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Gilbert Martin - La grande storia della seconda guerra mondiale | Lo storico anglosassone Martin Gilbert offre una sintesi dei sei anni che corsero tra l'aggressione tedesca della Polonia e la resa del Giappone e, combinando un'ampia visione d'insieme con una minuziosa cura dei particolari, ne descrive giorno per giorno le operazioni militari, lo sconvolgimento nella vita quotidiana, i retroscena politici e diplomatici, il mondo sommerso dello spionaggio, l'orrore dei campi di concentramento.
7 recensioni presenti. Media Voto: 2.42 / 5Pinu Pè (13-06-2011) Quasi 900 pagine dedicate alla Seconda guerra mondiale sono qualcosa di imperdibile per ogni appassionato di storia. Peccato che Gilbert abbia sprecato il tutto con continui
riferimenti all'Olocausto e in genere alle atrocità compiute dai nazisti... Per esempio: Stalin attacca la Finlandia, nel frattempo i tedeschi uccidevano tot. ebrei; la Finlandia reagisce all'attacco, i tedeschi ammazzano in Polonia tot. ebrei..... Potrei continuare all'infinito.... Capite bene che il racconto perde molto ritmo e a farne le spese sono gli aspetti politici e militari che cmq non vengono affrontati a fondo come dovrebbero. Ci sono anche riferimenti ad esperienze di gente comune o soldati o altri personaggi più o meno rilevanti... questo è lo stile di Gilbert che ho riscontrato anche su "La grande storia della prima guerra mondiale". Un libro nel complesso deludente, pesante ed eccessivamente di parte... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Rocco (15-12-2009) Sappiamo tutti che la guerra è brutta e siamo tutti d'accordo che l'olocausto sia stato terribile e infame. Ma questo libro ogni tre pagine Martin trova il posto per inserirvi, come se fosse la vera trama portante dell'opera, un paio di paragrafi sulle violenze compiute dai nazisti.
Dettagli inutili e minimamente storici. Inutili perché da un libro di storia di questo tipo si vuole conoscere gli eventi di portata mondiale, non faccenduole che riguardano pochi. A chi interesserebbe la storia di mio nonno deportato dal fronte jugoslavo a Dachau dopo l'armistizio, visto che in migliaia hanno subito la stessa sorte?
Se il libro si fosse intitolato "Storia dell'olocausto nella II g.m." allora non avrei sollevato questa critica.
Una seconda critica riguarda la quasi completa assenza delle vicende italiane, liquidate -in quei pochi paragrafi interessati- in modo assolutamente superficiale. Grave il fatto che manchi, al conteggio finale sulla chiusura, qualunque riferimento alle vittime italiane, civili e non. E vi sono conteggiate, che paradosso!, addirittura i caduti della legione spagnola.
Il testo è di facile lettura, ma lascia poco. Farcito com'è di episodi marginali. Poche le mappe a supporto.
A chi vuole accostarsi alla storia della II guerra mondiale consiglio, se proprio vuole un autore inglese, il libro decisamente migliore "Storia militare della seconda guerra mondiale", di Liddell Hart Basil; sempre della mondadori (così non faccio un dispetto a nessuno).
Oppure, e sarebbe ancora meglio, la raccolta di 12 (talvolta 6) volumi di Churchill; purtroppo di difficile reperimento. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
saturn (31-08-2008) Probabilmente il peggior libro di sintesi sulla 2^Guerra Mondiale mai scritto.Nessuna analisi dello sviluppo politico strategico generale,nessuna comprensione per l' 'altra parte', minuziosa descrizione giorno per giorno di fatti inutili,propaganda anglosassone presa per 'storia rivelata',bibliografia lacunosa e priva di fonti tedesche,italiane o russe fondamentali. 'Vulgata' anglosassone della peggiore specie,anche il suo eroe Churchill non avrebbe apprezzato questo libro....
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Luciano (12-07-2006) Il peggiore libro di storia mai letto. Consiglio vivamente la lettura di questo saggio per comprendere come uno storico possa essere incapace di essere obiettivo e sereno nei propri giudizi.
L'introduzione, da sola, rigurgita di antigermanesimo e di luoghi comuni - gli aneddoti sull'occupazione di Metz da parte dei tedeschi, sulla carta igienica col viso del Kaiser, ecc - che possono tranquillamente essere smontati quale propaganda di guerra, ma l'autore li elenca come se fossero elementi con valore storico. L'angelo di Mons, i bambini belgi con le mani tagliate, le infermiere crocifisse dagli "Unni"... qualsiasi episodio (spessimo poi svelati come falsi, pura propaganda di guerra) di matrice britannica viene assunto come vero. Ed anche quando gli stessi britannici si macchiano di crimini di guerra (leggete tra le righe e troverete alcuni episodi) vengono dipinti come vittime dei biechi belgi, che passano da agnelli se uccisi dai tedeschi e da traditori se uccisi dai britannici.
Un disgustoso esempio di come non si scrive un libro di storia, ma da leggere proprio per questo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Marco Paladina (14-05-2004) sicuramente un buon libro, ma, come l'opera sulla grande guerra dello stesso gilbert, lo spazio dedicato all'italia non è molto, ottimo però lo spazio dedicato alle avventure belliche dei futuri leader vedi bush padre. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gaetano recchi.sic@tecnobiomedica.it (23-01-2004) Molto ricco di informazioni, anche sui particolari.
Il racconto è coinvolgente e non annoia mai.
Scarsa la descrizione della guerra per quel che
riguarda l'Italia Voto: 4 / 5 |  |  |  |
AoxomoxoA (12-01-2004) Non e' certo un capolavoro assoluto e pecca sicuramente di essere un libro partigiano (ma non nasconde certo di essere il Biografo di Churchill), comunque raggiunge gli obiettivi posti: bollettino day-by-day della guerra (particolarmente tragico quello dei campi di concentramento), guerra dello spionaggio, strategie, e l'inizio della Guerra Fredda. Nonostante le 880 pagine si legge in una settimana (sotto Natale si ha piu' tempo). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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