene il personaggio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo F. (20-01-2008) Decisamente simpatico questo scholastic thriller cui non ha giovato la macchiettistica trasposizione televisiva (Veronica Pivetti &Co.). Storia senza grandi pretese, ma ben congegnata; personaggi in gran parte azzeccati, stile linguistico spumeggiante, anche se in alcuni casi un po’ sopra le righe. Rilassante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Silvia (11-06-2007) Che dire... Il libro mi è proprio piaciuto, l'ho letto con gusto e mi ha divertita parecchio per cui corro a comprare gli altri due! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ale (28-05-2007) E' il primo libro della Oggero che mi è capitato di leggere. Trama semplice, stile frizzante, qualche battuta davvero divertente. Nel complesso una lettura piacevole, non pretende di essere un capolavoro ma una buona compagnia per qualche momento di svago. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Lara (18-04-2007) Pessimo, niente punteggiatura, scritto male, personaggi poco avvincenti... Ho iniziato a leggerlo 6 mesi fa e finito ieri, ma solo perchè odio lasciare i libri a metà... Voto bassissimo! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Elisabetta V. (27-01-2007) Mi è piaciuto….abbastanza. Quindi il voto è medio. Certo è scritto bene ed è spiritoso, forse fin troppo perché alla lunga la ricerca della battuta arguta portata all’eccesso viene quasi a noia. Vorresti poter dire alla protagonista: ma parla “normale” una volta tanto, sacripante ! Insomma, tutto sommato, io ho trovato antipaticissima non tanto la collega (infelice anche in vita) quanto piuttosto proprio la “simpatica” prof. che è davvero dotata di molti pregi: è invidiosa, gretta, cinica, biliosa, astiosa, saccente, supponente, e curiosa ed impicciona in modo patologico. Ovviamente il suo buon carattere si riflette nel suo umorismo, divertente fin che si vuole, ma comunque troppo acido (anche il sarcasmo ha i suoi limiti). Possibile che abbia sempre da ridire su tutto e tutti ? Ma di che cosa si lamenta questa qui poi ? Non mi sembra che se la passi così male. E poi chi (per es.), al giorno d’oggi, ha la fortuna (ma è davvero così per i sigg. insegnanti ?) di poter essere a casa già all’ora di pranzo e mangiare in santa pace (per tacere dei “pisolini”) anziché essere costretta per anni a ingollarsi un panino al bar (o a saltare il pasto) e lavorare fino a sera tardi. Fra l’altro, anche il marito, che razza di lavoro fa dato che pure lui ha il tempo di tornarsene a casa per mangiare ?… Cara prof. visto che, a parte criticare e impicciarti degli affari altrui, hai tanti pomeriggi liberi (e non mi sembra che le tue fatiche giornaliere siano degne di quelle di Ercole) perché ogni tanto non lo porti fuori tu quel povero cane che tieni in casa ?… almeno così fai qualcosa di davvero utile…. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
transumanar@yahoo.it (15-01-2007) Noioso al massimo. Trama? Nessuna, veramente. Protagonisti che convincono? Neanche. Vabbe', almeno le virgole? No, neanche quelle. Il giallo piu' "beige" che io abbia mai letto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
prometeo (11-12-2006) ho letto questo libro un pò di tempo fà, non mi è rimasto molto. Superfluo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
giorgio (30-07-2006) ho comprato il libro per caso. vivo in francia e devo ammettere che non conoscevo affatto margherita oggero, chiedo scusa.
credo che sia il libro piu' divertente che ho mai letto in tutta la mia carriera di lettore, non ho mai riso tanto leggendo le pagine de "la collega tatuata" soprattutto perche' la signora oggero parla con franchezza, utilizza termini ed espressioni del linguaggio comune.
avete voglia di leggere e divertirvi allo stesso tempo, leggete ASSOLUTAMENTE questo libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anna ap170768@yahoo.it (19-06-2006) Bello e originale. Molto particolare lo stile della narrazione, avvincente e divertente.
Ironico e leggibilissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuliopez (22-02-2006) Attratto con curiosità dai gialli italiani, ho trovato il romanzo della Oggero molto accativante e scritto con uno stile scorrevole. Sicuramente la figura della "profia" è originale ed invoglia all'acquisto degli altri due libri della "serie". La descrizione dei personaggi (fra tutti il bassotto e le amiche Sara Floriana, ecc.)e di Torino sono magnifiche, come le "parentesi" dove si raccolgono le riflessioni e le divagazioni della "profia". Beato chi l'ha avuta come insegnate! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
angela (19-02-2006) Molto spiritoso, acuto, divertente.
Finalmente un giallo diverso, tutto femminile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandra Arduini (04-02-2006) Grazie Profia !
E' stato un autentico, voluttuoso piacere leggere tutti e tre i tuoi romanzi, tra il serio ed il faceto tra il sorriso e la commossa riflessione e la stupefacente scoperta che, se sapessi scrivere, avrei scritto e scriverei così.
Grazie. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elli (25-01-2006) Irene...sei fortunata ad avere una prof che ti pungoli a leggere...immagino che LO TROVATO sia una distrazione o un errore di digitazione e che un'apostrofo ed un HO siano andati persi...scusa se mi permetto ma viene da sè in questo contesto in cui ci si diletta a fare i critici letterari...
Margherita Oggero: lessico invidiabile, piacevole acume, sensibilità nel cogliere i dettagli del quotidiano fuori e dentro l'anima Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 42
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