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Whitehead Colson - Il colosso di New York | Personalità di spicco della giovane narrativa americana, segnalatosi con due romanzi ("L'intuizionista e "John Henry Festival"), Colson Whitehead volge ora il suo sguardo sulla città più mitica al mondo, la città che "non dorme mai" e che più eccita il nostro immaginario. In una serie di folgoranti "piani sequenza" su altrettanti punti topici di New York (da Times Square al ponte di Brooklyn, dalla metropolitana all'aeroporto JFK), caustici ed eloquenti come le foto di Diane Arbus, Whitehead ci offre una visione nel profondo della Grande Mela, ne ricrea l'esuberanza, il caos, la promessa e il dolore. Un panorama interiore costruito su un alternarsi jazzistico di voci, che è il modo in cui tutti, residenti e ultimi, sperimentano questa città.
Media Voto: 2.5 / 5Alessio (02-08-2005) Il pregio migliore del "romanzo" è la sua brevità. Purtroppo l'autore non riesce o non vuole comunicare il progetto che ha dato vita all'opera. Se non ci riesce è un peccato; se non lo vuole, forse è perchè un progetto non esiste... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Blackdog (05-12-2004) Più che un romanzo è una poesia sulla grande mela. A volte un pò troppo filosofico ma leggibile. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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