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Gogol' Nikolaj - Le anime morte |
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.66 / 5liberam3nte (31-10-2010) «...Russia! Russia! Ti vedo dalla mia meravigliosa, splendida lontananza, io ti vedo: c'é povertá in te, scompiglio, desolazione; non rallegrano, non incutono timore allo sguardo gli arditi portenti della natura, coronati dagli arditi portenti dell'arte, cittá dagli alti palazzi con mille finestre, cresciuti sui dirupi, alberi pittoreschi ed edere cresciute sulle case, tra il rumore ed il pulviscolo eterno delle cascate; non si rovescia indietro la testa per guardare i massi di pietra che incombono, innalzandosi senza fine sopra di essa e su nel cielo; non rilucono attraverso oscuri archi gettati l'uno sull'altro, avviluppati di tralci di vite, d'edera e d'infiniti milioni di rose selvatiche, non brillano attraverso di loro in lontananza gli eterni profili dei monti lucenti, che si protendono nei cieli argentei, luminosi. Tutto in te é aperto, deserto e piatto; come punti, come piccoli segni impercettibilmente affiorano in mezzo alle pianure le tue piatte cittá; nulla seduce ed incanta lo sguardo. Ma quale forza incomprensibile, segreta attira a te? Perché s'ode e risuona incessante nelle orecchie la tua canzone malinconica, che si diffonde per tutta la tua estensione e la tua ampiezza, da un mare all'altro? Che c'é in essa, in questa canzone? Cos'é che chiama, e singhiozza, e si afferra al cuore? Che suoni sono questi, che morbosamente carezzano e cercano di raggiungere l'anima e palpitano vicino al mio cuore? Russia! che vuoi dunque da me? Quale legame incomprensibile vi é tra noi? Cos'hai da guardare cosí, e perché tutto ció che é in te ha rivolto verso di me occhi colmi di aspettativa?...»
Nel bel mezzo delle anime morte, quelle che non sono ancora state tolte dai registri fino al prossimo censimento, e quelle che ancora vive si mostrano giá morte da tempo, Gogol si rivolge all'anima morta in primis, quella che contiene tutta la magnificenza di questa opera, che ne traccia i lineamenti, che ne avvolge gli accadimenti, come tra le braccia di una grande madre, tanto amata, eppur tanto temuta... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano (01-08-2009) Grande libro. Sa essere piacevole ed ironico in alcune pagine e straordinariamente lirico e commovente in altre. Peccato che ci sia giunta integra soltanto la prima parte (dovevano essere tre). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Federico (18-01-2008) Divertentissimo e molto ben scritto, un capolavoro che è stato un vero piacere leggere.
Non c'è altro da aggiungere su un classico come questo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Daniele (26-09-2007) Siamo senz'altro di fronte ad uno dei capolavori della letteratura russa. Un ritratto della società di provincia: pigra, ottusa, arraffona e imbrigliona quando le si offre l'occasione. La maschera grottesca che Gogol' fa indossare ai suoi personaggi è una satira feroce della società russa del tempo, ma applicabilissima anche al nostro mondo. Mirabile è la descrizione delle bassezze umane dei proprietari terrieri che ingrassano sul lavoro dei contadini, dei funzionari incapaci e corroti, e del protagonista e imbroglione Čičikov. Una tragicomica storia di una truffa che alla anche al lettore contemporaneo risulta attualissima e godibilissima. Un titolo immancabile in una buona biblioteca. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Antonio Gatti antonio.gatti@gs.com (30-04-2007) Difficile esprimere un giudizio su questo libro che non sia banale, un classico che ha avuto milioni di lettori e' per forza un capolavoro. nel consigliarvelo mi associo al giudizio precedente, ottima edizione, curata nei minimi dettagli. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro (10-03-2007) La traduzione è lodevole. Interessante il prologo, nonché la postfazione di Belyj. In succinto, un'ottima edizione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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