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Vian Boris - Sputerò sulle vostre tombe | Scritto per scommessa nel giro di quindici giorni, nell'estate del 1946, "Sputerò sulle vostre tombe" è un libro dalle tinte forti, che mescola pulp e erotismo e che valse al suo autore celebrità e scandalo. Nascosto sotto l'identità dello scrittore immaginario Vernon Sullivan, autore nero censurato in America a causa del razzismo, Vian ci racconta in queste pagine la vicenda di Lee Anderson, nero dalla pelle bianca che, per vendicare la morte del fratello, si fa prima ammettere all'interno di una cerchia "bene" di bianchi e poi progetta di sedurre, insieme all'amico Dex, le sorelle Asquith, tanto belle quanto fredde e inavvicinabili. Su questa trama Vian intesse tutti gli elementi del mito della "gioventù bruciata" degli anni Cinquanta: automobili a folle velocità, brividi dell'avventura, alcol, violenza, sesso. Il libro costò all'autore una condanna per offesa alla morale. Boris Vian (1920-1959), laureato in ingegneria, scrisse romanzi, poesie, libretti, drammi e canzoni. Fu anche attore, ballerino, musicista, critico musicale, giornalista, soggettista cinematografico.
Media Voto: 3.66 / 5M.B. (14-05-2011) Per essere stato scritto in sole due settimane, e per scommessa per giunta, è un ottimo testo. Ben congeniato a livello di racconto, ben strutturato, con un intreccio narrativo che stupisce.
Fatto sta che l'editore di Vian per aver voluto pubblicare un libro del genere (di "scandalo") deve aver avuto molto coraggio. E gli è andata anche bene, per la civiltà ottusa degli anni '50!
Un ottimo testo comunque, lo consiglio a tutti coloro vogliano una storia con classico finale a sorpresa (anche se poteva essere scritto meglio), e uno stile rapido, discorsivo! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
elena (27-08-2007) è un libro crudo, che ti lascia una strana sensazione... alla fine sai la storia del libro, di quello scrittore francese che si spaccia per americano, che è bianco e si spaccia per nero (o viceversa), che è stato scritto alle soglie degli anni 50... se non si sapesse tutto questo, sicuramente non avrebbe il suo perchè d'esistere. forse. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Paolo Franchini info@paolofranchini.tk (06-11-2006) L'autore, sotto lo pseudonimo di Vernon Sullivan, lo scrisse per scommessa in un paio di settimane nell'estate del 1946.
E' la storia di un certo Lee Anderson, un uomo di colore nato bianco (ebbene sì, ogni tanto capita anche questo) che vuole vendicare l'assassinio del fratello. Dopo aver preso in gestione una libreria, Lee riesce ad entrare nella cerchia "bene" dei bianchi della zona e con un amico inizia una serie incredibile di scorribande scabrose, fatte di alcol, musica e sesso violento. Avete presente quelli che chiamano "belli e dannati"? Bene, Lee Anderson e' uno di questi.
Nemmeno il tempo di uscire che il romanzo divenne un best-seller. La censura, cosa inevitabile a quell'epoca, se lo pappo' in un boccone e il suo autore venne condannato per offesa alla morale. La critica lo fece a pezzi ma, nonostante tutto, di lì a qualche anno ne venne tratto un film. Per evitare problemi, a Boris Vian fu impedito di collaborare alla sceneggiatura. La cosa lo ferì a tal punto che un infarto se lo porto' via proprio nel giorno della "prima".
Si legge in un fiato, credetemi. Ah, dimenticavo: i deboli di stomaco si tengano un secchio a portata di mano... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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