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Lapierre Dominique; Collins Larry - New York brucia? | Nel settembre 2004, sei settimane prima della scadenza elettorale, George W. Bush si trova di fronte all'evento più cruciale della sua carriera politica: un gruppo di terroristi arabi è riuscito a introdurre a New York una bomba atomica di terrificante potenza e ora lo ricatta. Il presidente ha pochi giorni di tempo per salvare da un nuovo olocausto nucleare gli abitanti di New York e questo accadrà solo se riuscirà a ottenere dallo Stato d'Israele l'abbandono dei territori palestinesi occupati.
Recensioni 1 - 20 di 25 recensioni presenti. Media Voto: 2.36 / 5Amarok (08-07-2010) Avevo circa 14 anni quando lessi "Il quinto cavliere" uscito da poco tempo. Benché -devo ammetterlo- non si trattasse di una lettura adatta a un ragazzino, il duo Lapierre-Collins mi rapì, tanto che fu per merito loro che mi innamorai definitivamente del genere spy/fantapolitica. Oggi, a distanza di 30 anni, preso dalla curiosità mi vado a comprare "New York brucia?", ma già leggendo la trama in copertina ho la sensazione di aver commesso un grosso errore. La sensazione si trasforma in stupore scandalizzato per finire in nausea: a parte l'esposizione emozionante quanto sentire uno speaker che legge gli orari dei treni e l'approfondimento pari a zero, in moltissimi passaggi i dialoghi sono trasferiti pari pari dal "Quinto cavaliere"!...
Un solo commento: Carissimi Lapierre e Collins, mi auguro che questo vostro parto (oddio, diciamo pure aborto) letterario sia dovuto a vostre urgenti necessità economiche (cioé dovevate fare un po' di soldini e alla svelta), ma a questo punto auguratevi VOI che chi leggerà questo romanzaccio si limiti ad avere da ridire sulla piattezza e banalità dei contenuti e NON abbia mai letto il "Quinto"... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
rosella (21-09-2009) Lapierre e Collins che copiano sè stessi! Questo libroi è quasi identico a "Il quinto cavaliere" del 1986. Ci sono passaggi copiati pari pari. E' stata una delusione Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Patty (17-11-2008) Prendendolo come un puro esemplice romanzo, e' avvincente e si legge davvero facilmente..E' il primo libro di entrambi gli autori che leggo...
Vediamo come sara' coi prossimi... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
letizia (19-05-2008) leggere "il quinto cavaliere" mi è piaciuto. Premetto che Lapierre per me è stato in passato una rivelazione, ho letto quasi tutti i suoi libri. Comperare "New York brucia" in prima edizione e rimanere così delusi....cambiano i personaggi i luoghi ma la trama è uguale al quinto cavaliere. Da questi autori non me l'aspettavo! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Priar#1 (03-06-2007) Dopo la "Città della gioia" ho preso a scatola chiusa questo libro. Vale la regola dantesca del contrappasso. Lasciando perdere i piccioni con sfere radioattive, le abitudini del presidente di farsi una doccia, le capacità persuasive di C.Rice, il Saddam che chiede profetica vendetta....perfetto, si deve lasciare perdere tutto. Una grossa delusione. Ma vi vedete Osama B.L. che compone un numero e si sente rispondere "l'utente desiderato non è raggiungibile?" Se lo leggesse qualche pubblicitario ci farebbe la campagna di qualche gestore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Dott.Satana (24-07-2006) 296 pagine di idiozie ipergalattiche.Credere a tali baggianate vuol dire credere alla bufala dell'afgano dializzato che fa crollare gli Usa e la sua economia!!!
Il mondo brucia? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Blackdog (12-12-2005) bello bello bello, anche se in finale è scontato il libro scorre e si legge tutto d'un fiato. Consigliato Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Onesense (05-10-2005) Mi limito a quotare Stè: "Di una banalità sconcertante" Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Antares (05-10-2004) Libro molto semplice e leggero, narrazione lineare, finale scontato.
Questo New York brucia? non è un gran racconto ma un buon ritratto (in senso politco) dei tempi in cui viviamo. È molto importante il lavoro di indagine che sta dietro al romanzo. La scelta di impiegare personaggi del mondo reale invece lo rende un fumettone poco credibile, se non altro perché contrasta con l'immagine che il lettore ha dei protagonisti nel mondo reale. A mio parere è meglio un racconto del tutto fantasioso che un incerto libro a cavallo tra realtà e finzione. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
andrea (13-09-2004) molto avvincente anche se il finale è un po' scontato Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefania maribar2003@katamail.com (07-09-2004) questa estate, con molto ritardo rispetto all'anno in cui è uscito, ho letto "Il quinto cavaliere" e sono rimasta a bocca aperta: New York brucia? è rifatto su quello!! perfino il partcolare del poliziotto con la figlia down... ma è più schematico e molto meno avvincente. é la prima volta che Lapierre Collins mi deludono... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
B. Vecchio vecchioben@hotmail.com (30-05-2004) Un poliziesco con il taglio dell'instant book.
Si legge facile anche se il lieto fine è un po' troppo scontato.
La qualità letteraria è quella che è, ma la trama avvincente non la fa notare. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Ste' stezul@email.it (27-05-2004) Non avevo letto nient'altro della coppia di scrittori, ma dopo questa enorme delusione temo proprio che non leggerò mai alcun altro libro scritto da loro.Di una banalità sconcertante! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
italo ego_or_es@yahoo.it (24-05-2004) la stessa coppia aveva gia scritto questo libro almeno 10 anni fa. Qualche lusinga economica dell'editore, un po' di "copia & incolla", cambiate qualche data e qualche nome ed ecco confezionata una vera e propria bufala. Pietoso, era più dignitoso fare una colletta. Mondadori vergognati. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Nazario (22-05-2004) Non è compito di un romanzo preoccuparsi di indagare fedelmente la storia e scoprire verità, ma è senz’altro uno strumento potente per far capire e diffondere i sentimenti degli uomini. Se l’invenzione romanzesca può manipolare la veridicità dei fatti, più credibili possono risultare, al contrario, gli stati d’animo di un libro. Quelli descritti dal duo LAPIERRE & COLLINS sono davvero inquietanti. La loro tesi parte da questa considerazione: l’America è un gigante fragile, ignorante e presuntuoso che non sa capire il terrorismo. Inoltre l’odio “antiamericano” che circola nel mondo, aggrava le debolezze dell’Occidente. Conseguenza di ciò è che il mondo oggi è più vulnerabile, e corre il rischio di una catastrofe nucleare come quella prospettata nel thriller, dal ricatto dei “Guerrieri della Jihad”. Gli autori enfatizzano l’azione demoniaca dell’intransigenza religiosa come la causa del male. Ma attenzione: le esortazioni divine alla violenza non sono un’esclusiva dell’Islam. L’intolleranza israeliana personificata da SHARON è altrettanto devastante e pericolosa. Invocare la legittimità di Israele nell’occupare i territori della Palestina, nel nome del Dio di Abramo è antistorico. Riesumare miti biblici come Mosè è un’offesa alle ragioni della pacificazione. Purtroppo, ricorrere a un Dio giustiziere e liberatore è prerogativa anche di GEORGE W. BUSCH. Il Presidente americano, fervente cristiano, implora di continuo la benedizione divina per sconfiggere OSAMA BIN LADEN, ma nel contempo ama giocare alle avventure guerresche, fabbricare menzogne e torture psicologiche. La morale del romanzo è questa: la forza dell’Intelligence e le ritorsioni militari americane non risolvono i problemi della sicurezza del pianeta, ma meglio sarebbe per tutti, non tirare troppo la corda dell’estremismo fanatico. Altrimenti, qualcuno va fuori di testa, e lo spettro apocalittico di Hiroshima potrebbe ripresentarsi. Personalmente, vista l’autorevolezza con la quale gli autori si sono documentati per anni, mi aspettavo un’analisi più cor Voto: 4 / 5 |  |  |  |
pieffra pieffras@libero.it (26-04-2004) Si legge tutto di un fiato, dato anche la sostanziale esiguità di pagine. Si tiene volutamente sul superficiale, senza entrare in tecnicismi alla Clancy, però , a mio avviso, un maggior approfondimento psicologico sui personaggi e situazioni, avrebbe giovato e alla storia e al lettore.
Sembra essere stato scritto per essere una buona sceneggiatura per un film alla "The peacemaker".
E chissà che non lo sarà!!!!
Comunque, divertente... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Blibu83 (13-04-2004) Mi aspettavo qualcosa di meglio; un po troppo banale e senza colpi di scena, ma nn e detto ke una cosa simile un giorno nn possa accadare visto cosa succede di questi tempi in medio oriente e in altre parti del mondo, di cui molte persone neanke se ne interessano minimamente. E i nemici "pur con tutte le misure di sicurezza" possono colpire quando voglio.. e come si legge nel libro nn sara cosi difficile far entrare armi di distruzione di massa nelle metropoli del modo civele. by Voto: 3 / 5 |  |  |  |
maurizio (13-04-2004) Piu' che un romanzo sembra un lungo articolo di "fantapolitica" che descrive cosa potrebbe succedere nonostante gli sforzi dell'amministrazione USA, alle prese con arabi e ebrei che non accettano il suo modello di pax americana. Al di la' degli spunti originali ma patetici (i Marines che invadono Israele) rimescola una trama trita e ritrita con personaggi reali che nel libro appaiono del tutto irreali, con un risultato finale assolutamente deprimente. Riaccoppiare Lapierre e Collins per ottenere tutto cio' e' veramente triste. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Enrico enrico.lupelli2@tin.it (07-04-2004) Sembra scritto da un bambino delle elementari, banale e estremamente fazioso. Rimpiango i tempi dei bellissimi primi romanzi della coppia. Voto: 1 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 25
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