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Genna Giuseppe - Nel nome di Ishmael | 1962-2001: corre lungo questi quarant'anni la storia di due poliziotti, David Montorsi e Guido Lopez. Dagli ideali incorrotti e di promettente carriera l'uno, sbiadito dall'usura del mestiere l'altro. Ma è anche la storia di due uomini di Stato: Enrico Mattei, che col suo jet solca le speranze degli italiani, e Henry Kissinger, abile signore della pace e della guerra. Passato e presente si riallacciano anche in una serie di inspiegabili morti infantili. Chi uccide innocenti vittime, facendone il presagio di altre morti? E' lui, Ishmael - potente, grande, infallibile - il vero protagonista del romanzo. Si muove nell'ombra, agisce al ritmo insospettabile dei grandi del Male. Perché "Ishmael, il più occulto, è davanti agli occhi di chiunque e nessuno lo vede".
10 recensioni presenti. Media Voto: 4.3 / 5jubanne (07-02-2012) ho approcciato a questo autore, che non conoscevo, spinto dalle ottime recensioni. Il libro non è male, trovo che lo stile di scrittura sia un pochino "troppo carico" e disperda l'intensità della trama. Mi aspettavo piu' "cronaca" legata ai fatti storici richiamati. Nell'insieme positivo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marco77 (06-02-2012) forse sono partito con l' idea di leggere un super libro, ma ho dovuto sospendere la lettura dopo cento pagine, scittura poco fluida e continui sbalzi tra personaggi e tempi, mi dispiace provero' con "catrame" Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Robbian (01-09-2011) Equilibrio tra verità e fantasia . Un romanzo che prende lo stomaco. Bravo Giuseppe . Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianni (26-04-2010) Grande, grande, grandissimo Genna. Dopo aver letto “Dies Irae” (un capolavoro) e “Italia de profundis” (una clamorosa boiata), finalmente ritrovo lo scrittore che ho tanto apprezzato. Il libro è bellissimo. E’ un noir notevole: ritmo della narrazione molto serrato, continui rimandi tra il 2001 ed il 1962 ma senza mai perdere il filo. La storia gira attorno a due ispettori di polizia David Montorsi nel 1962 e Guido Lopez nel 2001, che tentano di contrastare il male incarnato nella figura di Ishmael. Non si sa bene se Ishmael sia a capo di una setta oppure di un qualcosa di molto più grande, via via che il romanzo procede si chiarirà sempre meglio cosa c’è dietro a questo nome. Sicuramente questo romanzo non ha niente da invidiare ai romanzi dei maestri internazionali del noir molto più acclamati. Ho dovuto aspettare abbastanza per poter leggere questo libro che dal sito IBS risultava essere non più disponibile, e devo dire che ne è valsa proprio la pena. Inquietante lo scenario di politica internazionale che emerge dal romanzo, veramente c’è da riflettere a lungo. Anche se il romanzo è dichiaratamente di fantasia lo scenario che descrive non è poi del tutto irragionevole, anzi. Assolutamente da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Ricci (21-11-2006) Ho appena terminato la lettura di questo libro e del precedente "Catrame" (entrambi nell'edizione de "Il Giallo Mondadori") e li ho trovati piuttosto interessanti. Dell'attività di Giuseppe Genna su internet non so niente e non mi interessa neppure; ad una con il suo atteggiamento negativo verso il bravo Aldo Busi.... Il fatto che Genna "voglia essere" l'Ellroy italiano non dice nulla sulla qualità dei suoi scritti: dopotutto anche Billy Bragg, nelle sue prime esibizioni solistiche, era convinto di essere "The Clash"...... "Ishmael" è un buon libro, con pregi e difetti, ma dove i primi prevalgono largamente; a mio avviso una maggiore caratterizzazione psicologica dei numerosi personaggi tutti-bianchi-o-neri non sarebbe stata superflua, tenuto conto che la concisione non è un requisito di questa opera.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
AleRoots aleroots@gmail.com (29-10-2006) Vincendo una ritrosia pregiudiziale che mi trascinavo da tempo, finalmente ho letto un libro di Genna, scrittore, lettore, intellettuale milanese noto a chiunque abbia un minimo interesse per i libri e per la rete. "Nel nome di Ishmael" era da almeno un paio d'anni a prendere polvere nel cumulo entropico che è la sezione 'da leggere' della mia libreria, mai realmente sprofondato tra i libri che non leggerò mai, ma finora sempre privo del colpo di reni che mi portasse a prenderlo seriamente in mano.
Ora l'ho fatto, e ho fatto bene.
Mi sono trovato a leggere un vero noir, genere in Italia più citato che realmente praticato, perché spesso scambiato con polizieschi magari ottimi, ma di stampo "classico" e consolatorio. In questo caso invece di consolatorio c'è ben poco, il mood è cupo, disilluso, acre; il piano narrativo si sviluppa su due linee temporali -l'inizio degli anni '60 e il marzo del 2001- distinte, ma profondamente legate, dal dipanarsi a Milano, e dall'allucinante e maestoso quadro complessivo in cui si inseriscono.
I fili narrativi sono tesi allo spasimo, giovani ispettori dalle intuizioni fulminanti, scenari internazionali, giri sadomaso, servizi segreti onniscienti e insabbiatori, potenti internazionali, simbolismi esoterici: nello scenario dipinto c'è veramente di tutto, ma tutto si mantiene ad altissimo livello di verosimiglianza, e girata l'ultima pagina è più facile crederci che non crederci: segno che il libro è davvero grande. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Albys braveheart1966@libero.it (20-11-2005) Giuseppe Genna è la risposta italiana alla domanda: ci potrà mai essere qualcuno che sappia coniugare qualità linguistiche di alto livello a conoscenze e capacità adatte a costruire trame noir di difficoltà e ambizione in Stile-Ellroy? Ebbene, Genna è la risposta che più si avvicina ad un SI’. Non fate caso ai giudizi acidi che leggete in giro, frutto di antipatie personali che il personaggio “estremo” suscita con facilità. Ho letto su di lui delle colossali bufale letterarie che hanno radici soltanto nella stupidità o nell’invidia. Io valuto uno scrittore per quello che fa, non per quanto mi sta simpatico. Nel nome di Ishmael è un romanzo di grandissima portata, non scevro da alcuni (piccoli) difetti ma assolutamente inedito nel panorama narrativo italiano e per molti versi straordinario. Non è un caso che abbia raccolto più consensi all’estero che da noi, vista la nostra rinomata puzza sotto il naso da letterati salottieri. Se uno ama e desidera leggere un noir d'autore con sfondo sociale, qui vi trova tutta l’essenza: l’atmosfera è sempre pesante, cruda, impietosa. L’intreccio narrativo è ampio e complesso, spalmato dentro una elaborazione fantasiosa (ma estremamente credibile) sulla storia reale degli ultimi 40 anni mondiali. Il tutto in un modo competente e con un uso del linguaggio che evoca immediatamente Ellroy. La medesima sensazione di trovarsi di fronte e personaggi veri, a complotti possibili, a realtà e ambientazioni spesso disumane ma purtroppo all’ordine del giorno delle cronache più attente. Nonostante il libro sia un malloppo di oltre 500 pagine, mai, dico MAI, ho trovato una pagina dove mi nascesse un dubbio o una contrarietà per quello che l’autore mi stava propinando. Solitamente questa sensazione la provo solo con i Grandissimi. Lo stile e la prosa di Genna sono superlativi: semplicemente il ragazzo sa fare di tutto. Lirico, secco, spietato, introspettivo, didascalico o fantasioso, il linguaggio di Genna accompagna alla grande una storia che soddisferà ampiamente gli appassionati del genere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio Montellanico ant-mo@tiscali.it (07-11-2005) Agghiacciante, ipnotico, imbarazzante per il suo malsano fascino.
Metallico e "lattiginoso" al contempo, come le luci migliori di Genna.
La cosa più bella è che dopo vuoi sapere di più. Tutto. L'Italia. La Storia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
michele (14-03-2005) spettacolare! ishmael è grande Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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