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Mazzantini Margaret - Zorro. Un eremita sul marciapiede | "I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ciò che non hanno, ma anche di tutto ciò che ci manca. Perché forse ci manca quell'andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare perplesso, magari losco, eppure così naturale, così necessario, quel fottersene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell'orologio. Chi di noi non ha sentito il desiderio di accasciarsi per strada, come marionetta, gambe larghe sull'asfalto, testa reclinata sul guanciale di un muro? E lasciare al fiume il suo grande, impegnativo corso. Venirne fuori, venirne in pace. Tacito brandello di carne umana sul selciato dell'umanità."
Recensioni 1 - 20 di 67 recensioni presenti. Media Voto: 3.40 / 5Maria Vittoria (23-05-2011) E' il primo libro della Mazzantini che leggo e anche se corto mi ha regalato molte emozioni. Sicuramente fa pensare a quanto la vita può cambiare in un solo giorno. Davvero da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
roberto info@eduardostudiorecording.it (10-01-2010) vi posso solo dire che appena cominciai a leggere, sentivo gli odori e i rumori della strada. sottolineavo delle frasi, perchè di una poesia straordinariamente musicale. ho imbracciato la chitarra ed è venuta fuori una canzone.... che spedii a margaret, ma sicuramente per problemi postali non ottenni risposta.
il mio giudizio conta poco ... ma il libro è fantastico
se volete ascoltarla ( facebook roberto camilli
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Ciarlatani (29-11-2009) Il fatto che sia trasparente lo scopo di un testo confezionato su misuira per Castellito, non toglie nulla a questa triste poesia metropolitana. Struggente l'addio al cane. La brevità del testo mi ha aiutato a rileggere il libro più volte ed ogni volta mi ha dato nuove emozioni.Grazie Margaret. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
riccardo andreotti.riccardo@libero.it (28-10-2009) piacevolissimo libro,non sono tanti gli scrittori che riescono a comunicare con il cuore sensazioni vivifiche.Complimenti! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudia (26-07-2007) Lettura veloce. Libro commovente che tocca il cuore. Da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mato mau.tolu@tiscali.it (12-06-2007) Concordo pienamente con Benedetta. La Mazzantini avrebbe dovuto sfruttare meglio questo argomento. A me che capita di notte di soccorrerli o aiutarli a trascorrere meglio una notte gelida, mi sarebbe piaciuto se veramente l'argomento fosse stato sfruttato meglio. Si salva un pochino per il fatto che è un testo per il teatro che dunque mal si adatta ad un testo romanzato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Tommaso (18-12-2006) Interessante che un piccolo monologo come questo abbia suscitato tante critiche positive e negative..personalmente l'ho trovato carino e semplice,non sono un fan della mazzantini e, dopo aver visto non ti muovere al cinema, non ho avuto il coraggio di leggere il libro: diciamo che è un monologo scritto molto a buon mercato, senza troppe pretese. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Ilaria (11-11-2006) Il mio voto alto e' soprattutto per rialzare una media voto che non rispecchia la realta' delle cose.
Concordo pienamente con la critica sul rapporto prezzo/numero delle pagine ma addirittura dire che e' un'opera scarsa!?! Sicuramente posso dire che a teatro il monologo rende di piu' soprattutto la straordinaria e come sempre magistrale interpretazione di Sergio Castellitto. Nel suo insieme comunque il libretto risulta gradevole pur nel suo intento di fotografare la realta' degli emarginati in modo simpatetico. In risposta a coloro che ritengono l'accoppiata Mazzantini/Castellitto puro buisiness, dico che non sono gli unici (vedi Dario Fo e Franca Rame o, cinematograficamente, Benigni/Braschi) ma per lo meno dietro c'e' del talento, cosa che non sempre si puo' dire in riferimento agli altri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mario (01-11-2006) E' proprio il contrario di quello che voleva dire la Mazzantini.Questo è un gran bel libro perchè deve scuotere le coscienze dei grandi papponi che vivono nel lusso,che hanno sempre quello che vogliono.Per il protagonista (Zorro),il destino è stato diverso dal tuo.Il destino l'ha reso privilegiato. Perchè,essendo fuori dal nostro normale sistema,può rendersi conto di qunto possiamo essere ridicoli.
E' un omaggio e un inno alla vita semplice Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Angelantonio Biasella culsik@virgilio.it (24-10-2006) Ma quanto si amano quei due? L’azienda Mazzantini-Castellitto ha sfornato un altro prodotto e, a giudicare dai precedenti, i proventi saranno quanto meno sostanziosi. Tutto inizia nel 2002 quando, con “Non ti muovere”, Margaret vince il premio Strega e vende, fino ad oggi, circa un milione di copie del romanzo. L’omonimo film, diretto dal marito Sergio Castellitto, è un successo annunciato tanto che l’azienda familiare si permette il lusso d’ingaggiare Penelope Cruz per interpretare il ruolo di Italia, la derelitta di cui Timoteo, il protagonista, s’innamora follemente.
Qualche tempo fa esce Zorro, ultima fatica della Mazzantini, creato su misura e dedicato al marito Sergio (ritratto in copertina) cui, facilmente pronosticabile, seguirà un lavoro teatrale o cinematografico diretto ed interpretato dallo stesso Castellitto. Odor di ridondanza.
Ma veniamo al dunque. Il monologo è scorrevole. Scevro di fronzoli. Votato ad una secchezza ponderata. Si uniforma, l’autrice, all’odierna consuetudine di sostituire, sovente, il congiuntivo con l’indicativo in modo da rendere digeribile il testo al più alto numero di lettori possibile ed in modo da far delle parole scritte uno strumento interpretativo immediato che rimandi alla familiarità delle parole parlate. Non importa che questo porti a svilire la lingua italiana (Zorro, appunto, è un senzatetto che, rispondendo ad un consumato luogo comune, deve necessariamente aver poca dimestichezza con l’idioma nazionale); l’essenziale era dare un seguito rapido al risultato commerciale di “Non ti muovere” in modo da sfruttarne lo strascico e garantirsi entrate sicure.
La scrittura è passione, tutto il resto è business!
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Simona simona332@alice.it (13-06-2006) è divertente vedere il mondo dagli occhi di un barbone,un eremita sul marciapiede, allontanato dal mondo,spiazzato dalla reltà, legato al destino ma consapevole delle della sua scelta di vita.è divertente osservare il mondo dal suo punto di vista,osservare noi stessi e nostri comportamenti.Un libro che, a dire la verità ,mi ha lascito un pò perplessa e mi ha fatto riflettere sulla vita, sulla libertà e sul desiderio di evasione e di anticonformismo che alberga un pò in tutti noi.Troppo breve, interessante ma non stupendo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
gianni (29-05-2006) Al di là delle possibili (probabili?) strategie commerciali dell'editore, resta comunque un'intensa descrizione del mondo degli homeless. Colpisce anche la visuale del protagonista sulle persone che vivono "dentro" la società, con i loro piccoli e grandi tic. Un buon libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Dila fatadelleombre@hotmail.com (26-04-2006) nella sua sacra e carnale semplicità Margaret Mazzantini riesce perfettamente a disegnare lo stile di un barbone qualsiasi. Splendida l'introduzione, di cuore, una poesia capace di soffocare.
Un altro capolavoro di una donna che è capace di immedesimarsi nei personaggi che le stanno più distanti.
Per riflettere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pam (24-04-2006) ....veramente un bel libro! commovente e poetico.
tocca il cuore. complimenti all'autrice!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Livio (01-04-2006) E' bello leggere molti commenti negativi su 'Zorro' è bello perchè è ancora più bello far risuonare un No, una via diversa di lettura.
Splendido capolavoro della mazzantini, mi ha coinvolto sin dall'introduzione e ha tenuto la mia attenzione desta fino alla fine.
ho trovato finalmente qualcuno che esprimesse con belle parole i miei pensieri
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fernanda (16-03-2006) Orribile. Le caratteristiche tecniche dell'edizione lo fanno preasagire subito: 60 pagine di carta spessa come una lastra di piombo, caratteri giganti, pagine finali riempite coi titoli del catalogo della Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, prefazione dell'autrice con tanto di riproduzione dell'autografo della Mazzantini in calce... Insomma, un contentino confezionato appositamente per tenere buono quel milione e mezzo di persone che aspettano una replica di "Non ti muovere". Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Alicina (09-03-2006) che tristezza...niente di peggio della borhese medio alta di turno che tenta (inutilmente) di immedesimarsi in un mondo che non le appartiene minimamente - visto poi che questi suoi continui Tentativi "letterari" godono di una pubblicità un tantino fuori luogo.e dire che in italia è pieno di giovani che quanto a stile e trame sono avanti chilometri...seconda delusione,dopo averci provato con Non ti muovere.pazienza,a qualcuno basta cosi.. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
enzo (05-02-2006) Devo dire che io ho letto il libro senza essere influenzato dal successo di "Non ti muovere" (che ho solo cominciato e, devo dire, lo trovo ridicolo e di basso livello letterario), ma solo per il tema. La mia idea è che l'autrice ha fatto due chiacchiere con un barbone e ha poi scritto questa ributtante minibiografia.E' fuori discussione che con l'uso d'un simile metodo si possa rendere la complessa storia dello scivolamento verso la condizione di senza-casa (a proposito: il sottotitolo "Un Eremita sul marciapiede" rimanda ad una visione romantica che non esiste nella realtà) e, soprattutto, non rende il faticoso e traumatico adattamento psicologico che ogni uomo è costretto a compiere finendo a vivere in strada. Ecco perché il racconto è breve, perché l'autrice non ha niente da dire sull'argomento il filo essendo i cani, la polenta, l'igiene, cioè quanto di più scontato chiunque, anche chi non ha mai visto un senza-tetto, sarebbe in grado di immaginare, ed è ancora più facile perché questa descrizione sfrutta il pensiero del borghese superficiale e non il punto di vista della persona senza-tetto. Sulla brevità vorrei aggiungere che non sempre è la scappatoia usata da chi non ha molte cose da dire, vedi ad esempio sullo stesso tema "La leggenda del santo bevitore" di Roth. Per quanto riguarda la stretta "collaborazione" tra l'autrice ed il marito Castellitto non ci trovo nulla di male, ma ad una condizione: che non siano pure iniziative commerciali, come questa e, mi si consenta, anche la precedente di "Non ti muovere", invece sono. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Benedetta benedetta.colella@tiscali.it (05-01-2006) Un'abile operazione commerciale.
QUalche immagine pregevole in un contesto mediocre e, a mio avviso, insincero: Zorro non è un contestatore, non un emarginato. E' finito sulla strada per motivazioni non tratteggiate psicologicamente a sufficienza e mantiene una dignità che è più letteraria che reale. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
luigi (09-12-2005) il libro è stupendo che le persone borghesi e altolocate non potranno mai comprendere perchè secondo loro non sanno guardare dall' alto della loro ignoranza questioni vere che mettono a nudo questa realtà. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 67
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