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Pera Marcello; Benedetto XVI (Joseph Ratzinger) - Senza radici. Europa, relativismo,... |
In questo libro, un uomo di Stato e un uomo di Chiesa confrontano le proprie analisi sulla situazione spirituale, culturale e politica dell'Occidente e in particolare dell'Europa. E, pur partendo da posizioni diverse, scoprono una sostanziale convergenza circa le cause della crisi e i rimedi che potrebbero correggerla. Marcello Pera e Joseph Ratzinger - un pensatore laico e un pensatore religioso - concordano sulla necessità di un rinnovamento spirituale prima che politico:; una crescita morale che dia senso allo sviluppo tecnologico, economico, sociale.
Recensioni 1 - 20 di 27 recensioni presenti. Media Voto: 3.70 / 5Luigi Murtas luigimurtas@tiscali.it (13-01-2009) Un libro da non perdere: unisce la chiarezza e la facilità di lettura a un discreto livello di approfondimento, e così riesce a cogliere due piccioni con una fava. Da un lato offre contenuti e motivazioni forti per un pensiero positivo e per un'idea di Europa seria e non relativista (e quindi davvero umana), dall'altro consente al lettore di elevarsi intellettualmente, come preannuciato dall'autore nell'introduzione. Le cose belle e vere esigono un minimo di sforzo e di impegno, quelle troppo facili non lasciano traccia.
Commovente la lettera di Benedetto XVI che ne rivela ancora una volta la bontà e la semplicità d'animo, per nulla ostacolata dal suo elevatissimo spessore intellettuale. Voto: 5 / 5 |
Bilbo (29-09-2008) Letto con grande aspettativa, aspettativa pienamente soddisfatta. Questo libro ha fatto crescere in me la simpatia profonda per Benedetto XVI (di cui non avevo mai letto nulla prima), finalmente qualcuno che da laico (Pera) afferma cose che ho sempre pensato e che mai nessuno si azzardava a dire per paura di essere tacciato da clericale. Insomma, era ora!!! Bilbo. Voto: 5 / 5 |
mat (15-03-2007) Ottimo scritto. La parte di Pera è forse un pò troppo accademica, ma cmq si tratta di un'opera veritiera. Voto: 5 / 5 |
dan (15-03-2007) Smaschera tutte le debolezze dell'occidente, il quale in nome di un laicismo esasperato, si sposta sempre più verso l'intolleranza, verso i credenti. Voto: 5 / 5 |
Marco marcoquincampoix@yahoo.it (13-06-2006) Leggendo alcuni commenti non posso non pensare alle "parole vuote" condannate dall'allora Cardinale Ratzinger.. questo libro è assolutamente da leggere. Voto: 5 / 5 |
giuseppe giuseppepizzulli@yahoo.it (20-03-2006) Un ottimo libro.Riuscire a parlare di temi così scottanti non è cosa da tutti credetemi.In un mondo dove cresce l'intolleranza e l'odio fra i popoli,l'outing di Marcello PERA e mazzinga è davvero coraggioso.Bravi ragazzi,prossimo traguardo i pax..... Voto: 1 / 5 |
Stefano (12-12-2005) E' un libro molto interessante che a tratti fa riflettere; in effetti il problema del decadimento dei valori e del relativismo è sotto gli occhi di tutti e penso che vada affrontato per il bene della società contemporanea. Mi sembra un po' troppo filosofica e professionale la trattazione di Pera; Ratzinger si esprime in termini più semplici e comprensibili. lo consiglio a tutti, specialmente a coloro che si oppongono al pensiero del "vivi e lascia vivere" tipico del relativismo. Voto: 4 / 5 |
Micaela Basile (17-10-2005) Indubbiamente un piccolo libro di grande spessore. Quando la saggezza di due persone diverse per fede e cultura, sanno trovare il gusto della ragione e della fede, al di la di ogni critica senza alcun valore, che alla fine li uniscono in una speranza del futuro dell'uomo in chiave positiva. E' questo, in fondo l'estratto del Cristianesimo. Le provocazioni intelligenti del sen. Pera ci aiutano a metterci davanti a noi stessi e ci obbligano in fondo a domande scomode oscurate dal relativismo e dal laicismo imperante che ha usurpato il ruolo della laicità. Dal suo canto Ratzinger risponde ponendosi spesso al posto di chi non sa trovare risposte facili alle domande che la nostra società inquieta ed insoddistaffa non sa dare.
E' un libro che si presta a facili strumentalizzazioni quando lo si legge senza alcun desiderio di voler realmente cambiare interiormente. Personalmente non posso che ringraziare la Provvidenza per aver ancora una volta saputo far emergere la presenza stessa di Dio attraverso un colloquio assolutamente non facile, e tuttavia praticabile da chi porta in cuore la buona volontà e tutta l'onestà di capire la Verità. Voto: 5 / 5 |
Filippo Provera jolietjakebluesitsme@hotmail.it (05-09-2005) interessante dissertazione sull'Europa e la sua evoluzione storica e ideologica, con una interessante critica al "modus cogitandi" odierno, il relativismo, ed alle sue pericolose conseguenze per tutto l'occidente, anche in relazione al suo contrapporsi con il mondo dell'islam. Voto: 4 / 5 |
Riccardo (04-09-2005) Questo è un libretto di propaganda, per di più pieno di inesattezze. Alcuni esempi: per Pera il libro di Huntington sul conflitto di civiltà è "più esorcizzato che letto". Forse è vero, ma chi legge Huntington si accorge subito del modo inesatto in cui Pera ne riporta le tesi: Huntington non predice affatto scontri di civiltà, ma ritiene che si debba fare tutto il possibile per evitarli (per inciso: Huntington è stato aspramente critico verso la politica di Bush entusiasticamente sostenuta da Pera). Per Pera le critiche rivolte all'Occidente derivano dal pericoloso relativismo. Falso: le critiche più convincenti (vedi Chomsky) hanno un presupposto universalistico, non relativistico, e partono dalla semplice constatazione che, se noi giudichiamo noi stessi con i criteri con cui giudichiamo gli altri, allora è inevitabile dire che la politica degli USA e dei loro alletati è stata per decenni, e tuttora è, una politica filoterroristica. E così via di seguito. Ratzinger dà una panoramica della storia europea degna di un manuale di V elementare, e dimentica, per esempio, l'influenza determinante del pensiero filosofico e scientifo islamico sull'Occidente medievale latino che tanto gli è caro. Insomma: un bel quadernetto fondamentalista neocon. Voto: 1 / 5 |
roma dario (15-07-2005) volevo solo ricordare una cosetta citando una frase del bravissimo Walter Donnini nel suo libro "Cristo, una vicenda storica da riscoprire": Dio, il grande artefice del mondo, non ha mai incaricato nessuno in particolare di rappresentarlo; né alcuno può arrogarsi il diritto di essere suo testimone esclusivo (se non per guadagnare un potere sugli uomini); né le sue verità furono scritte in alcun volume. parole sante! la mia opinione è: sei religioso? sono fatti tuoi e non c'è alcun bisogno di convincere nessuno altro ad essere religioso a meno che l'obiettivo non sia il raqggiungimento di una qualche forma di egemonia\autorità. sei cristiano? la sera dici le tue preghiere e te ne vai a letto, non c'è bisogno di alcun organo ufficiale che dica cosa fare, dire o pensare in nome di un dio che non ha mai incaricato nessuno di rappresentare la sua autorità in terra! la spiritualità non ha padroni ne gestori in terra . ognuno puo' avere le sue credenze e semplicemente...tenersele. ripeto, non c'è motivo di convincere qualcuno di una determinata spiritualità a meno che l'obiettivo non sia quello di instaurare una forma di potere... Voto: 1 / 5 |
PANICO FABIO lorwif@inwind.it (06-07-2005) Più che un commento, vorrei lanciare una provocazione; ma siamo, proprio, sicuri che M. Pera e J. Ratzinger non facciano, intenzionalmente, confusione tra relativismo e PLURALISMO di valori; e di seguito, perchè il riconoscere l'esistenza di altri valori etici e morali, fondanti il senso comune e fondamento del convivere sociale di altre comunità e popolazioni, deve essere, neccessariamente, condivisione? Io posso riconoscerne l'esistenza, ma non condividerli, oppormi, denunciarne l'arretratezza,la crudeltà, evidenziarne l'inadeguatezza per un sano vivere sociale, certo, tutto il mio disprezzo può esserci solo accettandone l'esistenza.
S. Agostino, come anche S. Tommaso, definivano il male etico come il cattivo uso della volontà e dell'gire sociale dell'uomo; come è possibile discernere il cattivo dal buono, se non accettando l'esistenza dei due opposti.
Pera e Ratzinger come posso definire i valori diversi dai loro, reputati universali e assoluti, se non accettandone l'esistenza?
Essere coscente dell'esistenza del diverso, del differente, insomma, per non farla lunga, PLURALISMO è, nella sua essenza, accettare, per quanto disprezzante possa essere, l'esistenza dell'opposto.
Mi si potrebbe obbittare, allora, anche l'accettazione dei valori del terrorismo, io credo invece, il terrorismo è il mezzo, lo strumento, errato, abomivevole, con il quale si cerca d'imporre ad altri i propri valori; la violenza, il male, l'odio non sono valori.
Un valore trova la sua ragion d'essere, in un desiderio, in un sentimento, in una fiamma che arde nell'animo o nel pensiero di ogni uomo.
E per concludere, i valori come la democrazia, la libertà, la tolleranza, il libero pensiero, l'uguaglianza, ecc ecc, trovano la loro essenza originaria nel cristianesimo e nel cattolicesimo?
Se è così, sia nella forma che nella soatanza? Voto: 2 / 5 |
Vittorio Tauber (14-06-2005) E' possibile un'etica cristiana non confessionale? Una religione civile europea simile a quella che Tocqueville scoprì animare lo spazio pubblico degli Stati Uniti? Perchè il politicamente corretto non giudica scandali come l'infibulazione, la sottomissione femminile, la strumentalizzazione religiosa, il tribalismo identitario, ma invece stigmatizza qualsiasi tentativo degli occidentali di definire una sua, pur storicamente data, identità? Sono questioni importanti, scottanti, difficili e urticanti: ma un grande filosofo della scienza e un finissimo teologo, non a caso di lì a poco eletto Papa, impostano i problemi in maniera esemplare, chiara, aperta ma non ambigua. Se vengono meno i valori universalistici dell'occidente, viene meno la democrazia, la libertà e l'eguaglianza: da leggere, per non dimenticarlo. Voto: 5 / 5 |
adriano la rocca adriano@amicosas.191.it (11-06-2005) Cercando di essere il più breve possibile, mi limito a constatare come nella visione di papa benedetto decimosesto, in perfatta aderenza al pontificato wojtiliano, il Cristianesimo si vada progressivamente trasformando nel cristianismo. Non vedo l'uomo, non vedo la sua salvezza, vedo solo una Chiesa sempre più autoritaria ed autoreferenziale. Voto: 1 / 5 |
Marco Basini (09-06-2005) Pur non condividendo molti punti del libro(sono l'unico comunista al mondo, perchè qui sotto leggo che non ce ne sono più) , faccio i miei più vivi complimenti a Ratzinger per la fermezza del suo pensiero e per la sua grandissima cultura. Sinceramente incolore ed inutile la parte curata dall'onorevole Pera: il libro si regge solo su Ratzinger. Voto: 5 / 5 |
maria (07-06-2005) Rimango sconcertata e delusa nel leggere i vostri commenti. Quanto razzismo subdolo, quanta intolleranza!
Credete che sia questa la strada che Gesù ha voluto indicarci?
Per fortuna che c'è un DIO che da lassù ci guarda e quando arriverà per tutti noi il giorno di lasciare questa terra ci renderemo conto di quante stupidaggini abbiamo detto e fatto. Voto: 1 / 5 |
Alberto (30-05-2005) Ho letto con particolare interesse le pagine a cura di Ratzinger, anche solo per capire un po' le idee del nuovo Papa. Egli mi pare piuttosto intollerante, se non altro perché è convinto, da buon credente, di avere la ragione in tasca, e pensa che gli AGNOSTICI come me sbaglino. Da parte di noi AGNOSTICI questo sentimento non è ricambiato. Almeno da parte mia rispetto le idee di Benedetto XVI, che è uomo di straordinaria cultura e di profonda intelligenza. Mi spiace solo che un uomo così talentuoso sia a tal punto acritico verso la religione che rappresenta...
Piuttosto incolori le pagine di Marcello Pera. Voto: 3 / 5 |
Roberto robertopetracca@libero.it (14-05-2005) Nel 1453 gli ottomani misero la parola fine alla millenaria storia di un Impero Romano d'Oriente oramai ridotto al lumicino dalla decadenza del mondo cristiano. Quando le truppe del Papa arrivarono a Costantinopoli gli ottomani avevano già compiuto la storia e del Basileus Costantino XI si erano oramai perse anche le spoglie, sublimate dal giubilo trionfante della Casa di Osman.
Rileggersi quella storia potrebbe aiutare l'Europa odierna a capire se abbia o no imboccato la strada della decadenza. Voto: 5 / 5 |
carlo (09-05-2005) ritratto lucido di un virus che attraversa nuovamente l'europa così come l'aveva attraversata già nel 1938. Un epistemologo e un (ex)cardinale , due personalità estremamente diverse, concordano sulla malattia che aflligge l'occidente viziato e decadente, che ha paura delle sue radici e che tenta continuamente di strapparle. Un film già visto e che fa venire i brividi. Voto: 5 / 5 |
michele michele.frontini@poste.it (30-04-2005) Interessante, in certi casi decisamente radicale e "inquinato" dai pezzi di attualità politica descritti in modo fazioso e alle volte semplicistico da Pera. Ratzinger è piuttosto fermo nella sua dottrina, fa tutto sommato il suo mestiere... Non condivido, spesso la sua posizione. Libro comunque valido, illustra l'ideologia del nuovo papa. Voto: 3 / 5 |
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