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Gillian Brauer, studentessa di talento del Catamount College nel pieno degli anni Settanta, si impegna a fondo nel suo corso di poesia con il professor Andre Harrow, carismatico e anticonformista. Gillian si è innamorata di Andre, della sua sensibilità estetica, del suo stile di vita bohémien, del suo cottage isolato. Ma anche dell'atteggiamento ribelle della moglie di Harrow, Dorcas, maestosa e intrigante scultrice capace di scandalizzare. Oates firma questa fiaba dark in cui la vita luminosa di un campus universitario sfocia in un incubo torbido e morboso.
7 recensioni presenti. Media Voto: 2 / 5Lady Libro (06-12-2011) Oserei definire questo romanzo "strano", anche se probabilmente non sarebbe il termine più appropriato. Non riesco nemmeno a capire se mi è piaciuto o meno: non è da buttare, ma non è nemmeno un capolavoro.
Una cosa è certa: i colpi di scena e la suspense non mancano (tranne forse un po'all'inizio che ho trovato lento) e l'adrenalina e la curiosità non mollano mai il lettore.
L'atmosfera gotica e oscura che si respira è perfetta e coinvolgente al massimo, i personaggi sono ben descritti e caratterizzati.
Come ho già ribadito, nelle prime pagine il blocco narrativo è un po' lento e spesso e volentieri anche ripetitivo e fermo sempre allo stesso punto.
Il linguaggio utilizzato mi è parso essenziale ma semplice, come se il libro fosse stato scritto da una giovane e inesperta adolescente alle prime armi in campo letterario (eccetto per tutto quello che riguarda la psiche e l'oniricità).
Un altro aspetto che non ho apprezzato è l'amore e la venerazione smisurata delle studentesse nei confronti del professor Harrow: mi è sembrato di guardare un telefilm in stile "Beautiful" o "Mondo di Patty", o di un anime giapponese. Una va bene, anche due, tre, quattro... Ma tutte quante s'innamorano? Passi per il fascino magnetico e scuse varie, ma il realismo non va totalmente dimenticato!
Comunque sia, non so proprio dire se mi sia piaciuto o meno, perchè i pregi e i difetti si completano a vicenda!
Vos sint iudices, se volete provare a leggerlo o meno. La mia indecisione non sa che farmi dire... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
mari (19-09-2008) Davvero il più insignificante tra i romanzi della Oates. E' così banale, ingenuo, convenzionale, zeppo di luoghi comuni, che sembra scritto da una ragazza di sedici anni. E forse è proprio così, forse la Oates ha dovuto ripescare dal cassetto un'opera troppo precoce... capita. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Crystal (19-01-2007) Sinceramente non l'ho trovato così incisivo come avrei sperato, dalla trama mi sarei aspettata molta più dipendenza psicologica, molti più episodi degradanti dai quali risorgere. L'ho trovato abbastanza scontato, ma non me la sento proprio di dire che è un brutto libro. Certo, nemmeno di consigliarlo però. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Barbara (28-04-2006) Mi associo a tutte le altre recensioni: non è un gran libro o almeno non il migliore di Oates. Tuttavia, invito tutti coloro che desiderino dare una seconda possibilità agli scrittori di leggere "Una storia americana" della stessa autrice. Allora sì potrete dire di aver letto Joyce Carol Oates. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
adam (16-04-2006) Squallido e morboso, in fin dei conti anche un po' moralista (il prof. di letteratura creativa che crede alla forza dell'Eros panico di Lawrence e che è poi uno stupratore, pornografo con moglie bisex...). Scritto in modo stanco e un po' schematico (come se l'autrice si fosse fatta un buon piano di scrittura: ha stabilito in che punto ci offriva una rivelazioncina, un'altra, un'altra, ma questa "specie di suspense" personalmente mi ha stancato); non ho letto altri libri dell'autrice, che ho visto lodatissima, devo essere caduto sul peggiore. Proverò ancora (o no?)... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Betty phetty@tiscali.it (21-03-2006) Orrido!
direi che non ci sono altre parole per descriverlo!
Trama praticamente inesistente!!!!
Vorrebbe descrivere una forte dipendenza psicologica ma lo fa in maniera infantile e squallida!
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
giuly (13-01-2005) duro, crudo, coinvolgente. per chi ama i racconti forti e l' arte degenerata. lo consiglio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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