|
|  |
Oates Joyce C. - Un giorno ti porterò laggiù | "A quei tempi, all'inizio degli anni Sessanta, non eravamo ancora donne ma ragazze. E questo era visto, senza ironia, come un vantaggio." Comincia così Un giorno ti porterò laggiù: un autoritratto intimo e spietato di una giovane studentessa senza nome che, per quanto dotata di un'intelligenza assai acuta, ha una disastrosa inclinazione per l'ossessione. Il romanzo si apre con la protagonista "Anellia" (un nome fittizio che assume in diverse occasioni) che ricorda i suoi primi anni alla Syracuse University. La sua storia è un terribile intreccio di alienazione e disperazione: è ossessionata dalla prematura morte della madre e dal relativo senso di colpa che i fratelli e il padre le hanno istillato.
| La recensione de L'Indice |

Come una fluviale confessione, impietoso quanto un coeur mis a nù, eccessivo al punto da sembrare la parodia di un'autobiografia, il nuovo romanzo di Joyce Carol Oates fonde molti dei motivi a lei più cari. Formazione, amore, rapporto con la cultura, questioni di genere, di razza; e la violenza dell'eros, la sua urgenza combinata alle conseguenze dell'abbandono, agitano il cuore e l'intelligenza della giovane protagonista. Nata in una selvatica provincia americana, Anellia, falso nome "trovato nella spazzatura" che male si adatta alla sua ruvidezza, tenta di riscattare le sue origini frequentando l'università femminile Syracuse. La storia si ambienta negli anni cinquanta: il tempo ambiguo in cui il costume americano è ancora fortemente ancorato al classismo di matrice anglosassone, ma vede nascere i primi movimenti per i diritti umani, le prime istanze egualitarie. Anellia è minuta, opaca, non sa vestirsi e inoltre possiede quel tipo di intelligenza che non piace, perché troppo nuda, troppo in cerca della verità. All'interno del college, dove vigono regole ferree imposte dall'inglese Mrs Thyler, comanda la confraternita delle Kappa Gamma Pi. Nonostante un'iniziale cooptazione, Anellia in breve diventa impopolare al punto da essere costretta ad andarsene, dentro di lei infatti si nasconde uno spirito di ribellione che solo in chiusura di romanzo trova una via d'uscita. Iscritta in una nuova università, incontra lo studente fuori corso Vernon Matheius: una folgorazione. Vernon è nero e ha trent'anni, studia senza requie i filosofi classici, la sua realtà è tutta interna, al di fuori, ai suoi occhi, il nulla. Il loro rapporto, pur intenso e pieno, finisce tragicamente. Vernon umilia, poi abbandona Anellia perché non può sopportare il colore della sua pelle. Di nuovo sola, troverà finalmente una sua misura ricomponendo le spoglie del padre ritrovato dopo anni di assenza. Il luogo evocato nel titolo altro non è che la tomba dei genitori. Tra mille disavventure, colpi di sfortuna, accuse, Anellia, eroina dell'intelletto come potrebbe uscire da un testo settecentesco, alla fine la spunta. La spunta Joyce Carol Oates, che dietro a lei sta in sordina. Suo riflesso, suo calco narrativo, suo risvolto emotivo. "Un fenomeno da baraccone in mezzo alla normalità femminile, prepotente, luminosa": una donna non bella, poco brillante e fuori luogo, forte però di un'intelligenza che non lascia scampo neanche a se stessa. La sua storia avvince proprio per la sua paradossale verosimiglianza e per come è scritta, tra fedeltà alla trama e aperture di vera poesia. |
Media Voto: 5 / 5Giudi (04-01-2008) Toccante, ironico, colto, avvincente, intimo, poetico...tutti aggettivi che non starebbero male nel descrivere questo romanzo di Joyce Carol Oates e che mentre si legge ispira se non fosse che come al solito con le sue storie si corre perché non si può farne a meno e soprattutto questa volta forse si perde qualcosa. Ogni volta comunque è un'altra storia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Argante72 pecoraelettrica@marsattack.com (27-10-2004) E' il primo libro che leggo di questa incredibile scrittrice che fin'ora non conoscevo se non di nome. Un libro bellissimo, coinvolgente, profondo e molto colto. L'ho letto tutto d'un fiato. Da non perdere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Oates Joyce C. |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|