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Veronesi Umberto - Il diritto di morire. La libertà del laico di fronte alla... |
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Titolo | Il diritto di morire. La libertà del laico di fronte alla sofferenza |
| Autore | Veronesi Umberto | Prezzo Remainder - 55%
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€ 5,40
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 6,60)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2005, 102 p., rilegato | | Curatore | Bazzoli L. |
| Editore | Mondadori
(collana Frecce) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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| I progressi medici e scientifici degli ultimi anni ci hanno in qualche modo illusi di aver raggiunto l'immortalità, facendoci dimenticare che la morte è un fatto biologico. La malattia, sostiene Veronesi, stabilisce una relazione così stretta fra medico e paziente da far sì che il medico sia in grado di interpretare le volontà dell'ammalato, non ultimo il rifiuto di sottoporsi a cure inutili, e il desiderio di morire con dignità. Il volume delinea la posizione intorno a questo tema dei vari Stati europei dove con l'eccezione di Olanda e Belgio, l'eutanasia è equiparata all'omicidio. Illustra infine il problema del difficile accesso alle cure palliative in Italia, dove esistono ostacoli legislativi all'uso farmacologico degli oppiacei.
Media Voto: 5 / 5Michele Lucivero michele.lucivero@istruzione.it (12-10-2010) Con enorme serenità e composta lucidità il medico Umberto Veronesi in queste 100 pagine affronta la spinosa questione dell’eutanasia come inalienabile diritto di morire. Non si tratta di una requisitoria, né di uno scontro serrato tra visioni del mondo e dell’esistenza, ma di una puntuale analisi su tutti gli interrogativi che ruotano intorno ad un problema così complesso come quello del confine tra ciò che è vita e ciò che è morte. Si fanno girare vorticosamente disposizioni giuridiche, argomentazioni etiche, prescrizioni religiose, considerazioni mediche, ma soprattutto tanti casi di uomini e donne oggetto di incomprensibili rimbalzi di tutoraggio esistenziale per lasciar decidere ad altri di una vita artificiale e dolorosa sulla quale gli stessi interessati avevano già espresso le loro considerazioni. La partita si gioca tra libertà inviolabile del soggetto e disponibilità della vita, due valori, variamente articolati, la cui preminenza dell’uno rispetto all’altro non può che essere discussa all’interno di un contesto pubblico e scevro da qualsiasi condizionamento ideologico da imporre anche a chi vuol decidere autonomamente come vivere e come morire senza arrecare danno ad altri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco ardentepazienza@hotmail.it (30-08-2006) Un gran bel libro,diretto ed esplicito su di un argomento tanto importante quanto non ancora affrontato con la sensibilità e la coerenza giusta; ma soprattutto un argomento non libero da motivi ideologici e morali secondo il mio parere imposti al pensiero di tutti...
Anche io ho dei principi morali e sono proprio questi che mi dicono che si debba morire nel modo meno sofferente e meno ipocrita che esista...
Devo diffondersi la discussione sull'argomento,ma seria e non fossilizzata sul pensiero di alcuni e basta.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nella de Stauber serafinella@libero.it (17-01-2006) "Il diritto di morire" mi è piaciuto molto. Mi piacerebbe che si potesse approfondire o allargare ulteriormente l'argomento. Spero che un libro siffatto acceleri un possibile diritto all'eutanasia anche da noi in Italia. L'occasione, offerta da questo libro di riflettere su tale diritto, è preziosa per chi non avesse mai affrontato il problema. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
domenico de giacomi ddegiac@tin.it (22-12-2005) Un libro onesto , non ipocrita , profondamente vero che esprime la realtà di oggi e di ieri su un diritto che per barbari motivi Ideologici , Deontologici , Etici , Morali , Religiosi ,politici e economici non si è mai voluto concedere . Il diritto di scelta che ogni essere Umano deve poter esercitare di fronte alle cure che si vogliono o no sulla propia pelle ,compresa nei casi terminali l'interruzione volontaria delle propie atroci sofferenze . E non lo si chiami piu per terrorizzare la Gente suicidio assistito .Diritti che nella vicina, Laica , Democratica , Civile Svizzera da poco sono divenuti Legge propio nel rispetto delle libertà di ognuno .Il fatto che un'Illustre Oncologo con l'esperienza del Prof Veronesi abbia avuto l'onesta e il coraggio ( forse in passato gli è costato il Ministero della Sanità data la dolorosa "Vaticano dipendenza " del Ns Stato ) di rendere pubbliche tali Sue valutazioni e indubbie esperienze è un grande merito con cui speriamo si possa far fare all'Italia un passo avanti nel rispetto delle libere scelte che ogni cittadino deve poter fare e che riguardano la Sua Vita al di là di Ideologie ,Politiche e Religiose che nulla di queste scelte dovrebbero poter condizionare .L'unica realtà che non condivido da medico è la definizione di stato vegetativo permanente che ne dà l'Illustre Professore circa la sua certa irreversibilità (l'aggettivo permanente implica l'irreversibilità pag 68 ) che è solo prognostica allo stato attuale della Scienza Medica e non diagnostica .Terry Schiavo,Eluana Englaro ,K.Quinlan sono gli esempi del senno del poi prognostico e diagnostico nella loro certezza ! Un libro da leggere per ogni Italiano propio nell'interesse del propio unico futuribile irreversibile fine in questa Società che spero con tutto il cuore cambi . Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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