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Questi venticinque racconti composti dall'autore a partire dal 1948 mostrano l'evoluzione dei temi e la maturazione dello stile dello scrittore, capace di mutuare i moduli della letteratura fantascientifica (primo fra tutti il viaggio nel tempo) e dell'horror (fantasmi, telefoni che squillano nel cuore della notte...) per parlare dei problemi della modernità con quel misto di allegria e malinconia che è da sempre la sua cifra distintiva.
Media Voto: 3 / 5vincenzo (23-11-2011) Questo non è un libro di racconti, ma un libro di "prove" di racconto, ossia di tutti quei pensieri personali di un grandissimo scrittore che, per onestà, non dovrebbero essere parte di un'antologia ma delle carte private. Molta filosofia americana, grandi spazi e poco altro. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Stefano69 (14-04-2010) Il libro propone una serie di racconti scritti dal grande Ray in un periodo di tempo compreso fra il 1948 e la fine degli anni ’90: purtroppo non è una delle sue migliori raccolte, certamente non al livello di “Paese d’ottobre” o “Molto dopo mezzanotte”. Non mancano racconti pregevoli, come ad esempio “Tempo intermedio”, “Bestie”, o “Primo giorno”, dove i temi più cari allo scrittore e i suoi toni caldi e malinconici emergono appieno, ma in generale la raccolta lascia trasparire un vago senso di stanchezza, di “già letto”. Sembra quasi una mera operazione editoriale, volta a sfruttare quanto più possibile il nome di Bradbury, che in tutto il mondo può vantare un gran numero di seguaci appassionati. Diamo comunque la sufficienza perché Ray è sempre Ray, e il suo marchio, pur in una pubblicazione non irresistibile come la presente, lo lascia sempre. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
AG (23-07-2007) Buona antologia di racconti del grande Bradbury. qua è la ci sono buoni momenti.
Mi piacerebbe che Mondadori ristampasse e valorizzasse meglio la produzione di Bradbury, autore sempre sottovalutato dall'editoria e relegato nel settore fantascienza. Ho appena finito di leggere l'introvabile "l'estate incantata", che ho trovato di seconda mano in un'edizione oscar Mondadori. un libro davvero meraviglioso come pochi altri. Grande, grande Bradbury.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
maurizio codogno mau_x@spambob.net (13-07-2006) Bradbury è generalmente noto come autore di fantascienza, si pensi alle Cronache marziane oppure a Fahrenheit 451. Ma la definizione è riduttiva: non tanto perché la SF sia un genere di serie B, ma perché la sua vena lirica spazia anche su tanti altri argomenti. In questa sua raccolta di racconti ci sono alcuni temi che ricorrono spesso: l'io narrante scrittore, il ritorno al passato, un certo malinconico crepuscolo. Non aspettatevi storie con un climax: Bradbury tende a fare più che altro degli spaccati di vita, con quella sua prosa che confesso a tratti non riuscire a capire - mi sono fidato della traduttrice. Segnalo in particolare "Trapianti di cuore", una di quelle storie che sai esattamente come va a finire ma non puoi fare a meno di sentirtela dentro, e "One-Woman Show", un altro modo di vedere come la vita sul palcoscenico si mangi quella reale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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