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Di Pierro Antonio - Il sacco di Roma. 6 maggio 1527: l'assalto dei lanzichenecchi | Lunedì 6 maggio 1527: Roma è assediata dai lanzichenecchi. Un immaginario cronista è sul posto, con il compito di raccontare ora per ora quella che già si preannuncia come una drammatica giornata. L'esercito imperiale di Carlo V, circa tremila uomini, è accampato sul Gianicolo e in piena notte i suoi comandanti danno l'ordine di prepararsi ad attaccare la città. Seguono fasi convulse con assalti all'arma bianca, manovre diversive, capovolgimenti di fronte, mentre all'infuriare della battaglia si contano migliaia di vittime.
Media Voto: 4.75 / 5Maurizio (19-12-2011) Un altro esempio di buona storia narrata da un giornalista. Mi vengono in mente i volumi scritti da Domenico Quirico su alcune tematiche relative all'esercito italiano e alle guerre coloniali africane. La suddivisione del volume in 24 capitoli (piu' uno conclusivo) e' dedicata a ciascuna delle ore del giorno di lunedi' 6 maggio 1527, in cui le truppe antipapaline dell'esercito imperiale di Carlo V, composte da italiani, spagnoli e lanzichenecchi di lingua tedesca - arrivate sul Gianicolo nel pomeriggio del giorno precedente - danno l'assalto alle mura, combattono contro i disorganizzati difensori, passano il Tevere, invadono la citta' e a mezzanotte danno inizio al saccheggio. Il capitolo conclusivo narra le vicende del ritorno del pontefice Clemente VII nell'abitato distrutto il 6 ottobre 1528. Il testo e' corredato da una bibliografia, da una guida ai principali luoghi degli eventi e da alcune utili cartine sui luoghi dell'assedio, sulle zone della citta' e sui palazzi coinvolti nel sacco e sulle tre fasi principali dei combattimenti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Corrado Sasso corradosasso@virgilio.it (04-12-2007) “Il Sacco di Roma” è un libro godibile e scritto davvero bene. Con abile stile narrativo, l’autore struttura i singoli capitoli con un’introduzione legata agli eventi militari di quel fatidico giorno del 1527 seguita dal racconto di eventi di storia o di vita quotidiana della Roma dell’epoca. Ne esce un vivido affresco del Rinascimento italiano e romano in particolare. Ne esce un testo agile e di una piacevolezza unica. Insomma: il Di Pierro è stata davvero una piacevole scoperta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mark (15-07-2005) Uno dei più entusiasmanti libri di storia che abbia mai letto.Di Pierro fa una cronaca dettagliata e appassionante di quel tragico giorno di 500 anni fa. Sembra veramente di sentire le urla dei lanzichenecchi e i tuoni delle bombarde... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudio Poeti giuggiolo@freedomland.it (02-03-2004) Ho letto il libro. Molto coinvolgente e documentato.L'idea dell'autore,di calarsi cronista ....in questa vicenda e' azzeccata.Emergono molti fatti piu' o meno anonimi; eroismi inaspettati;ma al fondo di tutto la volonta' "vendicatrice"dei lanzichenecchi e al contrario la codardia dell'esercito della Lega che volta la schiena dopo appresa la presa della Roma eterna. E la grande fragilita' dell'Italia di quei tempi: preda facilissima di qualunque piccolo esercito,se abbastanza organizzato e giudato.Per non parlare di quanto facile fosse tradire o per meglio spiegarsi..passare da un campo all'altro per banale convenienza contingente.Da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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