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Amidon Stephen - Il capitale umano | Drew Hagel ha trascorso gli ultimi dieci anni guardando la vita sgusciargli fra le dita: un matrimonio fallito, la sua attività che non è mai decollata, la figlia Shannon con cui non ha costruito un rapporto. Finché sopravviene l.amicizia di un potente finanziere, Quint Manning, che gli offre la possibilità del riscatto. Quello che Drew non sa è che anche Manning ha dei problemi simili ai suoi: una moglie delusa, un figlio alcolizzato e un.imminente bancarotta. Quando un terribile incidente lega definitivamente il destino delle due famiglie, e i loro figli vengono indagati per omicidio, Drew decide di approfittarne. Ma il suo tentativo di speculare sui sentimenti e sulla vita di chi gli sta intorno avrà tragiche conseguenze per tutti.
| La recensione de L'Indice |
 Il capitale umano è il valore economico di un individuo calcolato dalle assicurazioni in base alla sua potenziale produttività, ma è anche, a ben vedere, la sua reificazione all'interno di una società la cui legge è ormai quella di vincere a ogni costo e oltre ogni etica. È quello che tenta di fare il protagonista di questo romanzo, Drew Hagel, immobiliarista americano in piena crisi economica e familiare, quando decide di giocarsi la sua ultima carta speculando su un caso di omicidio in cui sono coinvolte la sua stessa figlia, Shannon, e una ricca famiglia di finanzieri che in precedenza lo aveva trascinato in un fallimentare investimento in borsa. Il morto diventa così un mero "capitale umano" su cui basare un ricatto tanto vile quanto necessario per tornare a fare parte del mondo da cui Hagel era stato escluso, ma, se l'apparenza è salva, la tragedia è dietro l'angolo. Decisamente coinvolgenti, le vicende del romanzo si susseguono con il ritmo tipico dei thriller, ma qui i colpevoli - quelli materiali e quelli morali - si riconoscono fin dall'inizio e il finale non è altro che il meccanico precipitare degli eventi. Lo sguardo dell'autore, che è anche uno sceneggiatore cinematografico, è lucido nel dipingere un'America dove i valori di sempre rivelano un vuoto e anche quei pochi spiragli di positività che sembrano aprirsi qua e là nel romanzo - le storie d'amore, i rapporti di amicizia, le visioni di una natura idilliaca, il desiderio di cambiamento - vengono spazzati via dalla logica implacabile della realtà. Con un'unica eccezione: la giovane Shannon, alla cui forza di carattere l'autore sembra volere affidare la speranza. Serena Corallini
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6 recensioni presenti. Media Voto: 3.5 / 5Daniele (16-11-2006) Abbastanza banale; la solita storia costruita sulla mancanza di valori della società americana e le conseguenze di una condotta non etica. Buono il ritmo che accelera rapidamente sul finale, ma nel complesso abbastanza prevedibile. Shannon non rappresenta la speranza, ma è il simbolo della natura umana che sopravvive cinicamente a tutto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Pusher (29-11-2005) Romanzo buono, ma niente di straordinario... S.A. non inventa nulla e fa passare qualche giorno di relax, nulla più. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Ale stryker1976@libero.it (04-08-2005) Letto con curiosità e un po' di scetticismo, è un libro che mi ha stupito positivamente: nello sviluppo della trama ho trovato un crescendo di intensità accompagnato da uno stile ottimo.
Consigliato Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberto (06-06-2005) Ha ragione Diego De Silva, il libro è stupefacente! Un gioco di scatole he si aprono sul vuoto della vita... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudio cla114@hotmail.com (09-05-2005) Direi un libro discreto, un po' facile da dimenticare e con un finale abbastanza insulso. Dopo avere condannato per tutto il libro la totale assenza di valori che non siano i soldi e il successo, l'autore scrive un finale scontato e della serie "e vissero tutti (in)felici e contenti". Non so, il finale è deludente e soprattutto improbabile. Resta l'interesse per una descrizione di un mondo triste e verso il quale ci stiamo muovendo tutti, in USA e da noi, ma il tutto viene poi chiuso in maniera insignificante. Tom Wolfe era un'altra cosa.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
attilio attilio.berardi@tiscali.it (04-05-2005) Non conoscevo l'autore. Ho scelto il libro dopo aver constatato che trattava di un argomento importante nei ns. tempi, cioè quello dei sentimenti, anche se visti dalla parte di persone spesso negative.
L'arrivismo, il falso perbenismo, il desiderio di immagine/apparire a tutti i costi descritti nel testo sono lo specchio della realtà che viviamo in un qualsiasi paese c.d. "moderno". L'autore descrive con efficacia il vuoto che circonda persone che scelgono, o sono costrette a scegliere, l'iimagine e non i sentimenti (amore, amicia, solidarietà). Bella la descrizione del vuoto che spesso cìè tra genitori e figli adulti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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