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Pasolini P. Paolo - Petrolio | Iniziato durante i primi anni Settanta, durante le crisi petrolifera mondiale, e portato avanti fino alla morte, nel novembre 1975, «Petrolio» è un gigantesco frammento di quello che avrebbe dovuto essere un romanzo-monstruum di circa duemila pagine. Una enciclopedia del racconto, che comprende tutti i registri, bassi e alti, della scrittura. Appunti, annotazioni, una lettera a Alberto Moravia, schizzi e specchietti che compongono un libro «nero», pubblicato, con fedeltà all'autografo, solo nel 1992. Risulta da questi frammenti una disperata archeologia umana, un'esplorazione dei misetri della sessualità e insieme uno spaccato dell'Italia del boom tra oscuri complotti di potere e stragi di stato rimaste impunite.
Media Voto: 5 / 5FRANCESCO franzdebba@libero.it (07-03-2011) Credo siano molteplici le chiavi di lettura di questo enigmatico e singolare romanzo di Pasolini, che forse non è neppure corretto definire romanzo. Sembra davvero un coacervo esplosivo di riflessioni cupe accompagnate da digressioni oniriche, profonde introspezioni, devastanti analisi, pericolose digressioni, visioni apocalittiche, discese infernali, epopee metropolitane, allucinanti excursus intrisi di mitologia. Forse in questo misterioso scritto ove di tanto in tanto appaiono rivelazioni drammaticamente profetiche, c'è tutto il Pasolini degli ultimi anni della sua vita, e forse, tutti gli anni Settanta e Sessanta in Italia. Cosa avrebbe potuto scrivere in questo romanzo se il tempo gli avesse consentito di scriverlo? Che forma avrebbe assunto? Certo che a volte si ricava l'impressione di trovarsi davanti ad un testamento storico. Questo forse doveva essere per forza il suo ultimo scritto. Uno dei più misteriosi ed inquietanti capolavori mai scritti al mondo. Impressionante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanni Campo campercampo@libero.it (27-12-2005) Il personaggio mi ha da sempre incuriosito, ed adesso che per la prima volta mi sono accinto a leggere un suo libro mi rendo conto che le aspettative sono state ampiamente rispettate.
Un libro in cui il poeta-scrittore si guarda dentro, mettendo alla luce tutti i suoi pensieri. Non sono sicuro che tutto quello che ha riportato avesse veramente la voglia di pubblicarlo. Uno spaccato di vita, una capacità critica che ne fanno di Pasolini, un grande scrittore. Una capacità di esprimere i propri pensieri e sentimenti senza alcuna remora e senza paura di giudizi negativi.
Tutti dovremmo prendere esempio da un tale personaggio. Purtroppo oggi l'ipocrisia ne fa da padrone. Un libro da consigliarne la lettura a tanti critici o pseudo critici che ogni giorno invadono televisioni e giornali. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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