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Maurensig Paolo - Vukovlad. Il signore dei lupi | Nell'agosto del 1939, Emil Ferenczi si trova sui monti Tatra, in Polonia, per fronteggiare l'imminente invasione nazista come sottufficiale dei Cacciatori Ungheresi. Nel corso di lunghe marce attraverso una natura selvaggia e ostile, all'apprensione per la concreta minaccia del nemico si intrecciano, in un oscuro crescendo, atavici timori superstiziosi. Alla loro origine, una serie di scomparse e delitti che sono forse l'opera di una bestia spaventosa. La creatura, però, sembra avere i tratti del margravio di quelle terre, Vukovlad. Maurensig si muove sul crinale ambiguo del genere fantastico, costruendo un romanzo nel quale gli eventi si succedono sulle prime con rigore, come il lucido incedere di un cavallo degli scacchi, per poi frangersi subito dopo, travolgendo con sé il lettore nell'alternarsi continuo di logica e superstizione, razionalità e soprannaturale. E l'ambientazione alle soglie della Seconda guerra mondiale innesta, con uno straniamento di grande impatto, i più antichi, ancestrali orrori sul tronco del male della storia.
11 recensioni presenti. Media Voto: 3 / 5alessandro thekid73@alice.it (10-12-2011) non conoscendo minimamente l'autore, sono rimasto incantato dallo stile narrativo, permettendomi di dire che forse, complice sia l'ambientazione, cupa, fredda, antica, sullo sfondo della seconda guerra mondiale. La vicenda mi ha catturato fin dall'inizio, merito anche della scrittura coinvolgente.Un romanzo, un racconto, anche sui diversi, sugli emarginati, messo insieme come se fosse un romanzo gotico, un horror, dove pero, non solo il mostro, non è un mostro, ma è anche innocente. Bello. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
falusio71 (15-01-2008) Un puro esercizio stilistico di un grande autore contemporaneo, che ritiene di cimentarsi (chissà perchè) in un genere per lui nuovo ed inesplorato. Cionosotante fra ambientazioni gotico-lunari e manierismi carpatici, Maurensig non sembra troppo a disagio e dipana una trama sapientemente tenebrosa, anche se non certo originalissima, rispettando scolasticamente tutti i dovuti cliché e topoi crepuscolari. Un racconto ben scritto e piacevole da leggere. Tutto qui. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
socialclub (04-12-2007) Libro molto avvincente all'inizio. Paolo Maurensig scrive molto bene e sa creare una notevole tensione a mano a mano che procede la storia. Le riflessioni che i personaggi fanno sono molto interessanti. Molto bella l'atmosfera e nel lettore si creano notevoli aspettative che però a mio avviso rimangono frustrate da un finale infelice. Sembra quasi che l'autore avesse fretta di finire il libro. Un vero peccato, perchè Maurensig scrive molto bene e l'idea alla base del libro è buona. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
clara lunardelli clara.lunardelli@simail.it (20-10-2007) Che serve pubblicare libri così? Nelle recensioni ti descrivono meraviglie, poi leggi e ti ritrovi in mano una storia breve, che non si sviluppa mai, perché il male di cui cerchi gli aspetti e le ragioni è nella decina di pagine della prefazione e del prologo. Mi aspettavo un grande romanzo, seppure breve, e invece niente, solo attesa, perdita della strada e del tema, visto solo dall'esterno, da molta distanza, e che all'esterno resta. Peccato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Matteo (28-06-2007) Un racconto lungo abbastanza suggestivo, soprattutto per l'ambientazione. Meglio del precedente "Guardiano dei sogni", lontano dalle vette della "Variante", il capolavoro di Maurensig. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
rainbow tempofranco@inwind.it (03-03-2007) Altra prova molto apprezzabile di Maurensig, grande la capacità narrativa, incalzante, coinvolgente, solo un po' poverella la storia in sè. E poi una domanda che mi pongo come esperto di meteorologia: non è che le bizzarrie climatiche (passaggio tormenta di neve - caldo estivo) siano un po' inverosimili? Comunque, grazie Maurensig, scrittore altissimo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Stefano Domenicali (27-01-2007) Una bella favola per adulti, ben scritto, avvincente. Poco piu' di cento pagine, si legge in un giorno. Non saprei al momento dire se questo e' un pregio o un difetto.
Scrittore che gia' conoscevo e che ancora seguiro'. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Emiliano (13-01-2007) ...sono indeciso fra il 2 e il 3...mi ha fatto lo stesso effetto del film blair witch project: riesce a caricare attesa e una certa tensione perchè lo scrittore ci sa fare, ma poi esaurisce tutto in una fontanella di capodanno. Poco sfruttata la bella idea di incastonare il racconto in una seconda narrazione; la distruzione preannunciata a poche pagine dalla conclusione è in realtà poca cosa; il personaggio cattivo forse si sdoppia - comunque si squaglia - e chiudendo il libro restano solo un titolo sinistro e una bella copertina. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (08-01-2007) Ottimo lavoro dal punto di visto antropologico, ma secondo me incapace di catturare un consenso generale Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Federico (24-12-2006) Si tratta del primo libro (e penso l'unico) che leggo di questo autore. Scritto magnificamente, resta comunque una 'favola' (per quanto mi riguarda). Splendide le riflessioni contenute in questo libro (che potevano innalzare il mio voto al massimo). Ho deciso, invece di votare 'quattro', per il fatto della superstizione, affrontata con ancora troppa poca razionalità- ammirevoli, comunque, le supposizioni finali di Paolo Maurensig (e per l'amor del Cielo, lettere maisucole sulla copertina!!!). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
JOE (28-11-2006) STORIA UN PO' ANONIMA.
ONESTAMENTE NON CAPISCO LO SCOPO DI PUBBLICARE PICCOLI ROMANZI COSI'.
UN 3 DI SOLIDARIETA' AD UN AUTORE CHE AMO MOLTO PER I SUOI PRECEDENTI ROMANZI. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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