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Genna Giuseppe - Grande Madre Rossa | In un gelido pomeriggio milanese accade quello che tutti in Europa si attendono dopo il crollo delle Torri Gemelle a New York: una terrificante esplosione dilania il Palazzo di Giustizia. Sotto le macerie centinaia di vittime e lo Schedario, una bomba ancora innescata, che contiene i documenti riservati delle inchieste a cui lavorano i magistrati milanesi, un archivio di dossier in grado di far saltare ogni istituzione. Mentre la città è ancora avvolta da una nube di marmo, militari, corpi speciali antiterrorismo e i servizi segreti di ogni paese lavorano per trovare i responsabili. L'ispettore Guido Lopez organizza il recupero dei dossier e entra in un livello dell'indagine che costituisce la chiave d'accesso a una verità scandalosa...
14 recensioni presenti. Media Voto: 3.71 / 5marek (29-04-2005) Insieme a Vichi, Genna è il mio noirista preferito. Come si fa a dire che scrive come un quindicenne? Grande Madre Rossa è appassionante e il ritmo è scatenato, in una pagina ci sono tre scene. E' chiaro che l'autore ha lavorato a togliere gli orpelli del classico thriller, ha reso essenziale tutto, a partire dalla psicologia, e questo mi sembra un segno di giudizio morale su cosa è la realtà oggi. Le descrizioni milanesi sono bellissime! Complimenti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
abele (21-04-2005) Confrontato con i due precedenti romanzi di Genna quest'ultimo lavoro non è poi grande cosa, una storia abbastanza avvicente e originale ma troppo abbozzata e subordinata alla scrittura sincopata e ritmica che la descrive. Sembra quasi che questa volta Genna abbia voluto usare se non un nuovo stile almeno una estremizzazione del precedente. Le descrizioni meneghine sono sempre molto suggestive per gli innamorati di Milano come me, tra le altre cose non ho visto grandi imprecisioni come qualcuno ha scritto, inoltre riesce a trasformare in noir qualunque ambiente. Bellissima la lettera finale il punto più alto di tutto il romanzo, con quella ha preso un bel punto in più!
In definitiva potevi fare di più caro Genna, vorrà dire che ti aspetteremo ancora e con trepidazione al tuo prossimo lavoro.
p.s.: perchè i ringraziamenti al Cesare Battisti senza pizzetto? Sigh sigh Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Claudio cla114@hotmail.com (08-04-2005) Dò 3 al libro perchè la storia è sicuramente buona e originale. Peccato che il libro è scritto male, da quindicenne che vuole darsi un tono, le descrizioni di Milano banali e totalmente imprecise, i personaggi tratteggiati in maniera superficiale. Una regola che molti scrittori di gialli o thriller, anche non di qualità, seguono è quella di documentarsi su ciò che scrivono, il buon Genna non l'ha fatto, altrimenti non confonderebbe le società di consulenza con quelle di revisione, Milano Due con Milano S. Felice, la Cassanese con la Rivoltana, e via così. Certo, in un romanzo totalmente astratto questo sarebbe irrilevante, ma visto che qui Genna si dilunga a descrivere luoghi e piazze e strade, e soprattutto vuol fare un romanzo che sia a metà tra la realtà e la fantasia, almeno potrebbe passarci davanti prima di descrivere un posto. Poi, forse, con qualche lettura di qualità il nostro amico Genna riuscirà anche a togliersi lo stile da pischello che vuole assomigliare ad Ellroy senza riuscirci. E magari a quel punto verrà fuori un buon libro, chissà... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
maxmol (24-03-2005) Non mi è piaciuto questo nuovo romanzo di Genna. Dopo il bellissimo 'Nel nome di Ishmael' e il gradevole 'Non toccare la pelle del drago' sembra di assistere ad una ispirazione sempre più esaurita, uno stanco ripetersi nella speranza che gli appassionati lettori vadano comunque in libreria. Io non ci andro' piu'. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Tommygun (07-12-2004) Il mio primo libro di Genna. L'ho comprato per curiosita', l'ho cominciato a leggere e le prime impressioni non sono state positive. Ma chi si crede di essere questo qui, che scrive con uno stile sincopato, ruvido e irritante che mi rende difficile la lettura di una storia tra l'altro banale?
Questo pensavo mentre leggevo le prime pagine, il primo terzo del libro. Ottime descrizioni dei luoghi, d'accordo. Non sono milanese, eppure mi sembrava di averla davanti agli occhi.
Poi ieri sera ho detto, leggiamo un altro po', vediamo come va avanti. E non sono riuscito a smettere! Alla fine erano le tre di notte quando ho voltato l'ultima pagina, letteralmente divorata insieme a tutte quelle che le precedevano. Ero stordito, incredulo, ammirato. Ho dormito male. La mia vita di borghese e' davvero in pericolo?
Complimenti, Genna. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Stefano (24-11-2004) Una Milano ancora più fredda e plumbea della realtà. Una storia improbabile ma non troppo. E soprattutto una sensazione di disagio che ti cresce dentro e ti lascia alla fine con groppo in gola e una domanda: potrà mai accadere? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Stefano stevua@hotmail.com (15-09-2004) E' sempre un piacere leggere della propria città, in questo caso Milano ed hinterland. Ritrovare i luoghi che si percorrono ogni giorno ed immaginarseli al centro di una storia intrigante porta ad un coivolgimento totale, sembra quasi di vivere la storia raccontata in prima persona. Non posso che parlare bene di Genna e del suo libro; la storia che racconta è attuale, la scrittura piacevole ed i personaggi hanno le nevrosi tipiche della città ambrosiana. Lopez, l'ispettore che nasce dalla penna di Genna, è il tipico "prodotto umano" milanese, con tutti i suoi pregi e difetti.
Una domanda: Genna dove abita? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giovanni Piana (03-09-2004) Uno dei migliori romanzi dell'anno, secondo me. E' un thriller, certo, ma anche qualcosa di più. Imperdibili le descrizioni degli ambienti e il ragionamento politico che c'è sotto. L'ispettore Lopez è una figura completamente svuotata: il primo investigatore buddhista della storia! Bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lorenzo Scala (26-08-2004) E' un libro scritto per essere venduto: velocemente si legge, e altrettanto velocemente lo si dimentica. Efficace l'ambientazione non improbabile, e per questo angosciante. Genna pesca nel già scritto, non riuscendo a dare spessore. Sembra di fretta. L'investigatore Lopez non ha personalità, risultando ininfluente, e così tutta la storia, che si avvita su sè stessa per concludersi in un, gli piacerebbe all'autore, colpo di scena francamente deludente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Dino Boffa (22-06-2004) Anche a me è piaciuto. Mi stanno sullo stomaco le infinite recensioni che Genna pubblica sul suo sito (padrone lui, comunque), ma il libro è davvero bello, non dà un attimo di tregua. Io che sono milanese apprezzo poi lo stravolgimento della mia città. E anche i fatti, che non sono proprio fantascienza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sandra burgio info@rcs.it (21-06-2004) trapattoni è il solito astioso da Rete e non si capisce perché commenti, è evidente che non ha nemmeno aperto il libro. Come gli altri di Genna, "Grande madre rossa" è un thriller che ha poco a che fare con Ellroy, se non per il fatto che come chiunque può leggere di Los Angeles in un libro di Ellroy, così Genna ha costruito un teatro affascinante reinventando Milano e rendendola un mito narrativo. Lopez, così scabro, mi è molto piaciuto e lo stile è secondo me a livelli fantastici. Gli dò il massimo dei voti! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Trapattoni (16-06-2004) Francamente detesto chi copia (Ellroy). Freddo come gli altri suoi lavori, quest'ultimo di Genna non aggiunge null'altro che un titolo in più alla bibliografia dell'autore che forse come giornalista riuscirebbe meglio. Dico forse.
Costruzioni così ambiziosamente complesse che ospitano "eroi" per cui è impossibile provare empatia: esercizi di stile, alla fine. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Andrea Manenti andrea.manenti@fastwebnet.it (13-06-2004) Secondo me, è il migliore tra i romanzi di Genna. Lo stile è asciutto e incalzante, la trama prende e non ti molla più, si legge di un colpo. E fa pensare al nostro futuro, anche se lo scenario di "Grande madre rossa" ha i tratti del nostro presente. E' un thriller sorprendente. E oggi è davvero difficile sorprendere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco Pazienza (08-06-2004) Che dire ancora di Genna? Ormai non mi stupisco più......Romanzo apocalittico a tratti delirante,un incubo a occhi aperti, lo si chiude angosciati.Una prova straordinaria, più avvincente della Pelle del Drago, all' altezza di Ishmael, anche se meno complesso e più agile...Si spera in un approfondimento del tema dello Schedario d' Italia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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