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Hollinghurst Alan - La linea della bellezza | È l'estate del 1983 quando il giovane Nick Guest si trasferisce a Notting Hill nella splendida casa di famiglia di Gerald Fedden, un ambizioso deputato conservatore. Nel pieno dei rampanti anni Ottanta, Nick viene lentamente catturato nel mondo a lui finora ignoto dei Fedden, un mondo fatto di ricchezza e potere, popolato di "mostri" curiosi e intriganti. In un momento storico che offre grandi opportunità, Nick è in grado di realizzare le sue ossessioni private. Sarà però l'incontro con un ricco affarista libanese dal fascino sinistro a sconvolgere la sua vita, prima del disastro in cui rimarrà coinvolta la famiglia Fedden.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.57 / 5giorgia (25-06-2008) Ci è voluto un po' a ingranare con questo libro. Effettivamente lo stile di questo scrittore è impegnativo e raffinato nella continua analisi introspettivea di ogni singola azione e pensiero dei suoi personaggi. Eppure dopo un po' mi sono lasciata coinvolgere nel suo mondo alto borghese annoiato e svuotato di senso, e nei suoi personaggi travagliati e sballottati tra amori omosessuali e la sorpresa della morte.
Davvero un virtuoso della penna, lui, e bravissimo a descrivere l'anima di un periodo storico in un certo tipo di società. Nonstante questo, non leggerei un altro suo libro, per la paura di ritrovare simili trame personaggi e atmosfere.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lalli (12-09-2007) UN'IMMERSIONE IN APNEA NEL MONDO OMOSESSULE DEGLI ANNI OTTANTA. IN ALCUNI TRATTI SI PROCEDE ALLA LETTURA PER FORZA D'INERZIA MA IL FINALE E' BELLISSIMO Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Mauro (19-02-2007) Romanzo ben scritto, elegante. Trama intigrante, un bel ritratto dell'Inghilterra degli anni 80. Booker Prize ben meritato! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (19-05-2006) Meraviglioso! Una prova di grande letteratura (non per nulla ha vinto il Booker Prize, e scusate se è poco). Uno sguardo critico e al tempo stesso partecipe su una serie di personaggi indimenticabili. Una storia appassionante. Una trama sorprendente - con dei "buchi" temporali che finiscono col rendere il tutto ancora più affascinante. Avendolo letto in inglese, posso anche dire "scritto divinamente" - spero che la traduzione italiana sia degna di cotanta padronanza della lingua inglese. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano (16-05-2006) Pessimo. Con questo romanzo, Hollinghurst raggiunge il nadir della sua produzione letteraria. Trama sbrindellata, personaggi opachi, linguaggio paludato e lento. Non si capisce dove voglia arrivare, che cosa voglia dire. Va bene per chi ritiene che la "letteratura" equivalga alla "noia". Da lasciar perdere. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Pierluigi (19-04-2006) Semplicemente divino..Hollinghurst non e' uno scrittore..e' un compositore...questo libro e' una sinfonia!
"Piacere letterario" allo stato puro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Angelo Ventura (18-04-2006) Questo libro ha grandi pretese letterarie, e l'autore si è voluto richiamare a Henry James, ma a mio parere questo romanzo è l'equivalente letterario del Valium. L'azione è lenta, i personaggi decisamente poco interessanti e per nulla coinvolgenti, la "storia" è inconsistente.Lo stile di scrittura è molto raffinato ed elegante, ma questo non basta a farne un romanzo interessante. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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