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Balzac Honoré de - Eugénie Grandet | Gli ultimi mesi del 1833 sono per Balzac (1799-1850) un momento privilegiato di vitalità e di fervido slancio creativo. È durante questa felice stagione che il grande scrittore compone Eugénie Grandet, uno dei vertici qualitativi assoluti del romanzo francese dell'Ottocento, ammirato fin dal suo primo apparire per la straordinaria vitalità psicologica dei personaggi e per la stupefacente concretezza con cui è tratteggiato lo sfondo sociale. Nato come una delle Scene della vita di provincia e inizialmente concepito come una novella destinata a una rivista letteraria, incentrata sulla piccolezza dell'animo di certi affaristi che popolavano la campagna francese nel periodo successivo alla Rivoluzione, il libro andò sempre più ampliandosi.
14 recensioni presenti. Media Voto: 4.42 / 5C.A. (10-12-2011) Questo libro mi è piaciuto molto: originale il modo di scrivere, ricco di descrizioni e di similitudini...Cercherò di leggere ancora questo autore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimo (20-06-2011) Romanzo bellissimo e molto scorrevole. Fa riflettere molto per i vari temi affrontati e anche molto attuale. Mi è piaciuto moltissimo. L'ho letto in 2 giorni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Geffina gemondi@libero.it (24-04-2010) Chapeau a Balzac!
Ci sono libri universali, che oltrepassano il tempo e la storia, e maestri che vivono della stessa universalità. È il caso di Balzac e della sua “Comédie humaine”, suprema espressione della letteratura francese dell’Ottocento.
Con il romanzo “Eugenie Grandet” l’autore ci offre una dettagliata quanto ironica descrizione della società francese della prima metà dell’800. Parte dall’ambiente in cui vivono i protagonisti, ne descrive dettagliatamente i luoghi, la casa, i mobili, le abitudini, per passare poi all’abbigliamento e ai piccoli gesti quotidiani; osserva scrupolosamente i loro comportamenti e crea dei veri capolavori artistici.
Il padre di Eugenie, che tanto richiama “L’Avare” di Molière, risparmia fino all’inverosimile facendo vivere nelle ristrettezze la figlia, generosa e sensibile, e la moglie, sottomessa alla sua smisurata avarizia. Riesce a trarre vantaggio anche dalla morte del fratello e, con fittizio interesse, sfrutta il dolore del nipote Charles.
Con minuziosa analisi sociologica, Balzac, descrive i vizi e le virtù dei personaggi e con delicate pennellature ne dipinge il carattere. Personaggi che verranno ripresi in altri romanzi, come, ad esempio, “Papa Goriot” dove il rapporto padre-figlia viene esasperato dal cinismo e l’egoismo delle due figlie nei confronti di un padre amorevole e prodigo.
“Eugenie Grandet” è un grande romanzo, la struttura è lineare, semplice, senza artifici. Nella prima parte l’autore si dilunga un po’ nelle descrizioni dei luoghi ma la lettura diventa sempre più piacevole quando l’ambientazione si mescola all’azione dei personaggi.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Jacopastore (24-08-2009) Dopo anni di letture (Dai classici alle letture più leggere) è giunto il momento di dare il massimo dei voti ad un libro. Consiglio! Leggetelo! In questo romanzo c'è tutto... Non capisco perchè costringano i ragazzi a scuola a leggere i promessi sposi (Buon libro) e capolavori come questo possano essere fatti conoscere agli alunni solamente per iniziativa isolata di qualche prof. Storia filante, personaggi fantastici (Eugenie su tutti) senza inutili e forvianti descrizioni fini a se stesse che fanno solamente perdere il ritmo della narrazione; le rarissime digressioni presenti raggiungono vette assolute di saggezza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mary maryverna@tiscali.it (04-02-2007) bello!
si respira la.....provincia francese.
leggendo le prime descrizioni del paesino, sembra di vedere le prime immagini del film Chocolate. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco (30-01-2007) Grande capolavoro, degno della squisitissima penna balzacchiana. Un romanzo che sa essere allo stesso tempo divertente e tragico, ma sempre appassionante. Immergendosi tra le pagine del libro non si può non affezionarsi ai due personaggi protagonisti, la dolce Eugènie ed il suo meschino padre, tracciati con sublime abilità da un Balzac evidentemente ispirato. L'avarizia ed il sogno di un amore impossibile sono le due grandi passioni su cui si erge questa triste vicenda di provincia. Una storia che fa riflettere sul valore del denaro e dei sentimenti, e sul contrasto che da essi deriva.
Insomma, un classico irrinunciabile, così come l'altro celebre capolavoro di questo autore: 'Le père Goriot'.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (19-01-2007) Ho gia' anch'io ripetuto in altre occasioni che e' da presuntuosi il ritenersi cosi' superiori da "bollare" - specialmente riguardo ai classici - come orribile un romanzo. Si fa miglior figura a dire che non e' piaciuto, che e' piu' comprensibile.
I personaggi sembrano quasi impossibili, tanto sono macchiettati. E' comunque un libro che, per chi lo sa fare, fa pensare. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
elena (30-10-2006) La mancanza di una veritiera via di mezzo è stato l'aspetto che più ho notato in Eugénie Grandet e a mio avviso rappresenta il punto di maggior demerito del romanzo. Trovo interessante l'idea di creare personaggi simbolici, quasi astratti, delineati a uno a uno da precise e rigide peculiarità morali, così da dare vita a macchiette istruttive ed anche abbastanza universali. Tuttavia il principio del "nulla di troppo" di Sant'Agostino dovrebbe valere sempre, e qui in particolar modo: il simbolismo infatti si tramuta presto in una pesante esasperazione e, se inizialmente può dilettare, alla lunga fa perdere veridicità a una storia già di per sè monotona, dal momento che manca totalmente di colpi di scena. Detto questo, mi sento di dover comunque dar ragione a Simone, che esalta lo spessore letterario dell'opera, di certo non comparabile a un ridicolo TRE METRI SOPRA IL CIELO. Ovviamente si tratta di un grande libro, scritto con un grande stile e con grandi ideali. Tuttavia torno a ribadire che un po' più di "medìetas", per usare un termine manzoniano, non sarebbe guastata. Interessante è poi il fatto che Eugénie, in una graduale climax, si rechi portavoce di quell'ideale tanto comune in molti autori ottocenteschi, primo fra tutti Manzoni, ossia la funzione catartica del dolore. Secondo l'insegnamento della madre, che pare una trasposizione in età più avanzata della protagonista, ha infatti appreso che per trovare la purezza interiore e la salvezza divina non bisogna fare altro che soffrire in vita. Verso la fine del romanzo Eugénie rende pubblica questa idea, fino a quel momento solamente sottintesa, dicendo: "Mia madre aveva ragione. Soffrire e morire", che riecheggia chiaramente la "provida sventura" manzoniana. Vorrei dare un consiglio a tutti i sedicenni miei coetanei: non scoraggiatevi di fronte all'apparente banalità dell'opera e, se volete amarla, sforzatevi di leggere fra le righe! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
valentina valentina_c@vodafone.it (16-10-2006) Mioddio.. mi chiedo come mai non l'ho letto prima. Un capolavoro, personaggi intensi, veri, familiari. Un paesaggio descritto in modo perfetto senza risultare pesante con particolari inutili. Eccellente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simone le.crepuscule.du.matin@gmail.com (02-07-2006) Mi chiedo chi possa leggere questo libro per intero, se non gli piace. E poi perchè costui debba venire qui a dire che fa schifo. Si faccia una ragione della sua ignavia e torni da Federico Moccia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
matteo (28-02-2006) davvero molto bello Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ermes* (15-12-2005) Classico imperdibile della letteratura francese del XIX secolo. La storia di un uomo avido ed avaro, insensibile e spregiudicato, un mastro bottaio di metà ottocento oppure un imprenditore contemporaneo tutto preso dall'affermazione personale e dall'arricchimento sfrenato ed incontrollato. Ohhh Balzac! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
michele (29-03-2005) semplicemente meraviglioso!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
martina (21-03-2005) semplicemente orribile!!!!!!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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