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Cardini Franco - Il signore della paura. Tre cavalieri verso la Samarcanda di Tamerlano | È il radioso mattino della Pasqua dell'Anno del Signore 1403. Tra le colline e i boschi presso Firenze, non lontano dal santuario della Madonna dell'Impruneta patrona della città, affiora da un profondo pozzo una candida statua marmorea della dea Venere. L'evento è salutato con superstiziosa paura da chi vede in quell'idolo pagano un messaggio demoniaco e con gioia commossa da chi invece si sente, in quell'alba del Quattrocento, già toccato dal soffio gentile dell'umanesimo. Vieri, duro ed energico erede del possente casato dei protettori del santuario mariano, i Buondelmonti, interpreta quel ritrovamento come un presagio che direttamente lo riguarda: e parte verso Oriente, verso l'Asia lontana, inseguendo le fantasie cavalleresche della giovinezza. Ma forse deve anche compiere una truce faida; e forse è perseguitato da un cocente rimorso. In quello stesso mattino, un giovane guerriero ghibellino convertito al messaggio francescano prega nella chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme e un anziano gentiluomo castigliano si appresta, in una Segovia ancora invernale, a ricevere dal suo re una delicata missione diplomatica. I destini di questi tre cavalieri s'intrecceranno, prima sulle onde inquiete del Mediterraneo e nei sortilegi delle sue isole e poi in una cavalcata lungo le piste carovaniere della Via della Seta, alla volta della magica Samarcanda del Signore della Paura, il potente e feroce Tamerlano che a sua volta sta ormai cullando il suo sogno più folle, la conquista del Celeste Impero.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.33 / 5alessandro thekid73@alice.it (10-12-2011) ho letto questo libro, perche da amante dei viaggi e del continente Asia, dei tempi storici medievali nel quale i mongoli e i tartari imperversavano. non mi sento di fare una critica del tutto negativa, perchè descrive perfettamente situazioni e luoghi, lasciando scivolare i protagonisti in un vortice costituito da realtà e fantasia, anche se dotato di poca forza traente.Tuttavia in alcuni capitoli si viene catturati dalla vicenda, e la grandiosa descrizione di paesaggi, penso a Vieri a Cipro, o alla serrata caccia al Principe Ivan, l'esercito di Tymur che esce da Samarcanda, fanno si che questo libro, questo romanzo risulti comunque piacevole, da leggere durante l'inverno, in auto, nelle pause di lavoro come ho fatto io. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
andri69 (25-04-2008) Cardini, pur essendo uno storico di grandissimo valore e un saggista accattivante, non riesce a trasmettere queste sue qualità nel romanzo.
La trama è spesso inconsistente, (però nella parte finale, si va in crescendo) i personaggi sono troppi, anche se qualcuno è ottimamente delineato.
L'autore è uno storico, e lo vuole far capire, ma il romanzo risente, di questa sua "pignoleria con molte "rallentature" eccessive.
In definitiva, qualche buona pagina, qualche ottima descrizione, che esce dalle righe per farti sentire in pieno millequattrocento; ma sostanzialmente il romanzo rimane sotto la media dei lavori del valente autore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Silvia shiondgl@interfree.it (10-01-2008) Complimenti al professor Cardini per questo eccellente libro, che sapientemente mescola ed unisce narrativa, storia e suspence. Non si legge d'un fiato, serve tempo perchè bisogna tener conto delle descrizioni minuzioni che fa l'Autore, per apprezzarlo ancora di più. Davvero bello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Irvius (04-07-2007) La lettura di questo romanzo non è per coloro abituati ai raccontini veloci e pieni di suspense, di quelli che fanno girare velocemente le pagine per vedere come va a finire... Questo libro si gusta pagina per pagina; più un libro di storia romanzato che un romanzo storico in parecchi tratti, alla fine ti lascia con un sacco di nozioni che nessuno a scuola ci insegna. Ti sembra di aver attraversato davvero la via della seta nel 1400 e soprattutto ti fa venire una voglia incredibile di esserne il protagonista. Il grande storico Cardini non sminuisce come romanziere, per quanto spesso ami dilungarsi sui particolari storici alla maniera dei saggisti (di cui fa egregiamente parte da anni).
La lettura è consigliata a chi ha un minimo di interesse per la storia e per imparare cose meravigliose del passato che la globalizzazione e la scarsa informazione di oggi, che vuole il medio oriente solo come terreno di guerre, non ci presentano più. Consigliatissimo a tutti quelli che in oriente ci sono stati o ci vogliono andare. Non cura di certo i malati di luoghi esotici e lontani, nello spazio e nel tempo.
Ma armatevi di pazienza poiché questo libro non si può leggere in fretta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
persiste persiste@tiscali.it (18-06-2007) oggi , dopo un mese circa, ho raggiunto pagina 200.
Ho deciso di abbandonare la lettura. La domanda è :
perchè chiamarlo romanzo? Quale è la trama ?
perchè non fare direttamente un saggio erudito sulle vie carovaniere nel medioevo? Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Mauro mauro@virtualgate.it (16-05-2007) Un bel libro, erudito e pieno di interessanti annotazioni.
La trama mi è parsa complessa e l'intrecciarsi di vicende legate a svariati personaggi, spesso con nomi assai difficili da ricordare forse perchè poco familiari alla nostra cultura, rende impegnativa la lettura.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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