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Mozzi Giulio - Sono l'ultimo a scendere e altre storie credibili |
Apparentemente è un diario, un "diario pubblico". Protagonista un uomo che si alza presto la mattina, che prende un treno dopo l'altro e cerca, con tanta o poca difficoltà, di "mandare avanti una vita fatta di relazioni". Le sue avventure sono quotidiane. Possono sembrare ripetitive e banali: incontri in treno o al bar, telefonate da chiamanti sconosciuti, questioni con controllori, postini, poliziotti, commessi viaggiatori, pubblici ufficiali, persone che mai più incontrerà nella vita. Eppure, da questa odissea minore e circoscritta, da questo girare e rigirare su Eurostar e Regionali, dai dialoghi in cui l'insonne, autistico, causidico picaro chiamato Giulio Mozzi si lascia coinvolgere - e di dialoghi sono fitte queste storie credibili viene fuori, com'è appunto nella grande tradizione del romanzo picaresco, una comicità irresistibile, un divertimento assoluto. È una comicità alimentata da equivoci, ripetizioni, ostinazioni; un'ironia paradossale e feroce, figlia di una cronica impossibilità di capirsi, del solipsismo in cui ognuno è chiuso a doppia mandata, di una dialettica che, quando s'impegna a gettare ponti sull'incomunicabilità di fondo, serve soltanto a peggiorare le cose. Media Voto: 3.33 / 5Giancarlo Tramutoli gtramuto@tiscali.it (13-11-2009) L'ho trovato spesso esilarante e mi ha molto consolato in tre giorni da malato. Da regalare a Natale anche a lettori pigri. Voto: 4 / 5 |
King Lear (05-10-2009) Non un libro. Non un diario. Raccontini che non si possono collocare né nella narrativa più spicciola o informale che dir si voglia, né in una qualsiasi altra. Minimalismo spietato (oserei dire "anoressico") e retorico, scrittura finalizzata all'abbrutimento della lingua italiana. Pagine di dialoghi su dialoghi, tutti sempliciotti quando non insignificanti, perlopiù ambientati in stazioni ferroviarie e cabine di treni. Raramente qualche accenno al mondo editoriale, ma in maniera trasversale e riduttiva, quasi l'autore volesse lasciare ad intentendere che "son tutte rose e fiori in ogni caso". Voto: 1 / 5 |
marco (25-09-2009) Io "inseguivo" il diario di Mozzi. Lo pensavo allora e lo confermo oggi, rileggendo: questo libro è una lezione su come si fa grande letteratura. Voto: 5 / 5 |
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