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Fede Emilio - Ladro d'amore | Emilio Fede torna con questo libro ad accompagnare il lettore nei privilegi della sua vita pubblica e nelle malinconie e nei segreti di quella privata. Ci porta così nelle serate al Billionaire o al Twiga, fra attrici, soubrette e calciatori. Ci fa sbirciare nelle cene della politica romana o nelle serate capresi fra ministri, direttori di giornali e magnati dell'industria. Si fa seguire nelle passeggiate con Berlusconi e con i suoi fedelissimi, al compleanno di Veronica Lario o sull'aereo del Cavaliere verso Manchester per la finale di Champions League. Ma quelle di "Ladro d'amore" sono anche pagine intime, sentite e un po' amare, in cui Fede confessa a chi lo legge le lotte quotidiane con gli anni che passano, le lacrime versate, la paura della morte.
Piotr qdiquore@libero.it (29-12-2003) Più che leggerlo, l'ho scorso (turandomi il naso); e l'ho trovato ora irritante ora disgustoso: il proverbiale servilismo dell'autore qui trapela solo in controluce, perché su tutto dominano il narcisismo e l'autocompiacimento, tanto più sfrenati quanto più privi di fondamento. Conoscevamo l'omuncolo del Tg4; adesso questo libro ci conferma nel nostro disprezzo per un uomo, di fondo immorale, che sembra animato soprattutto dalla smania di contatto coi potenti e colla "bella vita", e nonostante questo non ci risparmia le sue untuose lezioncine di buoni sentimenti. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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