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Hesse Hermann - L' infanzia dell'incantatore | Hermann Hesse non ha mai scritto un'autobiografia, ma ha affidato la sua visione del mondo a scritti in cui la biografia sconfina nel romanzo. Ne sono esempio i tre testi riuniti in questo volume - "L'infanzia dell'incantatore", "Breve cenno biografico", e "Alla memoria di mio padre" - che restituiscono il ritratto di un "piccolo uomo solitario", un eterno fanciullo capace di guardare le cose con lo stupore intatto dell'infanzia, un "incantato" che vuole farsi incantatore, ricreando dalle rovine del reale un mondo meraviglioso di finzione che si configura come la sola e indiscussa realtà.
Media Voto: 4.5 / 5Nicola Intrevado intrevado@hotmail.it (13-02-2010) Per chi ha letto Hermann Hesse da ragazzo, perche' era di moda negli anni settanta; perche' faceva molto radical-chic; perche' dava quell' aria snob ostentare un suo testo specie se dotati di barba, consiglio vivamente la rilettura di questo libro.Esercizio da fare in modo attento, vigile verso le tante sfumature che il testo nasconde in una dimensione non solo intertestuale quanto interdisciplinare tra : letteratura vera e psicanalisi seria. Un piccolo libro in verita', ma, dotato di una magia strutturale, di uno stato di grazia da parte dell' autore nel concepirlo e comporlo che lascia stupefatti nel constatare la capacita' di analisi dell' autore.Si sa' che Hesse e' stato molto in analisi, immagino di scuola freudiana a giudicare dal suo personaggio, e la qualcosa certo si e' trasfusa nella sua opera non solo come chiave di lettura della realta'circostante del suo tempo, quanto piuttosto nella formazione stessa dell' artista.La descrizione della feroce dinamica compulsiva, presente in uno degli episodi del romanzo, e finemente rappresentata in pura forma di racconto, e' da manuale di Psichiatria.Se io fossi un docente di tale disciplina al servizio di veri studenti che davvero vorebbero poi esercitare tale fascinosa professione , li obbligherei a leggere questo testo, del quale riporto una frase : " l' impossibilita' di compiere quest' azione era pari alla mia volonta' di non farmi inseguire dalla mia ombra ".Poche parole, perfette, che racchiudono tutto della forza iscritta nella pulsione.E' ovvio che il materiale del quale dispone un qualsiasi autore gli deriva dalla vita stessa e dalle sue esperienze dirette ma, tutto questo, cosi' come afferma Servadio, e' altra cosa se filtrato attraverso cio' che una seria terapia introspettiva svela e che, pensato, ripensato, e poi trascritto, da banale o eclatante episodio quotidiano, senza colpi di bacchetta magica, trasforma tutto in cose d' arte.Dopotutto un artista e' solo questo, il rilevatore dell' ovvio, del quotidiano, o per dirla alla Hesse : il Mago di casa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
m (27-02-2005) da leggere. I primi due scritti sono meravigliosi e preziosi come perle. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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