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Kerouac Jack - Sulla strada | Sal Paradise, un giovane newyorkese con ambizioni letterarie, incontra Dean Moriarty, un ragazzo dell'Ovest. Uscito dal riformatorio, Dean comincia a girovagare sfidando le regole della vita borghese, sempre alla ricerca di esperienze intense. Dean decide di ripartire per l'Ovest e Sal lo raggiunge; è il primo di una serie di viaggi che imprimono una dimensione nuova alla vita di Sal. La fuga continua di Dean ha in sé una caratteristica eroica, Sal non può fare a meno di ammirarlo, anche quando febbricitante, a Città del Messico, viene abbandonato dall'amico, che torna negli Stati Uniti.
Recensioni 1 - 20 di 58 recensioni presenti. Media Voto: 3.58 / 5Fabio-FI (08-11-2011) Per prinicpio non ho mai abbandonato un libro in vita mia, li ho sempre finiti tutti. Ma questo è stato un calvario, una fatica impressionante per finirlo. Non so come ho fatto a resistere per arrivare in fondo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Roberto (18-09-2011) Il peggiore libro mai letto(scritto?)o forse alla pari con "Tropico del cancro", come siano arrivati ai giorni nostri è un mistero. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
martino martinoino@yahoo.it (11-03-2011) ...gli altri libri di kerouac gli ho retti sino alla quindicesima pagina, con questo sono andato ko alla decima: ma che roba è?...di una noia e banalità uniche...fra i tanti sopravvalutati, kerouac è addirittura peggio di hemingway... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
cri (10-02-2011) Uno dei libri piu' noiosi della storia della letteratura! Terribile. Si potrebbero permutare a caso le pagine del libro senza stravolgere la narrazione, e probabilmente la maggiornaza dei lettori non se ne accorgerebbe... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
valentina (27-01-2011) Chi definisce questo romanzo capolavoro forse dovrebbe cercarne il significato sul dizionario o leggere autori che di CAPOLAVORI ne hanno fatti davvero!NOIOSO, NOIOSO, NOIOSO!BANALE, BANALE, BANALE!Sicuramente nel contesto di quegli anni sarà stata un'opera che avrà avuto un senso, ma sinceramente oggi non gliene trovo uno. E l'autore non aiuta in questo!Non trasmette nulla al lettore, nè lo coinvolge facendoglielo sentire davvero lo spirito "on the road"!!Mi è piaciuta una sola pag. su 362!Uno scialbo diario di bordo in cui le stesse situazioni si ripetono sino alla nausea, cambiano solo le città!C'è chi ha parlato di profondità?In quale parte?Credevo fosse ricco di dialoghi e riflessioni sulla vita, sul senso profondo del loro viaggio sulla strada, invece mi ritrovo a leggere pagine e pagine di un folle che abbandona donne (la parte dedicata al sesso femminile è squallida fino all'inverosimile!!!) e figli per il mondo, senza contare lo stesso Sal quando era malato...e poi questo sarebbe il libro sull'amicizia???E Dean sarebbe un idolo???Bah!!!!!Spero di non conoscerla mai questo tipo d'amicizia allora!Non mi ha lasciato davvero nulla, un libro inutile che mi ha delusa al 101%, spero di non buttare mai più soldi così!Si parla di "grande autenticità artistica ed esistenziale"?Vorrei parlare con chi ha scritto queste parole visto che non si capisce assolutamente nulla della psicologia e del carattere dei personaggi (centomila persone nominate che non hanno ruolo sostanziale!)!Se ci fosse stata la possibilità non gli averi dato neanche una stella!Quella che c'è è perchè almeno è chiarissima la distinzione che voleva mettere in luce tra il conformismo e la beat generation della società americana di quegli anni...per il resto...BOCCIATO su tutta la linea!!!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Nicola Mosti (15-11-2010) Il libro è inconcludente, a tratti noioso e neppure originale, poiché non si tratta neanche del primo autore che affronta il tema della vita di strada (vedi John Fante, Henry Miller, etc...).
Tuttavia, per una serie di motivi, "On the road" conserva a tutt'oggi un indiscutibile fascino.
Sarà per le atmosfere cinematografiche che ha ispirato, sarà perché Kerouac ha posto davvero pochi limiti alla voglia di sperimentare, sarà che il tizio sapeva scrivere o chissà per quale altro motivo. Nondimeno, si deve risconoscere all'autore che tratta di esperienze vissute in prima persona ed a buon diritto può esser pertanto considerato uno dei pionieri della beat generation.
Già... adesso ricordo perché salverei Kerouac:
"Perché per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano, come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno Oooohhh!"
Tratto da "On the Road" Voto: 4 / 5 |  |  |  |
KidChino (28-09-2010) Che dire! Un capolavoro. Forse per molti non è facile identificarsi in un mondo come quello descritto nelle avventure incredibili di Kerouac in quegli anni, ma se ne avessi la possibilità e la compagnia adatta partirei domani stesso! E' un mondo lontano negli anni dal mondo di oggi ma non negli usi. Certo l'uso di droghe, l'abuso di alcool e l'essere in qualche modo voglioso di buttarsi sulla strada e assaporare la vita in tutti i suoi aspetti oggi non ha più l'effetto che poteva in una società conservatrice e passatemi il termine "ottusa" degli anni 50 ma ancora oggi tutto ciò fa un certo effetto. Lasciare tutto e tutti per intraprendere un viaggio come questo non è facile, senza una meta ma solo con un sogno e tante speranze. Una storia dove l'amicizia, l'amore per il prossimo e per quello che c'è intorno viene descritta in maniera semplicissima ma profonda allo stesso tempo. Il finale è una metafora della vita che va soppesata con le giuste parole. Si è sempre davanti ad un bivio, e sta a noi e solo a noi decidere quale sentiero imboccare che sia giusto o sbagliato, per fare le esperienze che ci porteranno poi ad essere quello che saremo o che già siamo. Veramente un capolavoro visto in quegli anni e visto ai giorni di oggi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
cristina (31-08-2010) Io amo tanto kerouac perchè racconta lo sradicamento. Lui ci narra il dolore dell'emarginazione, e il folle tentativo di trovare un'altra via. Certo, oggi le sbronze non fanno più effetto a nessuno, ma negli anni '50 dell'america di McCarthy ha rappresentato la voce del dissenso. Kerouac cercava un diverso modo di intendere la vita, pur nelle sua grande fragilità.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
GordonCinque (28-07-2010) Sono passati più di cinquantanni dalla pubblicazione e riesco ad immaginare lo shock che ha potuto causare nelle persone di allora, la voglia di stare sulla strada,ma in una società globalizzata è solo un romanzetto noioso, ripetitivo, in cui non succede nulla.
Abbandonato a pagina 170.
Voto 5 per l'idea in contesto anni 50
Voto 1 per l'oggi
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
kiara (01-03-2010) bhè.....leggerlo ora non fa molto effetto,ma ai tempi in cui è uscito ,questo romanzo proponeva una visione del mondo diversa e istintiva...che pochi osavano anche solo pensare.....lo stile è frenetico,non ci sono pause...sal e dean hanno sempre quest'istinto,questa voglia, di partire,non riescono ad accontentarsi della normalità,sono sempre alla ricerca della "cosa"....ho amato questo libro soprattutto per la figura del protagonista,l'autore :jack Kerouac....lo ammiro molto per il suo stile di vita...sregolato,passionale,artistico,ma nonostante questo rimane sempre,anche in mezzo alle situazioni più dure,speranzoso e ,a suo modo, non smette mai di amare la vita......il libro è il simbolo della beat generation....che è nata allora,ma la sua filosofia è viva ancora adesso,questo libro mi ricorda infatti anche la mia di generazione:ragazzi perduti,non possiamo avere più sogni,il futuro appare anche a noi come una lunga e ignota strada,una strada che dobbiamo percorrere da soli....ma sempre desiderosi di fare nuove esperienze,sperimentare tutto,non arrenderci mai di cercare,anche noi,la "cosa"come dean e sal....che questa cosa sia la felicità?.................leggete il libro XD Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lovestoned (06-01-2010) Non capisco davvero come facciano a ritenerlo un capolavoro della letteratura.
E' tremendamente noioso, il protagonista fa sempre le stesse cose tutte uguali, i personaggi non sono un minimo approfonditi o sfaccettati.
non ci ritrovo la bellezza del viaggio on the road, mi sembra che siano toccati i vari paesi così tanto per, poche descrizioni, poca magia... è un diario di bordo. anzi un taccuino di bordo.
assolutamente BOCCIATO e ABBANDONATO a tre quarti, è a dir poco illeggibile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
carmine cibelli carmine1989napoli@hotmail.it (23-12-2009) "..perchè le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del TUTTO E SUBITO, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità..ma bruciano,bruciano..brucianO! ANDREBBE LETTO GIà SOLO PER QUESTA FRASE RIFERITA A DEAN MORTIARTY!
PS 4 xke nn l'ho ancora finito :) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
guith (07-12-2009) diamine !! andava letto a sedici anni !! probabilmente descrive una condizione esistenziale propria dei giovani , o meglio dei giovanissimi . Lungo ( troppo ) ripetitivo ( troppo ) . Pensavo di avere una seria lacuna a non averlo ancora letto , ma forse era meglio che restasse tale . Ci sono delle parti salvabili e divertenti , ma non compensano il resto . A molti comunica la voglia di partire , la "frenesia" . Quest ' ultima l ' ho vissuta anche io , ma si è manifestata nella voglia di abbandonare il libro ad ogni lettura . Lo consiglierei a chi ha un ' età compresa tra i 13 e i 20. Potrebbe essere il vostro libro di culto ! Coloro che sono leggermente più in là con gli anni lascino perdere. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Marcello (19-11-2009) Splendido. Un romanzo introspettivo e coinvolgente. Kerouac scrive con una schiettezza invidiabile, come se volesse parlare faccia a faccia con il lettore, senza alibi o ipocrisia, raccontando la sua storia reale. Ecco, "reale": tutto questo romanzo è "verità". Lo scrittore riflette sull'America e capisce che questa è divisa in due estremità: nella prima estremità, vive l'indifferenza e nella seconda invece la "creatività" con quest "ansia di vivere la vita".... e come viverla se non attraversando tutta la nazione con una macchina scassata? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
il drugo balkan978@yahoo.it (07-11-2009) Beh senza voler rovinare il finale ai lettori c'è una cosa che desidero precisare: è la strada il collante che unisce Dean a Sal Paradise, terminata essa solo un bivio: ripartire per un'altra avventura per gli States o separarsi definitivamente! E' una storia di amicizia e rispetto questa di Kerouac con tanto di finale aperto.
Non adoro particolarmente la beat generation ma questo scritto valeva oro nei Cinquanta e vale oro nei Duemila perchè infondo tutti noi dovremmo una volta nella vita percorrere la strada, la nostra strada. Ognuno ha la strada che si merita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristian (07-10-2009) Da come me ne parlavano mi aspettavo ben altro. Vi sono almeno 200 pagine di troppo; leggermente ripetitivo. Molto meglio "Angeli della desolazione" o "I sotterranei", sia per la scrittura più audace sia perché (e parlo del secondo) molto più illuminante nel descrivere i sottofondi bop d'America. Questi sì, da leggere. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Davide (08-07-2009) Ho letto questo libro a 20 anni e mi sono accorto che metteva nero su bianco il mio stato d'animo. L'inquietudine, l'eterno bisogno di andare, la voglia di nuove esperienze, di nuovi traguardi, la disillusione, il dolore e l'ansia di vivere, il voler cogliere in ogni momento il massimo senza tuttavia riuscirci. Oggi di anni ne ho quasi 30, eppure ogni tanto sento il bisogno di riprendere in mano quelle pagine, ormai sgualcite, sottolineate, appuntate. Sulla strada è un'opera che lascia perplessi dopo la prima lettura, che va capita, assaporata lentamente, per coglierne l'anima triste e profonda che sta dietro a questo flusso spesso confuso di parole e pensieri. Chi dà giudizi negativi perchè si aspettava suspence, colpi di scena, trame avvincenti o storie incredibili dimostra a mio avviso di non essere riuscito ad entrare in quest'opera fino in fondo, limitandosi ad una lettura superficiale, attenta alla forma ma non alla sostanza, o più semplicemente dimostra di non sentire propri i malinconici stati d'animo dell'autore e dei suoi personaggi. Sulla strada è questo, o lo si ama o lo si odia, per quanto mi riguarda resta ancora oggi la lettura più significativa della mia vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ilovethisgame (13-06-2009) uno dei pochi libri che cambiano la tua esistenza...allora ragazzi per chi ha dato voto 1 ma scherziamo??? come non cogliere l'energia che sprigiona questo libro...la voglia di vivere dei personaggi e le loro avventure alla ricerca del significato più vero della vita! alcuni passaggi sono da sottolineare, tracsriversi da qualche parte e portare sempre con te! uno dei libri più belli ed unici che ho mai letto! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano (08-06-2009) Non condivido alcuni aspetti dei personaggi e delle loro storie e purtroppo non posso apprezzare a pieno alcuni tratti del racconto (per esempio le descrizioni dei concerti jazz) poichè non ho vissuto quegli anni ma bisogna sicuramente ammettere che l'autore descrive molto bene e molto profondamente gli aspetti della generazione che ha caratterizzato gli anni '50-'60 e che fa parte della nostra storia! Da leggere, anche per i giovani come me. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Valter (26-04-2009) Apprezzare un libro non significa condividerne integralmente il messaggio. Nel suo stile personale e concitato, quest'opera ci trasmette in pieno la cascata disordinata di pensieri e azioni di un gruppo di viaggiatori in un universo talvolta immenso talvolta ridotto ad un microcosmo. Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 58
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