|
|  |
Alighieri Dante - La Divina Commedia. Paradiso | La terza "sublimis cantica" - come il suo autore stesso, con profonda consapevolezza e bellezza, la chiamò - contiene in sé qualcosa di unico, che la fa diversa da ogni altra composizione della letteratura a noi nota. Essa appare nuova anche rispetto alle altre due parti del poema, già così rivoluzionarie nell'invenzione e nel linguaggio. Perché la poesia del Paradiso non racconta vicende di uomini, non descrive paesaggi. Essa si sostanzia di cose che non si vedono e che, soltanto, per fede, si sperano. E tuttavia anche e soprattutto qui il genio di Dante riesce a esprimersi con versi di grande potenza, che si imprimono per sempre nella mente del lettore con immagini di straordinaria forza suggestiva.
Media Voto: 5 / 5Giovanni (29-03-2007) Versi di una bellezza quasi commovente.
Straordinaria tutta l'opera, che generalmente si considera "noiosa"rispetto all'Inferno e al Purgatorio.
Volete un consiglio? Leggetela tutta, e non soffermatevi solamente sull'ultimo canto!
Stupenda.
P.S.Volete un altro consiglio? Soffermatevi sul III, sul VI, sul X, sull'XI, sul XII, sul XVI, sul XVII, sul XXIII, sul XXX, e sul XXXII canto.
Sono i (se posso permettermi l'utilizzo di questo termine)migliori.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Foky (12-01-2007) Questa è, tra le tre cantiche che compongono quel capolavoro che è la Divina Commedia, quella che solitamente si giudica la più noiosa e ostica, lontana da quei fremiti d'umanità presenti nell'Inferno e nel Purgatorio: nulla di più sbagliato. E' vero che i versi con cui Dante descrive la bellezza paradisiaca sono tutt'altro che facili, ma una volta che si comicia a farci la mano e si entra al loro interno si schiude una poesia sublime e meravigliosa, che può arrivare a lanciarsi persino nella descrizione dell'indescrivibile (Dio) e in altri stupefacenti voli pirotecnici (come la straordinaria descrizione delle prime anime che il poeta incontra nel cielo della Luna). A uno che non le conosce, in effetti, le varie sezioni più strettamente dottrinarie possono sembrare astruse e verbose e i problemi discussi del tutto senza utilità per la vita normale (vedi la disquisizione sulle macchie lunari del II canto): per queste situazioni le note presentate sono assai utili, perchè una volta capiti i problemi (che all'epoca in cui furono scritti erano assai discussi e dibattuti) non si può fare a meno di ammirare l'eccezionale abilità di Dante nel riuscire a sistemare dei concetti scientifici e filosofici in versi (e che versi!)... Insomma, è un'opera geniale che merita di più di essere tenuta a prendere polvere su uno scaffale d'una biblioteca a fare bella mostra di se, senza che nessuno la legga. Leggetela!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Alighieri Dante |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|