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Hugo Victor - L' uomo che ride | Nell'Inghilterra di inizio Settecento un bizzarro vagabondo, Ursus, poeta e filosofo di strada, raccoglie due orfani e li educa all'avventurosa vita dei girovaghi. Insieme formano una compagnia di mimi e vanno alla scoperta della splendida e miserabile società inglese dell'epoca. Ma il ragazzo, deformato nel volto da un continuo ghigno, nasconde un segreto. E quando scopre per caso la sua vera origine, vede il proprio destino incrinarsi... "L'uomo che ride", percorso da un brivido di inquietudine e mistero, è non solo uno dei capolavori dell'autore dei Miserabili ma senz'altro la sua opera più notturna, onirica e visionaria. Con un saggio di Robert Louis Stevenson.
Recensioni 1 - 20 di 25 recensioni presenti. Media Voto: 4.92 / 5ohnedich cla.pazzainter@gmail.com (26-07-2011) Ho appena finito di leggere questo che è il mio primo romanzo di Hugo e che di sicuro non sarà l'ultimo e ne sono a dir poco entusiasta.. non posso che concordare con quanti prima di me hanno amato questo libro..pardon questo CAPOLAVORO; Hugo è semplicemente immenso, un genio senza tempo.. LEGGETELO!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
LORENZO (14-03-2011) Questo è stato il mio primo romanzo di Victor Hugo e, per incominciare ad avvicinarmi al grande scrittore francese, non potevo chiedere di meglio.
"L'uomo che ride" è quel genere di romanzo che in qualche modo ti rimane dentro, è quella storia dove il personaggio principale per forza di cose diventa parte della tua anima.
Questo libro non è solo l'avventura di un ragazzo deformato in volto e del suo incredibile susseguirsi di eventi, ma è anche la denuncia e la descrizione della civiltà inglese dell'epoca e delle sue differenze sociali; è anche una storia d'amore che scava nella superficialità per affiorare nel profondo dell'anima; è anche l'allegoria del povero popolo inglese che rivive nel ghigno ma sopratutto nell'essenza del protagonista.
Una storia sublime scritta in modo ancor più sublime.
Indimenticabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea (07-01-2011) tutte le sue opere meritano grande attenzione...
un artista immenso;un talento unico della letteratura di ogni tempo! Semlicemente di una
categoria diversa... Grazie Victor Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro RIghi ale.righi.92@hotmail.it (10-09-2010) Libro assolutamente immenso, uno dei grandi capolavori di Victor Hugo. Pagine in cui veramente si toccano momenti di liricità altissimi. Per me vi è forse raccontato uno dei più bei rapporti d'amore tra un uomo e una donna. Meraviglioso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Max (10-01-2010) Bellissimo.
Dico onestamente che fino ad ora sia, dopo un' attenta valutazione , il libro migliore che abbia mai letto.
Un ben approfondito contesto storico e una tenera ed incantevole storia d' amore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Damiano (11-12-2009) Il solito gigantesco romanzo à la Hugo, con personaggi stupefacenti, scolpiti nella pietra ma non per questo meno vivi degli uomini in carne e ossa, e intriso della solita disperazione che deriva dal fare (vanamente) affidamento all'umanità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Oliver (16-10-2009) Hugo si ama o si odia...chi non sopporta dettagliate descrizioni storiche, dissertazioni dei comportamenti umani e numerosi riferimenti culturali purtroppo perde l'occasione di conoscere il più grande narratore della storia della letteratura moderna; averceli avuti noi italiani degli scrittori così. In questa opera, il suo scopo principale non è raccontare una storia, non si sofferma troppo nel creare intrecci e colpi di scena ripetuti, il finale è sbrigativo ma funzionale all'obiettivo della narrazione; il vero capolavoro è la denuncia dello scrittore della condizione sociale degli uomini vissuti nel 18esimo secolo...nessuno descrive l'animo umano come Hugo. Da leggere assolutamente. Retorico sì, ma immortale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Enrico (21-09-2009) Capolavoro di Victor Hugo,un libro che rimane nella memoria come traccia di un solco. L'uomo d'animo nobile racchiuso in un corpo straziato rende l'idea che Hugo ha voluto dare a questa storia: non giudicare dalle apparenze, portare sullo stendardo il marchio dell'essere e non dell'apparire. Una storia che fa riflettere sulla superficialità umana con un finale inaspettato e toccante. Victor Hugo ha la capacità descrittiva, riservata a pochi, di trasportare il lettore in ogni parola stampata. Maestro!!! Consigliatissimo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mai saltata una pagina (07-06-2009) Stavo per dare 3/5, e l'avrei fatto se non fosse stato per tre piccoli dettagli: Gwynplaine, Ursus, Dea. Per me, la grandezza di questo romanzo è tutta qui: tre personaggi che sono tre capolavori. La trama mi sembra meno solida, e certamente meno monumentale rispetto a "I miserabili". Anche il rapporto tra aspetti narrativi e aspetti filosofici credo sia meno risolto... ma quei tre personaggi! Da soli valgono l'opera. Anche il Dottore, che compare all'inizio, ha la stessa potenza, mentre nonostante tutto non la raggiungono altri caratteri come Barkilphedro. Quanto alle digressioni, le leggo sempre tutte, anche quando sono davvero chilometriche e oggettivamente evitabili. Sinceramente non sono convinto che eliminandole il romanzo ci guadagnerebbe. Mi pare che una funzione l'abbiano. Certo, la loro ridondanza è uno di quei limiti di Hugo che però, come dice Stevenson nel saggio riportato in appendice, non ne offuscano la grandezza. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ant.74 (30-04-2009) E' il primo romanzo che leggo di Hugo, e non mi ha deluso per niente. Hugo ha la capacità di utilizzare a suo piacimento il linguaggio, un po' per creare trame piene di verbosità (sebbene questo appesantisca la lettura e sia una pecca), un po' per raggiungere costrutti narrativi che ad altri sarebbero impossibili solo pensarli. Il romanzo è scritto benissimo, la trama è solo un contorno di ciò che Hugo voleva rappresentare, ossia un atto di denuncia della società inglese, borghese, dell'epoca. Consigliato! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco (10-03-2009) Di Victor Hugo ho letto poco, ma devo dire che questo romanzo "anglosassone" mi ha davvero sorpreso... Da leggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
kiki (04-06-2008) certo il libro è un po pesante troppi discorsi filosofici....ma la storia è molto piacevole il finale assolutamente inaspettato...un pò triste...ma bello
daltronde cosa potevamo aspettarci da victor un altro capolavoro.....l'unica nota negativa:ci sono dei capitoli in cui ci allontaniamo dalla storia del ragazzo che ride
bellissimo....buona lettura Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (27-08-2007) Un classico capolavoro di Hugo; a parte la storia (tristissima), c’e’ ambientazione storica, massima caratterizzazione dei personaggi,
descrizione accurate di cose e luoghi.
Non si puo’ perdere. Purtroppo il voto massimo che si puo’ dare e’ 5.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano algenor@libero.it (25-06-2007) hugo diluisce le trame immergendole in un bagno di perle di saggezza. Scrive così bene che lo si può leggere tutto, a salti, o solo parzialmente. Nei tre casi dona sensazioni diverse. Un fitto spaccato del tempo, una storia avvincente, delle descrizioni ampie, ma mai banali. Hugo, sembra mettere dentro le proprie descrizioni, tutto ciò che conosce, ma non perde mai di vista il contesto. un grande, onnisciente e fantasioso, cui dobbiamo gratitudine. un romanzo importante. poco conosciuto, ma sicuramente al pari, se non migliore de i miserabili e notre dame. amanti e non di hugo, leggetelo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dario dariodad@aliceposta.it (12-04-2007) Che dire? Un libro di spessore veramente notevole! Ampie note storiche dettagliate, intracciate ad una storia intrisa di umanità, di romanticismo, di amore, un connubio a mio avviso perfetto. Un occasione di crescita culturale e nello stesso tempo un nutrimento per il cuore. Noto che qualcuno si è lamentato delle varie digressioni, ma io credo che si ha questa percezione solo se questo libro lo si legge con la fretta di terminarlo. Andrebbe assaporato lentamente ogni dettaglio, poichè in ogn'uno di essi vi è qualcosa da imparare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giulia (08-01-2007) Romanzo di parole e riflessioni meravigliose, nessuno come Hugo riesce ad entrare nell'abisso e nelle vette dell'animo umano. Qualche digressione di troppo, la sensazione che la storie sia meno sviluppata e considerata rispetto ai Miserabili e a Notre dame, ma lui resta un grande inarrivabile, un'esperienza da fare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lyra (21-11-2006) Splendido, potente come Notre-Dame de Paris, ma più raffinato. Lirico, filosofico e politicamente impegnato al tempo stesso. Uno dei pochi romanzi capaci di lasciarti una traccia indelebile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alex (01-09-2006) Avevo 18 anni quando lessi per la prima volta questo libro.
Oggi ne ho 39 e lo considero ancora uno dei libri più belli che abbia mai letto. Un Capolavoro!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
GABRIELLA (23-02-2006) Libro meraviglioso, tenero e straziante. L'ho letto perchè viene citato ne "La dalia nera" di Ellroy, e l'ho trovato fantastico. Da leggere!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
tiziana (29-08-2005) Uno dei libri più belli che abbia mai letto.Tragico, tenero, e avvincente insieme, anche se a volte le pagine con descrizioni storiche sono di troppo.personaggi bellissimi e profondi, in particolare i tre protagonisti: Gwynplaine, sfregiatonel volto da indiviudi che gli hanno appiccicato un eterno riso deformandogli il volto, ma che in realtà è un a nimo sensibile e nobile; dea, la cieca che lo ama perchè ne vede e comprende l'anima, e Ursus, il burbero girovago che però è l'unico a soccorrere i due piccoli abbandonati nella neve e ad allevarli con vero amore. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 25
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