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Augias Corrado - Quel treno da Vienna | Roma, 1911. La capitale è in festa per celebrare i cinquant'anni del Regno d'Italia. Tra l'inaugurazione di una mostra, la costruzione di arditi viadotti e le celebrazioni in pompa magna, il governo Giolitti si prepara alla poco gloriosa impresa di Libia con la quale spera di inserirsi nel "concerto" delle grandi nazioni europee. In questo scenario, un banale omicidio può rivelare un caso di spionaggio internazionale dai risvolti inaspettati in cui, tra gli intrighi di un quartiere residenziale, si muovono personaggi misteriosi. Primo romanzo di una trilogia italiana di spy stories il cui protagonista è nientemeno che Giovanni Sperelli - fratellastro del dannunziano Andrea commissario di pubblica sicurezza alle prese con rischi mortali.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3 / 5Simona (24-08-2009) E' il primo libro che riesco a finire solo per rispetto all'autore. Pesantissimo e per nulla interessante. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Michele Canalini michelecana@alice.it (28-02-2009) Un pregevole affresco della Roma sfarzosa, giolittiana e neo-imperialista dei primi anni del Novecento, ecco che cos’è il romanzo di Corrado Augias. Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1981 ma conserva ancora oggi una grande freschezza narrativa, animata da un’elegante prosa e da uno stile ricercato ma non per questo meno disinvolto. La struttura è quella di un giallo che chiama in causa gli eventi della Storia, quelli con la esse maiuscola, a partire dall’impresa in Libia a cui si stava accingendo proprio in quel contesto sociale l’esecutivo guidato da Giovanni Giolitti. Ma sono tanti gli elementi che entrano in scena all’interno della vicenda: accordi di diplomazia internazionale, problemi di politica interna, la preparazione dei festeggiamenti per il cinquantenario dell’Unità d’Italia (siamo nel 1911), l’arrivo di nuove mode e di quant’altro dall’Oltralpe, in quel periodo particolare del Novecento. Al centro della scena si colloca un personaggio singolare, ossia quel Giovanni Sperelli, ex commissario di polizia ma sicuramente più noto per la stretta parentela con Andrea Sperelli, il celeberrimo personaggio dannunziano. Giovanni conserva il gusto e la passione per il bello del fratellastro ma ha in più (o forse in meno, dipende dai punti di vista) una preziosa intelligenza analitica che lo mette a capo delle indagini per risolvere il mistero. Il resto è dato dallo sfondo della Capitale, splendida nei suoi palazzi nobiliari, nei suoi monumenti artistici e anche nella stretta commistione urbanistica con la campagna, all’epoca non tanto distante quanto oggi. E per poter ricostruire con tale esattezza topografica certi luoghi e per rievocare talune atmosfere del passato, era senza dubbio necessaria la penna di un maestro della scrittura, quale Corrado Augias, che con questo romanzo dà inizio ad una trilogia narrativa di spionaggio e intrigo, con al centro sempre l’affascinante e controverso Giovanni Sperelli, protagonista rispettivamente dei successivi “Il fazzoletto azzurro” e “L’ultima primavera”. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giancarlo (21-01-2009) Il libro non si presenta al massimo in tema di scorrevolezza, risulta quindi non lineare alla lettura, e relativamente alla vicenda poliziesca in esso narrata. Molto interessante, come sempre, la ricostruzione storica Augias si cala in una Roma del periodo antecedente la guerra italo-turca che raramente viene ricordato. Da leggere prima di, in ordine, Il fazzoletto azzurro e L'ultima primavera.
Giancarlo Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Valter (13-01-2009) Si tratta di un giallo storico ambientato in un periodo travagliato ma poco noto della nostra storia. Secondo me è apprezzabile sia la ricostruzione storica che la trama del romanzo, pur non essendo la migliore opera di Augias. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
fabio (30-08-2008) La forma del linguaggio certo non aiuta la scorrevolezza della storia forze piu adatta ad un saggio o ad una storia d'amore che ad un noire, ma la capacita di farti rivivere cosi intensamente un momento storico cosi distante non è da tutti.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Anna (28-08-2007) Pesantuccio. L'idea di fondo ed il periodo storico in cui è ambientato ci danno uno scenario poco studiato. A mio gusto, però Augias si perde in concetti elaborati, forme del linguaggio in cui ci si perde, facendo venir meno l'entusiamo di arrivare i fondo al libro. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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