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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Riccarelli Ugo - Il dolore perfetto

Il dolore perfetto TitoloIl dolore perfetto
AutoreRiccarelli Ugo
Prezzo
Sconto 15%
€ 14,96
(Prezzo di copertina € 17,60 Risparmio € 2,64)
Prezzi in altre valute
Dati2004, 325 p., rilegato
EditoreMondadori  (collana Scrittori italiani e stranieri)

Nella promozione Mondadori e Oscar Mondadori fino al 28 maggio

Disponibilita immediata
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Descrizione
Due storie di famiglie parallele, ma destinate a incontrarsi. Quella del Maestro, giovane anarchico che arriva da Sapri, alla fine dell'Ottocento, per insegnare in un paesino della Toscana, dove si stabilirà avendo dalla vedova Bartoli numerosi figli dai nomi emblematici: Ideale, Libertà e Cafiero. E quella di Rosa e Ulisse Bertorelli, commerciante di maiali, da cui nasceranno Annina e Achille. L'amore tra Annina e Cafiero è solo un momento dell'intreccio di vicende pubbliche e private, realistiche e fantastiche, che l'autore costruisce in questo romanzo, epopea di drammi e di ideali, di personaggi all'altezza dei grandi sommovimenti della storia.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice

Il dolore perfetto: quello provato dal Maestro nel volgere il pensiero alle ingiustizie del mondo; quello di Rosa, che paragona la violenza sul maiale scannato alle oscure manovre del neomarito sul suo corpo ignaro del sesso; o quello di Annina, figlia di Rosa e Ulisse, quando capisce la distanza senza appello tra i suoi genitori; o magari quello del Maestro prima di lanciarsi a morte contro le prepotenze armate del governo, anarchico fino all'ultimo sogno...

La voce del dolore, la voce di un'umanità minima che è stata la nostra Storia, attraversa con ali di nostalgia il nuovo romanzo di Ugo Riccarelli, senza dubbio uno dei più convincenti narratori di storie della generazione di mezzo. Affabulatore istintivo, dotato di un linguaggio ricco e prensile, insinuante, Riccarelli ha già alle spalle un percorso di costruzioni narrative dignitoso, dai romanzi del 2000 Un uomo che forse si chiamava Schulz e Stramonio ai racconti di L'angelo di Coppi (2001), talmente belli da spingere il sindaco di Roma Veltroni ad alzare il telefono e chiamare l'autore alla sua corte lavorativa nella capitale. Aneddoti a parte, c'è da aspettarsi, da uno come Riccarelli, una prova nuova a ogni incontro, poiché si tratta di scrittore non ingabbiabile in un cliché, al servizio dell'ispirazione e della fantasia, coi piedi comunque ben saldi in una realtà umana minore e concreta, sofferta, com'è il caso, soprattutto, di quest'ultimo ampio romanzo.

Risulta facile, qui, agganciarsi ai consueti paragoni col realismo talvolta magico dei latinoamericani, nella coralità sfavillante di un microcosmo familiare in cui è la leggenda del caso a diventare memoria collettiva. Ma c'è, appunto, la componente realistica, dolente e sacrificabile al destino, a rendere questo libro tutto italiano e tutto da percorrere, nella magia comunque costante di un tempo che scivola e rende eterno ogni gesto, ogni circostanza. È l'Italia di provincia, quella narrata da Riccarelli in un arco di decenni che abbraccia oltre un secolo di storia. Ed è la Storia, madre e matrigna, a farsi carico di tutte le dolorose incombenze che da sempre caratterizzano i destini di serie inferiore. Si parte da lontano, da un Ottocento d'Italia a malapena incollata dalle intenzioni politiche, e da un Maestro anarchico che da Sapri sale a Colle, in Toscana, per cercare di portare le sue idee in un paese a corto di iniziative popolari. La gente sorride, è leggera come il profilo dei colli che ingentiliscono gli animi, e il Maestro si ritrova compagno fedele della matura vedova Bartoli, madre di Bartolo, alla quale darà quattro figli chiamati coi nomi di Ideale, Mikhail, Libertà e Cafiero.

Su un altro versante di Colle si evolve invece la storia di Rosa e Ulisse, lei giovane sognatrice ignara del mondo, lui attempato allevatore e commerciante di maiali, coi fratelli Telemaco ed Ettore. Da Rosa nasceranno Annina e Sole, gemelli destinati a vite separate e diverse.

Gli ideali del Maestro si scontrano con il potere costituito, la bestialità di Ulisse sarà causa della fuga di Rosa e della nascita del folle Enea, frutto della violenza di Ulisse sulla cognata Mena. I destini dei vari personaggi e delle due famiglie s'intrecciano comunque in un gioco di casualità dettate da un'ispirazione a tratti davvero magica, dove l'incanto dell'amore - coniugale, fraterno, filiale - viene però quasi sempre spezzato dalla violenza dell'evoluzione di un mondo che arriva puntuale a cercare le sue vittime, da una guerra all'altra, passando da Adua al primo conflitto mondiale, dallo squadrismo fascista alla ritirata di Russia. Saranno Annina e Cafiero a dar vita a nuove generazioni, e sarà infine Sole - nipote di Annina - a volare in Russia per raggiungere, in un ideale aggancio generazionale con la cugina mai conosciuta Anis'ia, il segreto del moto perpetuo, quello che avrebbe consentito allo zio Ideale di costruire la sua macchina perfetta, quello che, nel romanzo, dà il senso compiuto di un tempo che si ricongiunge sempre a se stesso nella memoria.

Evitando le facili trappole dello stereotipo, Riccarelli ha dato vita a una vicenda corale di per sé semplice e lineare nelle sue evoluzioni familiari, creando personaggi e situazioni a tratti fiabeschi, da conoscere in un percorso di eventi minimi ma determinanti, dove la storia degli umili e dei buoni si scontra con le bufere dei grandi avvenimenti, che stravolgono famiglie e generazioni ma lasciano intatto - nella perfezione di un dolore collettivo legato all'anima - il percorso limpido, struggente, di tutti gli amori sognati, vissuti e persi.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 111 recensioni presenti.  Media Voto: 3.94 / 5

Charlotte (13-01-2012)
All'inizio credevo di aver trovato il mio autore preferito, alcune frasi veramente belle, emozionanti, vere...poi ho cominciato a leggerlo velocemente perchè la dinastia, e le assurde e infinite disavventure della stessa, non finiva più e non si arrivava da nessuna parte. Compaiono nomi mitologici e data la storia non potevano esser diversi. Non so se qualcuno se n'è accorto ma l'autore classifica il figlio della Mena e dell'Ulisse (l'Enea) come NIPOTE di Annina!!! ma che dice?!?! sarebbe FRATELLASTRO o al massimo CUGINO dato che Ulisse era suo padre e Mena sua zia!!! non vedevo l'ora di finire la lettura!
Voto: 3 / 5
massimo77 (03-01-2011)
La cifra di questo bel libro è il raccontare e il ricordare, trama e ordito che legano insieme i fili delle storie di uomini e donne a formare il tessuto di una società e delle generazioni figlie delle stesse storie e della Storia che tutto e tutti avvolge e determina quasi ineludibilmente. L'incedere lento dei racconti e dei ricordi, grazie ad una scrittura piana e rotonda articolata in frasi ampie, accentua l'intensità dei passi che maggiormente coinvolgono l'emotività del lettore, trascinandolo inesorabilmente nel "dolore perfetto" che investe i personaggi. Un dolore che ferisce e uccide ma che funge da maestro per coloro che sono chiamati a continuare il "moto perpetuo" dell'esistenza nella reviviscenza del racconto e del ricordo e nella quotidiana lotta per la vita. Do il massimo del voto perché è un libro che fa riflettere e dà un insegnamento importante a chiunque voglia recepirlo e metterlo in atto.
Voto: 5 / 5
Dominique (20-03-2010)
Mi ha fatto riflettere moltissimo sull'importanza di raccontare le storie, non solo quelle di Andersen o dei Grimm, ma le storie della propria infanzia, fatte di luoghi precisi e personaggi reali, storie che possono prendere mille forme, colori e odori nell'anima dei nostri figli, creando altre storie o leggende. Raccontare è diventata oggi una cosa astratta e complicata, tanto è facile e comodo sostituire "le storie" con il mutismo assordante della televisione. Se scritto male o bene, influenzato da Marquez o no, rimane una questiona soggettiva e credo abbastanza relativa. Lascia riflettere ed emoziona, per me è ciò che conta.
Voto: 5 / 5
viola violawitch@hotmail.it (28-04-2009)
ho avuto conferma leggendo gli altri commenti che "il dolore perfetto" riporta in parte lo stile di marquez in cent'anni di solitudine. cambia l'ambientazione ma non la passione delle donne che popolano questa storia così dolorosa, così perfetta. Uno spaccato di un'italia che possiamo conoscere solo attraverso il racconto dei nostri nonni. Avrei voluto scriverlo io un romanzo così con le storie della mia famiglia...ovviamente la maestria di riccarelli non è acqua! e sono felice di averlo letto perchè è un racconto che ci riguarda tutti, che scorre nel nostro sangue, nella nostra cultura, nella tormentata storia della nostra amata-odiata italia.
Voto: 4 / 5
Elisa rorosm@tin.it (20-04-2009)
Provai a leggere questo romanzo anni fa, ma avevo come un blocco e non riuscii a terminarlo. L'ho riletto in questi giorno e ne sono stata conquistata. E' una bellissima saga familiare, il racconto delle vicende parallele di due diverse famiglie, destinate ad incrociarsi attraverso due personaggi meravigliosi: Cafiero e Annetta. Mi è piaciuto moltissimo, intendo proseguire con la lettura di Riccarelli.
Voto: 4 / 5
Michela (19-04-2009)
Già durante la lettura mi chiedevo spesso come abbia fatto a vincere lo Strega! E' chiaro che l'autore sente forte la suggestione di Marquez (autore che amo alla follia) e che abbia tentato di portare il "realismo magico" in Italia, ma è altrettanto chiaro che l'operazione non gli è riuscita. Non è possibile accostare fatti e personaggi storici (Bakunin, Bava Beccaris, Adua, le guerre mondiali, ecc) al primo Sole che svanisce dopo il bagno o a Rosa che scompare seguendo il medico dei giocattoli! Vogliamo poi parlare della sfortuna?! I Malavoglia sembrano baciati dalla dea bendata a confronto di questa famiglia! Inoltre il romanzo non è per nulla organico. Può essere una scelta dell'autore dilatare alcuni momenti ed essere più sintetico in altri, ma il lettore non deve avvertire il senso di fastidio che ho avvertito io per questa disomogeneità. Mi ha pure infastidito lo sfasamento temporale, per cui la nascita dei gemelli Bertorelli per molte pagine mi è sembrata quasi contemporanea alla storia d'amore tra il maestro e la vedova Bartoli. Altro particolare assurdo: un aereo non viene collaudato prima di essere usato nei voli di linea?! La parte finale (soprattutto quella ambientata in Russia) è infine una delle parti più stiracchiate del romanzo, trascinata a stento verso una conclusione che dovrebbe dare un senso compiuto a tutta la storia (ancora una volta sul modello, mal imitato, di Cent'anni), ma non ci riesce. Non ho dato il voto minimo solo perché riconosco all'autore una certa abilità nella scrittura, che tuttavia non ha saputo utilizzare adeguatamente, dal momento che pagine innegabilmente ben scritte si alternano ad altre improntate a una sciatteria altrettanto innegabile.
Voto: 2 / 5
diablo (01-11-2008)
bellissimo, doloroso, vero...in tante pagine ho rivisto la vita della mia famiglia e l'Annina mi ricorda tanto la mia nonna materna, una vita lunghissima piena di poche gioie e tanti dolori, guerre e sacrifici.
Voto: 5 / 5
laura (12-09-2008)
Il libro trasmette una forte emozione. Dal mio punto di vista è l'unico fattore che conta in una lettura.
Voto: 5 / 5
Raf (01-09-2008)
Un capolavoro! Inizia con la storia di sole due famiglie, quella del Maestro e quella dell'Ulisse. Si fatica a "decollare" per i primi capitoli, (bisogna avere pazienza) ma poi il libro coinvolge e appassiona. Si intrecciano molteplici storie, le famiglie, i loro amori, tardimenti e inganni. Le nascite sofferte e volute e il dolore....La felicità e l'amarezza è contornata dalla Guerra Mondiale che incombe e si inserisce nella vita di tutte queste persone in modo diverso e doloroso. Le nascite e le morti si susseguono e la vita continua con amore e passione. Attraverso gli occhi dell'Annina si vive la vita e il dolore, un dolore che attraversa tutte le pagine e fa emozionare e un dolore che, a volte, fa commuovere fino alle lacrime. Un ritratto realistico dell'Italia di allora presente anche nel linguaggio e nella maestria nel narrare. Non perdetelo!
Voto: 5 / 5
Lellina (01-09-2008)
qs libro mi è piaciuto. E' la storia di una faniglia, di una vita. Pierno di dolore e di circospezione. Lo consiglio a tutti.
Voto: 4 / 5
fiorellino (20-07-2008)
un romanzo corale straordinario come non ne leggevo da tanto tempo. Una lettura appassionante che non ti lascia un attimo. Sospenderla non puoi perchè la vita riserba tanti avvenimenti non sempre felici. Ma l'amore? L'amore c'è, quello vero, quello che ti fa battere il cuore e si sostanzia di fiducia, intimità, intesa. Tanti i personaggi, spesso velocemente tratteggiati. Su tutti la figura femminile di Annina, anello di congiunzione tra le due famiglie.
Voto: 5 / 5
Valentina (07-05-2008)
Ho trovato lo stile di scrittura di Riccarelli a tratti davvero sublime!E'una storia molto bella e molto forte, non lascia alcun significato filosofico se non grandi e profonde testimonianze dirette di tracce di vita e di storia, lacerante il dolore perfetto (titolo che al termine del libro ho trovato davvero perfetto)dei personaggi.E' vero anche secondo me sarebbe un libro da proporre come testo nelle scuole, ma purtroppo si rischirebbe di non comprenderlo davvero in giovane età e di trovarlo un pò noioso. Io l'ho trovato piuttosto scorrevole comunque. Lo consiglio!
Voto: 4 / 5
dada61 (08-04-2008)
un libro molto forte, che mi ha veramente lacerata di dolore nel corso della lettura. uno spaccato di vita che attraversa un periodo della storia di cui si conosce poco per quel che riguarda la vita quotidiana del 'popolo'italiano. sarebbe interessante proporlo nelle scuole per riuscire a capire di più la nostra storia recente.
Voto: 4 / 5
Ester (12-03-2008)
Il libro è scritto in un italiano perfetto. Notevole la gamma di vocaboli utilizzati,ricco il paesaggio, lo stato d'animo e la vicenda dei singoli personaggi. Un libro che finalmente ha l'imponenza dei grandi classici della letteratura moderna e nella spietata concorrenza con la televisione ne esce vincente. Un sentito grazie all'autore.
Voto: 5 / 5
Piero (28-11-2007)
Questo è il primo romanzo letto da Riccarelli. Non è tanto perfetto come il titolo, ma senza dubbi per me è uno dei grandi libri di questi anni di letteratura faciel. Romanzo corale, romanzo di epoca, romanzo di storie, romanzo totale. Sempre il dolore perfetto incassa nel testo, mai fa perdere il filo e a un bell profumo di letteratura magica. In poche parole, e in poche pagine è difficile fare più. Bravo Ugo e bravo parto per questo romanzo.
Voto: 4 / 5
Daniela dany_119@libero.it (05-11-2007)
Ho acquistato il libro di Riccarelli attratta, sostanzialmente, dal titolo. La lettura è stata abbastanza scorrevole e la storia è discretamente coinvolgente. Si avverte, tra le righe, davvero il sapore dei racconti che ci facevano i nostri nonni. Per abitudine, quando leggo non mi faccio mai mancare una matita con cui mi piace sottolineare le cose che più mi colpiscono...magari una semplice parola che assume una valenza particolare, magari una frase che secondo me è portatrice di poesia... Ho sottolineato diversi punti di questo libro con il desiderio di catturarli e conservarli nella mia memoria.. Mi sarebbe piaciuto utilizzare la matita con una frequenza maggiore... Ritengo, comunque, che sia un buon libro....spero di ritrovarlo come un Grande libro tra qualche decennio.
Voto: 3 / 5
sleeping_ugly (29-05-2007)
io l'ho trovato splendido la prima volta che l'ho letto, e lo ritrovo splendido ora che l'ho ripreso in mano. basta dire che è cent'anni di solitudine italiano! sono simili (e allora fate le critiche tipo "morti assurde" e "fantascientifico" ad entrambi perfavore, che cent'anni di solitudine non mi sembra più realistico) ma lo spirito è molto diverso! riccarelli ci racconta una storia, come se fosse il vecchio di un paesino di campagna che alla sagra parla e inventa, ed è perfetto così!
Voto: 5 / 5
Giuliopez (23-04-2007)
Triste ma commuovente e coinvolgente! Riccarelli scrive veramente bene.
Voto: 5 / 5
Antonio (08-03-2007)
Uno spaccato dell'Italia. La storia di due famiglie dell'inizio novecento. A tratti commovente. A volte si sfiora la fantascienza. E non è un romanzo fantascientifico!
Voto: 3 / 5
ilfennec (06-03-2007)
l'inizio e' molto bello. veramente degno del sapore "italiano". peccato poi che debba ad ogni costo far morire tutti. ora far morire uno perche gli fanno un bagno mi sembra troppo. sull'aereo sorvolo. ilfennec
Voto: 3 / 5
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