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Fromm Erich - Psicoanalisi e buddhismo zen | Nel 1957 un gruppo di psichiatri e psicologi provenienti dagli Stati Uniti e dal Messico si riunì a Cuernavaca in occasione di un ciclo di incontri sugli insegnamenti fondamentali del buddhismo zen. I partecipanti furono stimolati a considerare alcuni concetti chiave della psicoanalisi, quali il subconscio e l'inconscio, in un'ottica diversa, e la loro visione complessiva dell'uomo ne risultò arricchita. Questo volume si basa sul contributo di Erich Fromm a quel seminario, poi ampiamente rielaborato in vista della pubblicazione. Il risultato è un saggio che evidenzia i punti di contatto tra pensiero occidentale e lo Zen.
vitaliano bacchi vitaliano.bacchi@tiscali.it (17-05-2012) Definita il sistema intelligente più potente di tutti (Godel) o l'esempio classico di scienza non falsificabile e quindi irrazionale (Popper) la psicoanalisi mantiene il suo primato epistemologico rispetto ogni altra scienza cognitiva . Basterebbe indicare la traumdeutung come insuperata teoria del sogno per significarne l'imbattibile impianto epistemico e la superiorità ermeneutica rispetto ogni altra scuola psichiatrica. Eppure, a questo capolavoro del razionalismo ebraico a questa impareggiabile tecnica psicopedagogica di liberazione, non mancano i nemici. I primi furono i fascisti che la bollarono come tipico esoterismo giudaico, ma oltre questo evitamento del barbaro, anche in ambito scientifico cognitivo non sono mancati i critici più spietati. Non uno di loro ha avuto il coraggio di premettere che parlando di Freud bisognava rispettarne il primato scientifico assoluto: se mai è ragionevole istituire una scala interdisciplinare fra gli scienziati, il primo posto spetta al medico viennese. Fromm non è fra i suoi nemici, anzi resterà sempre suo allievo e non cesserà di difenderlo soprattutto di fronte alle pseudocritiche positivistiche da parte di autori che, dietro il rigore epistemico, celavano una mai sopita ammirazione per il più grande teorico della mente di tutti i tempi. Il rapporto che il libro istituisce con lo zen non esclude né menoma il primato della disciplina freudiana assolutamente rispettato e riconosciuto da Fromm, anzi. Il satori della teoria zen è presentato come una variante esoterica della fondamentale legge gnostica della psicoanalisi (wo es war soll ich werden) e iscritto nella gamma delle teorie dell'insight che si declinano sull'assioma freudiano della teoria dell'inconscio. Chi dice che Freud non è accessibile a chi non ha cultura ebraica non sbaglia, perché il razionalismo è teoria ebraica. La psicoanalisi è la regina delle scienze, perché è la sola che libera ed in questo senso è la versione attuale della gnosi ebraica del vangelo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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