|
|  |
Murakami Ryu - Tokyo soup | Kenji (vent'anni, una guida turistica senza licenza, che accompagna turisti nel quartiere a luci rosse di Tokio) viene assoldato da Frank, il suo nuovo cliente americano. Fin dall'inizio Kenji sente che c'è qualcosa che non quadra. Ma forse è solo paranoia. Il cliente vuole sesso e sesso avrà. Prima ed unica tappa: Kabukico, quartiere a luci rosse molto fiorente. La serata si trascina tra un peep show e un lingerie bar, tra birre, ragazze e chiacchiere. Ma quando arriva il momento di pagare, le banconote di Frank sono macchiate di sangue. La sensazione che qualcosa di brutto sta per accadere cresce in Kenji e infatti la festa di morte ha inizio. Frank, davanti a un Kenji semiipnotizzato, fa una strage. È solo l'inizio...
10 recensioni presenti. Media Voto: 3.8 / 5luca ambrogi (31-10-2011) Uno spaccato su alcuni particolari aspetti della società giovanile giapponese; non brillante per originalità, ma scorrevole anche se tendente allo "splatter". Una lettura poco impegnativa ma non del tutto priva di aspetti interessanti. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
PROT (19-03-2007) anche se mi aspettavo qualcosa di diverso, è un libro semplice da leggere ma ben scritto Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco tokyodecadence@hotmail.com (13-02-2007) Dopo la lettura si capisce perché Murakami abbia definito il sanguinolento film AUDICTION come seguito ideale della sua fatica cinematografica più famosa. L’autore di TOKYO DEACADENCE, partito come enfant terribile raccontando la storia di ragazzi drogati e senza speranza, proseguendo poi per raccontarci il degrado della società giapponese del benessere senza dignità, ora raggiunge la sintesi andandosi a confrontare con la pura sconnessa follia.
Parte lento TOKYO SOUP, dando l’impressione di puntare il dito soltanto contro il sesso da intrattenimento offerto dalla capitale nipponica. Come l’incipit del film citato in apertura, appare leggero e gradevole, anche quando accenna a omicidi efferati perpetrati su persone deboli, forse per puro divertimento. Si rimane affascinati dal pellegrinaggio dei protagonisti: una guida turistica astuta e un turista americano dalle mille stranezze. Parlando attraverso il primo dei due, l’autore mette in evidenza come all’antica vecchia nobiltà d’animo i giapponesi abbiano sostituito l’amore per il guadagno e i beni materiali. E quando l’americano scopre che le accattivanti promesse sexy dei volantini, sono in realtà una scusa per alleggerire il portafoglio, esplode in tutta la sua essenza.
Allora il tono diviene irritante, allucinato, raccapricciante e l’interesse cresce, mentre si diradano gli enigmi sulle personalità e il passato, fino all’immersione finale nella zuppa di Tokyo.
Murakami non ha più lo stile simil poetico dei romanzi d’esordio, per i detrattori lezioso e narcisista, la sua prosa orami è divenuta agile, senza fronzoli e si legge d’un fiato. Certo i suoi gusti rimangono poco gradevoli e non brillano certo per originalità, ma se il vero scrittore è colui il quale non ha paura di sporcarsi, questa è una qualità che non gli difetta di certo.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
matteo (28-11-2006) bel libro, non il migliore pero`(aspettiamo Coin lockers babies e 69) TRADOTTO IN MANIERA POCO DECENTE (dall`inglese) E CON UNA COPERTINA SCELTA CON I PIEDI.
MA mondadori non ha i soldi per progettare un po` meglio?
pessimo servizio nei confronti di Murakami che merita qualcosa di meglio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Matthia (15-11-2006) Bella storia, si legge tre quattro giorni, tutto di un fiato ma alla fine non lascia molto. Merito all'autore per saper coinvolgere il lettore Voto: 3 / 5 |  |  |  |
rigelblue rigelblue@interfree.it (11-10-2006) Non ho ancora finito questo libro, ma posso dire che la notte faccio strani incubi direttamente collegati al racconto di Murakami Ryu e questo per me significa che quantomeno riesce a penetrare nella mia mente, il che costituisce un ottimo motivo per consigliarvelo.
Preferibilmente non quando dormite soli!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Melly (27-09-2006) Ho letto questo libro in un giorno e se devo dare un commento penso sia un po' difficile catalogarne il genere..da una parte è un libro abbastanza leggero sia dal punto di vista letterario sia dal modo di scrittura e dall'altra parte è troppo cruento e a volte un po' rivoltante...Poi c'è questa copertina molto Japan che attira a comprare il prodotto...attenzione pero' perchè più di una volta ho trovato questo libro nella categoria per bambini e al solo pensiero di un ragazzino che chiede il permesso alla mamma per comprarlo e poi inizia a cimentarsi nella lettura mi fa rizzare tutti i capelli che ho in testa.... Ben descritti comunque i Night e i particolari di vita di queste donnine giapponesi...
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
nessuno mirokuildeviato@yahoo.it (09-09-2006) non sono un lettore,anzi i libir li detesto a meno che non siano testi universitari.metre leggevo il libro pensavo"che noia ,quante descrizioni non necessari",ma nonostante tutto l'ho letto in 2 giorni.A mio parere è un libro...come dire la suspance che sa creare il racconto è talmente alta che in determinati punti sembra troppo prolisso tanto da farti innervosire.Un libro carino da leggere anche per i Non-lettori. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maurizio crispi maurizio.crispi@gmail.com (26-04-2006) Penso che il punto centrale di "Tokyo soup" non sia tanto il "buonismo" con il quale è presentato il serial killer Frank, quanto piuttosto il doppio registro in cui si muove l'intera vicenda. Da un lato, c'è il rapporto ipnotizzante persecutore/vittima (come in una variante della cosiddetta "Sindrome di Stoccolma"), dall'altro la rappresentazione del serial killer come una sorta di superuomo che si arroga il diritto di uccidere o di far vivere, in nome della sua presunta "diversità" fondata sulla consapevolezza dell'essere uno che, in modo tanto perverso e crudele, tiene "la testa fuori dall'acqua", fuori dal "brodo" (da qui il titolo "Tokyo soup") del consumismo all'"occidentale", del desiderio smodato di capi griffati o delle loro imitazioni per perseguire il quale si rinuncia alla capacità di pensare con la propria testa e di "sentire" in modo personale e non omologato. L'andamento del romanzo è ipnotizzante all'inizio: sembra al lettore di essere stato calato all'interno di un brodo indifferenziato in cui diventa impossibile pensare i propri pensieri; successivamente assume un andamento incalzante e vorticoso, facendo scendere Kenji e il lettore in una vorticosa discesa agli inferi, per ritornare poi ad una sorta di esposizione del "manifesto" motivazionale e filosofico del killer Frank. In questo senso, non c'è la classica conclusione del thriller, alla fine: in fondo, il desiderio di Murakami (anche lui scrittore all'intersezione tra Oriente e Occidente) è quello d'elaborare un romanzo "filosofico" dietro l'apparenza di un thriller. Si può condividere il suo pensiero oppure no: in ogni caso il serial killer Frank non è un personaggio reale ma soltanto una rappresentazione metaforica di colui che in maniera arbitraria (e discutibile) si mette in una posizione di rottura rispetto alla melassa consumistica dei nostri tempi. Da questo punto di vista, anche se la materia narrativa è ben diversa Ryu Murakami - anche nello stile narrativa - fa pensare molto ad un Mishima e al suo superominismo nietschiano. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Murakami Ryu |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|