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Evangelisti Valerio - Mater Terribilis | 1362. Lo spietato inquisitore Eymerich deve investigare sulla morte di alcuni confratelli, nella Francia sotto il dominio inglese. Ma a poco a poco la sua ricerca della verità si trasforma in una vera e propria discesa all'inferno, dove la nebbia si fa muraglia, le foreste inestricabili e i frati deformi. Prodigi analoghi accompagnano anche la storia che scorre parallela: quella tragica e gloriosa di Giovanna d'Arco, vista attraverso gli occhi della Pulzella e del suo torbido compagno d'armi, Gilles de Rais.
9 recensioni presenti. Media Voto: 3.11 / 5il CRP (17-09-2010) Se Cherudek è il romanzo più complesso di Evangelisti, Mater Terribilis è indubbiamente il più ambizioso; obbligato e imperfetto seguito dell'altro. L'autore, nonostante il monumentale impianto narrativo, non riesce a bissare il capolavoro, complici una trama fin troppo macchinosa e una tortuosità talvolta inutile. E allora cosa rende questo libro un must per ogni appassionato? Forse un'analisi pressocchè perfetta dei personaggi, ambientazioni mai così coinvolgenti, una suspance sempre garantita (nonostante il finale aperto). Da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marcostraz (16-03-2010) Ho letto il libro tempo fa, quindi sinceramente devo andare a scavare nei ricordi. Evangelisti è sempre un grande per come riesce a costuire delle storie avvincenti, mai banali e ben scritte. Credo che il tema conduttore del libro siano le visioni e l'alterazione della psiche qualce veicolo per creare vecchi e nuo vi conflitti. Un pò come a dire: ok, ci può essere l'incantesimo, la pietra magica, il virus cibernetico, ma alla fine tutti agiscono su l'unico vero mezzo che può guidare l'uomo, ovvero la sua testa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alex Raffi (03-11-2006) grande costruzione narrativa, grande impatto emotivo, capacità straordinaria di ricostruire le figure di Gilles de Rais e di Giovanna d'Arco scavando nel loro inconscio. L'impostazione alchemica del testo è l'elemento strutturale che riesce a saldare i piani temporali in un'opera dal sapore solo apparentemente esoterico, perchè Evangelisti rimane un illuminista Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carlo (08-03-2006) Libro di facile lettura per passare il tempo.
I salti temporali apparentemente intricati e mistici (di primo effetto invoglianti, poi sempre meno..), si rivelano essere in finale poco concomitanti. Il costrutto ha una bella forma, ma Guccini direbbe "Dov'è il sugo del sale?". Il genere giallo medioevale come si sa, è da tempo arrivato ad una sua saturazione. Difficile trovare qualcosa di parzialmente edificante. Inutile dire che questo libro non vale neppure 1/10 del Nome della Rosa, che rappresenta sempre un UNICUM. Consigliato comunque per chi, da saggio e disilluso, vive i libri di oggi come dei film d'azione di Hollywood, senza ricercarne maniacalmente "le verità dell'universo". Voto: 2 / 5 |  |  |  |
crespo (03-09-2005) Ho letto molti libri di Evangelisti perché mi piace il modo in cui conduce la trama dei suoi romanzi attraverso epoche diveerse, riuscendo, in genere, a collegare bene i vari pezzi e formando puzzle accattivanti. Bhe, qui non ci é proprio riuscito, e a dire il vero più scrive, peggio fa. peccato
Valerio ripigliati!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Andrea'70 andricci@yahoo.it (04-05-2005) Fino a 3/4 del libro l'ho trovato molto bello, e mi chiedevo se sarebbe stato all'altezza di Q (questo si che lo consiglio a tutti!!!). Lo leggevo di getto per capire come le tre storie si sarebbero intrecciate ... ebbene ... si intrecciano minimamente!!!! mah! tra luciferani e sette eretiche varie non si capisce il finale. Forse solo gli amanti del genere satanico ci potranno capire qualcosa. Ma cosa ci azzecca la storia di Giovanna D'Arco con il 2068? dove e come si intrecciano le storie? boh!!! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Valerio (28-01-2005) Il libro in se' e' bello e piacevole da leggere. Non fosse paragonato con gli altri della stessa serie potrebbe essere considerato di piu' e meglio.
Tuttavia manca la coesione tra i vari "piani narrativi" che, attesa sino alla fine, non arriva mai, se non minimamente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fabio (03-12-2004) Meno bello di altri romanzi con il terribile inquisitore, ma apprezzabile per la crudeltà dello stesso portata a limiti inverosimili, tanto da strappare un sorriso insieme all'orrore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gc (04-06-2004)
non male, anche se inferiore ad altri libri di evangelisti, come cherudek. l'atmosfera è meno gotica, forse più onirica e perfino più ironica, in certe parti. la trama è comunque coinvolgente, anche se per capirne i risvolti è necessario un dottorato di ricerca in dottrine esoteriche pagane. il terzo piano narrativo non collima alla perfezione con gli altri due. tutto sommato rimane un libro di evangelisti, quindi 3/5.
Voto: 3 / 5 Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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