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Sontag Susan - Davanti al dolore degli altri | Sfogliando i quotidiani, guardando i telegiornali, assistiamo di continuo ad atrocità di ogni genere: distruzioni, bombardamenti, violenze su uomini e donne, vittime innocenti di guerre che non vogliono ma che subiscono passive e inermi. Nelle società contemporanee, in cui i mezzi di informazione hanno un ruolo sempre più centrale, il dolore degli altri è uno spettacolo all'ordine del giorno. Ma queste immagini ci fanno odiare la violenza o ne siamo incitati? Ci allarmiamo o diventiamo sempre più indifferenti? In queste pagine Susan Sontag si interroga sul modo in cui le immagini influenzano la nostra percezione di quanto accade, formano le opinioni comuni, inducono a contrastare i conflitti bellici o a sostenerli. La guerra civile spagnola, Dachau, Auschwitz, Cambogia, Bosnia, Rwanda, l'11 Settembre: Susan Sontag corre dal passato al presente, si sofferma sulle immagini che hanno assunto valore emblematico e mostra come hanno condizionato le nostre idee, le nostre credenze, le nostre passioni.
Alessandro Peleggi alessandro.peleggi@clonwerk.it (13-03-2009) Credo fermamente che Susan Sontag si sia distinta per opere più intense e pregnanti; il libro è a metà tra il saggio e il monologo letterario con l'unica pecca di non avere una reale "spina dorsale" ideologica. Dalla narrazione non emerge (o solo si intravede) ferma e decisa la posizione della scrittrice alla quale va comunque il merito di stimolare il lettore ad una riflessione sulla liceità e le modalità della rappresentazione del dolore. Foto e dipinti come e perchè devono o possono metterci al corrente di ogni atrocità che si compie nel mondo? Io ho la mia idea, voi ne avete un'altra... ma Susan Sontag come la pensa? Buone le intenzioni, debole il messaggio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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