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Sedaris David - Holidays on ice | Il debutto di David Sedaris avvenne all'inizio degli anni '90 con la lettura alla radio del racconto della sua esperienza come elfo natalizio in un grande magazzino di New York: una serie di scene esilaranti e corrosive che fotografavano impietosamente le icone sacre del mondo di oggi: il mito del Natale affogato nei consumi, il muto naufragio dei bambini, vittime inconsapevoli delI'insensatezza della festa, la surreale crudeltà dei rapporti di lavoro e di famiglia, il vuoto e la solitudine che la valanga scintillante dei regali non può nascondere... Questo libello sul falso luccichio del Natale rivelò il talento di questo giovane umorista, comico spietato e sottilissimo, implacabile osservatore delle follie della modernità.
6 recensioni presenti. Media Voto: 1.83 / 5claudio (01-02-2006) un libro presentato come il non plus ultra della comicità si rivela una grandissima bufala. racconti noiosi e senza particolare inventiva. Umorismo non pervenuto.
Da non comprare. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Lomplet (10-01-2006) trovare degli aggettivi per questo libro: noioso, stupido, futile, imbrogliato,pesante, ripetitivo,e per niente comico( il contrario di ciò che dice la copertina) non compratelo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Lorenzo Berti paperogonfio@inwind.it (01-03-2005) Belle le tendenze all'iperbole dell'editoria moderna: stando a loro, qualsiasi cosa avete in mano in un determinato momento, è la cosa "più" che sia mai stata scritta; il suo autore, "il più grande" rispetto a qualcos'altro. Sedaris non scampa certo a tutto questo, e anzi su di lui (come su molti altri, per carità: vendere, vendere, vendere) il meccanismo pesa parecchio, dal momento che l'autore è quanto di più "medio" si possa immaginare. Leggendo Sedaris (ivi includo anche "me parlare bello un giorno", mentre non posso dir niente su "ciclopi", anche se penso che il livello sia simile...), uno si può chiedere: "ma se scrive lui, perché non posso farlo anch'io?". Se lui fosse veramente il miglior talento comico d'america, poveri noi... Nel caso specifico, 4 racconti, di cui 2 decisamente sbiaditi, spuntati, insipidi. E gli altri due (gli ultimi due, a crescere), discreti, carini, abbastanza divertenti, ma nulla più. Anche l'ultimo, da considerarsi senza dubbio il "capolavoro" (!) della raccolta, è frutto di uno schema che ti strappa qualche sorriso, ma che non fa certo gridare al genio, o ad un'originalità da ammirare... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Mauro colin7@libero.it (22-01-2004) Mi aspettavo molto da questa nuova raccolta di racconti di David Sedaris, ed invece... La raccolta precedente, "I ciclopi", mi aveva colpito molto, con quella satira graffiante e pungente sui costumi della nostra società; invece in "Holidays On Ice" non c'è assolutamente traccia di quella verve dimostrata in precedenza, anzi: questi quattro racconti, spogliati dell'ironia a cui Sedaris ci aveva abituati, risultano presuntuosi, supponenti ed arroganti; si salva in parte il secondo racconto, dedicato alle recite natalizie, che ci ricorda quanto l'autore sappia essere, nei suoi episodi migliori, caustico senza diventare snob. Mauro Voto: 2 / 5 |  |  |  |
vanni vannibaldassarre@hotmail.com (28-12-2003) Ultra-smilza raccolta di racconti di qualità estremamente diseguale. Poco incisivo il primo racconto, noioso il monologo, carini gli altri due. Molto poco materiale per giudicare lo scrittore, comunque, attendo riscontri. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
David Pagnanelli david.pagnanelli@libero.it (05-12-2003) Non che si possa dire male di queste poche pagine, sinceramente mi aspettavo di più: noioso il monologo centrale, ma molto gustoso l'ultimo capitolo. Voto medio/basso Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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