|
|  |
Dostoevskij Fëdor - Memorie dal sottosuolo | Nella prima parte, "Il sottosuolo", il protagonista racconta la sua infanzia e la formazione della personalità più nascosta (il sottosuolo per l'appunto). Nella seconda, "A proposito della neve fradicia", ripercorre alcuni episodi della sua vita dove più emerge il "sottosuolo". Segue alcuni compagni di scuola ad una cena, sfoga poi l'amarezza per le offese subite su Liza, una prostituta incontrata in una casa di tolleranza, mostrandole con durezza che cosa l'aspetta nel futuro. Dopo qualche giorno Liza ritorna da lui col desiderio di una vita pura, ma viene trattata con disprezzo e volgarità. Per umiliarla le mette in mano un biglietto da cinque rubli, che poi ritroverà sul suo tavolo quando la donna se ne sarà andata, testimonianza della grande dignità di Liza.
11 recensioni presenti. Media Voto: 4.72 / 5armando (30-12-2011) Recensire un opera sublime come "Memorie dal Sottosuolo" è un impresa che ritengo al di fuori della mia portata.Posso solo dirvi che è una delle opere più illuminanti che io abbia mai letto,una vera e propria perla della letteratura mondiale,che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Franco Sarbia franco.sarbia@fastwebnet.it (03-07-2010) Memorie dal sottosuolo rappresenta magistralmente "l'ombra" che vive nell'oscurità della nostra anima e tanto più ci governa quanto meno la riconosciamo. Troviamo qui la materia prima su cui verrà edificato l'Idiota. Non capisco però l'associazione del libro con la feroce postfazione di Nabokov, grande critico, ma assolutamente incapace di comprendere in profondità la potenza interrpretativa dell'esistenzialismo. Figuratevi che definisce Sartre un giornalista francese "mediocre imitatore di Dostoevskji"! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Estelgard (10-04-2010) Premetto che adoro Dostoevskij e la sua poetica del decadentismo. Il testo è decisamente impegnativo, nonostante sia una breve presentazione di tematiche che affioreranno nei romazi successivi, ma è un caposaldo della letteratura russa e non è assolutamente da perdere per chi vuole cominciare a scoprire il grande maestro russo. La prima parte "il sottosuolo" è introspettiva e delinea la psicologia del protagonista, un miserabile che "non è riuscito a diventare nemmeno un insetto"; vari i temi che il narratore esamina: la coscienza e la ragione umana, differenti dal volere e dagli istinti provocati dalle leggi naturali che fanno l'uomo ferino, l'indispensabile necessità umana di commettere il male, la vendetta come atto che ricerca la giustizia, quindi moralmente privo di macchie. La conclusione è comunque che, pur dotato di ragione, l'essere umano è abietto, immorale, ingrato e dedito al piacere personale e spesso ignobile. Nella seconda parte, "A proposito della neve bagnata" si introduce un pò di azione e si vedono messe in pratica le elucubrazioni della sezione precedente: il protagonista, consapevole della bassezza morale e della sua poca importanza come individuo, abbatte la sua furia e la sua "vendetta" su una giovane prostituta, una creatura più miserabile di lui, ma certo con una purezza insita e nascosta che fuoriesce col progredire degli attacchi. Quando la tenera Liza si ravvede e decide di vivere una vita priva di macchie, il protagonista la copre di fango e le sbatte in faccia tutte le malvagità e le ingiustizie che la vita stessa le getterà contro; Dostoevskij però termina il racconto con una zampata finale, mostrandoci una Liza che, pur distrutta dalla violenza psicologica subita, mantiene un'altezza e una dignità che il protagonista non potrà mai sperare di raggiungere.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lafit (19-02-2008) In assoluto il libro che prediligo... Tale lettura ci permette di attingere al nostro io piú profondo.
P.S.: Ottima l'edizione "Oscar Classici" della Mondadori, e per la veste grafica, e per la brillante traduzione di Igor Sibaldi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mirella (19-02-2005) Un sottosuolo illuminante,l'analisi diretta su se stessi.E'come ripercorrere la strada fatta e capire il sottosuolo su cui siamo cresciuti, da cui siamo sfuggiti o in cui siamo ancora calati. Un capolavoro di deduzioni ante Freud accompagnato da grande scrittura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
filippo71 (31-08-2004) "Sono un uomo malato... Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori. Oltretutto sono anche estremamente superstizioso; be', almeno abbastanza da rispettare la medicina. (Sono abbastanza colto per non essere superstizioso, ma lo sono.) Nossignori, non voglio curarmi per cattiveria. Ecco, probabilmente voi questo non lo capirete. Be', io invece lo capisco".
........................................
in questo caso, l'incipit è meglio di ogni commento... imperdibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Greek (27-07-2004) Su non scherziamo! Siamo di fronte al CAPOLAVORO. Tutto il romanzo occidentale è debitore a Dostoevskij e le memorie sono l'anticipo del decadentismo. prima di Freud e meglio di freud, ecco a voi il sottosuolo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
manuel (23-05-2004) bello ma lungo, questa è: letteratura russa
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
neve (12-04-2004) D’accordo con Valerio, un libro da prendere a piccole dosi, come l’assenzio aggiungerei. Solo che le droghe del protagonista sono la sofferenza e l’autocommiserazione. Direi che questo testo costituisce un buon esempio di quanto sia potente la mente umana, nel bene e nel male. “E se ci lasciassero soli, senza i libri, noi ci confonderemmo subito, ci smarriremmo – non sapremmo da che parte stare, dove aggrapparci, cosa amare e cosa odiare, cosa rispettare e cosa disprezzare!” TVB Voto: 3 / 5 |  |  |  |
valerio (03-04-2004) come per i pacchetti di sigarette o per gli involucri di materiali esplosivi, in copertina dovrebbe esserci scritto "maneggiare con cura".
usato in dosi massicce, può infatti provocare strane illuminazioni cerebrali. il che di questi tempi... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Dostoevskij Fëdor |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|