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Hugo Victor - L' ultimo giorno di un condannato a morte |
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.25 / 5Enrico (04-11-2011) Per la durata delle quasi 100 pagine sono stato io il detenuto, ho provato io le sue sensazioni, io sono stato rinchiuso tra le quattro mura della cella, io ho preso parte al processo e ho solo intravisto uno spiraglio di luce dalle piccole fessure della cella. Un piccolo capolavoro di dununcia alla pena capitale. Grande Hugo. Confermo la mia preferenza per un maestro che colloco tra i primi posti dei narratori. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Palestrione james_utopia@libero.it (17-07-2010) Un'opera minore di Victor Hugo, scritta in età giovanile, ma che riprende tutti i temi dei grandi romanzi della maturità. Primo fra essi è la condizione del detenuto, un uomo escluso dalla società e condannato a un'esistenza pietosa. Leggendo alcune pagine mi è parso di intravvedere Jean Valjean. Da quello che ho capito il protagonista senza nome finisce in prigione per aver rubato del pane: è la stessa ragione per cui Jean Valjean finisce nel "bagno penale" di Tolone.
Il romanzo dimostra che Victor Hugo era molto attento ai problemi del popolo. Forse lo si può accusare di mero populismo, ma secondo me le sue osservazioni non sono fuori luogo né eccessivamente retoriche. Il suo grande spirito romantico non delude mai.
Hugo si conferma un monumento della letteratura anche in un'opera minore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (24-09-2009) Un piccolo capolavoro di poche pagine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matteo oasisnoel82@hotmail.com (26-11-2007) Credo che spesso ci siano libri che non hanno la visibilità che meriterebbero invece gli venisse accordata...
Questo, a mio modo di vedere, nonostante la firma autorevolissima del suo autore, è uno di quei libri per i quali misteriosamente non si fa abbastanza per farlo conoscere al pubblico...Quante misteriose incongruenze anche nel mondo librario..
Il libro è molto particolare perchè racconta a mo' di diario, gli ultimi giorni, le ultime ore, gli ultimi minuti, gli ultimi secondi, gli ultimi istanti, di un condannato a morte, pentito, padre e marito, intimorito verso cio' che lo aspetta. Quest libro è un mondo di emozioni, sensazioni, battiti cardiaci sensazionale...Il coinvolgimento del lettore è pieno, intenso, drammatico tale da accompagnare il personaggio nel suo cammino agonioso verso la morte quasi mano nella mano se non addirittura incarnato in esso...
Tutto ha una ricchezza e un valore, anche una singola parola, mai lasciata al caso...
Il personaggio incarna le debolezze, le paure, le contraddizioni umane, incarna la fragilità dell'essere sul punto di non ritorno perchè tutto è ormai perso, nell'inevitabile effimeratezza di una vita che se ne va secondo dopo secondo con tutti i ricordi e i momenti vissuti...
A me ha colpito in maniera particolare quest'opera di Hugo, che è stato fenomenale nel sapersi incarnare alla perfezione nel suo personaggio pensato e delineato non tanto fisicamente quanto moralmente, eticamente, sentimentalmente...
Uno di quei libri che consiglierei vivamente anche al mio peggior nemico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sdazio s.dazio@virgilio.it (04-07-2007) Sorretti da una scrittura scorrevole e da un sostenuto ritmo narrativo, condividiamo le torture del condannato, blandito e coccolato dai carcerieri: che non si faccia male prima di essere giustiziato! Il crimine che ha commesso ci è ignoto, del suo passato conosciamo solo gli affetti famigliari: è un criminale, il soggetto di una procedura burocratica, l’inquilino di una cella che ieri era di un altro, così come lo sarà domani.
Fantastico il punto di vista della narrazione, dominato alla perfezione da Hugo il quale di volta in volta riesce a farci guardare la realtà come guardie, gente comune, bambina, condannato. Il personaggio del tagliagole veterano è carico di pragmatismo e spirito d’adattamento, un vero politico del crimine. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
summer81 (09-01-2007) bello, appassionante, struggente...
consigliatissimo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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