|
|  |
Montale Eugenio - Le occasioni | "Le occasioni", raccolta uscita nel 1939, si presenta come un canzoniere compatto. Diario europeo di viaggio e di viaggi, in realtà è un libro fatto di attese, veglie e meditazioni interiori, è il racconto di un'evasione impossibile, la ricerca di un incontro che è subito separazione. L'occasione è il recupero di un momento di vita piena, affidato a un frammento di realtà di per sé insignificante ma caricato di un enorme valore salvifico. Portatrici privilegiate di questo attimo di autenticità sono alcune donne, occasioni incarnate alle quali è affidato; sia il compito esistenziale di arginare il male (la dispersione della memoria, il dolore, la morte) sia; la funzione etico-civile di salvare i valori più alti della civiltà dalla barbarie incombente. "Le occasioni" diventa così anche il racconto di un percorso di dannazione e salvezza, che trova espressione ipoetica, al tempo stesso sublime e concreta, nelle forme rinnovate di un inedito classicismo ispirato alla solida lezione di Dante, riletto modernamente attraverso Eliot e Pound. Commentato da Tiziana de Rogatis, il testo è accompagnato da un saggio critico di Luigi Blasucci e da uno scritto del poeta Vittorio Sereni.
Michele Scala (25-09-2011) Le occasioni sono,per chi ama la poesia,un libro imperdibile,il
migliore,per me,di Montale.Diviso in quattro sezioni,il volume inizia con un proemio(Il balcone)e termina con un poemetto,il
Bellosguardo.La prima stesura è del 1939 e viene successivamente riordinata dallo stesso poeta.
Che cosa sono le occasioni?Sono l'attimo in cui l'uomo si riappropia,seppure brevemente e attraverso di un particolare in sé insignificante ma decisivo,di un frammento della realtà,della memoria.Servono ad alleviare la pesante sensazione che il tempo
sia sempre uguale,indifferente,immobile se non addirittura ostile
all'uomo.L'immobilità è rappresentata da delle figure come il prisma,il gorgo;dall'acqua di un lago.Talvolta compare un diversivo a questa monotonia;si tratta dell'apparizione di animali
che,però,sono negativi.Una farfalla mostruosa che di notte entra nella casa di Montale alla presenza del poeta e della madre e che finisce col bruciarsi finendo contro la fiamma di una candela;oppure di un cigno malvagio che si torce nelle acque calme di un lago.Ma un barlume di speranza illumina,
anche se fiocamente,la vita.Sono alcune donne,magiche,le uniche che possano colla loro presenza salvifica tentare di cambiare il corso del tempo.Montale usa i nomi di quattro donne realmente esistite per questa operazione.In special modo quello di Dora Markus,un'ebrea austriaca,che Montale
fa diventare la donna angelo ricollegandosi così alla donna angelicata del dolce stil novo. Alla fine del libro,però,anche questa speranza viene meno e si torna a un pessimismo cupo.
Montale cita Dante,nomina oggetti moderni(penne,orologi,treni,etcetera)riuscendo ad innestarli nel libro pienamente,senza storture di alcun tipo.Infine,pure il nazismo e il fascismo(Montale aveva firmato il manifesto contro il fascismo)entrano nell'opera.
Grande poesia che unisce il lirismo alla modernità,per il più grande poeta italiano del XIX secolo.Uno dei più grandi di sempre. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Montale Eugenio |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|