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Tolstoj Lev - Resurrezione | Basato su un episodio realmente accaduto al procuratore Koni, amico di Tolstòj, Resurrezione narra la vicenda del giovane aristocratico Nehjiudov che, giurato a un processo, si trova di fronte la donna che lui ha sedotto, provocandone la caduta e spingendola sulla via del crimine. Divorato dal rimorso, abbandona la propria vita agiata per seguirla durante la deportazione, dona le terre ai contadini e le propone di sposarla ma, respinto, si rifugia nel Vangelo. Pubblicato a partire dal 1898 ma a lungo meditato, Resurrezione è il romanzo della crisi spirituale di Tolstòj che, ormai settantenne, arriva a rinnegare gli scritti precedenti e legittima la letteratura solo se suscita sentimenti di fratellanza e amore.
Media Voto: 4.33 / 5Maria Grazia manami@tiscali.it (21-04-2011) Il libro č pių un trattato socilogico sulla situazione nella Russia di fine '800 soprattuto giudiziaria che un semplice romanzo.
Tolstoj tratteggi i suoi persoanggi e i luighi in modo esemplare e si nota molto la somiglianza tra Nehljudov e la'utore steso.
Da leggere e riflettere per quello che ci comunica Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Federico Merlotti federico1974@teletu.it (26-09-2010) Sono d'accordo colla maggiorparte dei critici nel definire il protagonista troppo maturo per i suoi anni.Le crisi e la conversione del giovane Nehljudov appartengono in realta' a Tolstoj stesso.E' vero inoltre che si legge bene; il libro,che all'apparenza puo' sembrare il solito "mattone", e' scorrevole,proprio come se l'autore avesse fretta di arrivare alla fine per "tirare" le conclusioni e comunicare il messaggio che e' poi il suo testamento spirituale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
FRANCESCO colombo franzdebba@libero.it (03-10-2009) Libro complesso,che mischia problematiche interessanti innestate su una trama appena macchinosa,forse non il migliore romanzo di tolstoj.mi sembra che tematiche di carattere progressista caratterizzino la resipiscenza operosa dell'indolente principe nehljudov,improvvisamente illuminato dalla visione di una sua concubina del passato,condannata ai lavori forzati.la vista di quell'anima perduta imprigionata nei bui anfratti del carcere,e catapultata alla schiacciante dimensione della katorga,lo sconvolge,gli provoca una metamorfosi.da quel momento ,l'assiso sullo scranno della giuria si trasforma in un uomo pensante,libero e alla ricerca di ambienti ove propalare le sue idee liberal.trovera',come e' inevitabile nella pietroburgo di quel periodo storico, spazi scarsamente recettivi alla divulgazione del suo pensiero.dalla presa di coscienza critica delle disumane condizioni dei detenuti e dalla sommarieta' dei processi che finivano col risultare iniqui,il principe si interessa delle sorti dei condannati,si fa carico dei casi piu' difficili,quelli al confine con l'ingiustizia e il sopruso patito,diviene paladino degli oppressi senza gridarlo al mondo.non si attira le simpatie del conservatorismo imperante negli alti strati della societa',si aliena progressivamente dal suo guscio,non riesce neppure a fare breccia nei sentimenti della sua concubina di un tempo,per la quale patisce molti sacrifici,non ricambiati da un' anima fiaccata e del tutto rassegnata alla sorte di reietta.il sistema giudiziario congegnato non lo soddisfa, la pena detentiva deve tendere a finalita'socializzanti e riqualificare il reo,le terre vanno assegnate ai contadini affinche' ne traggano il meglio.soffocato da un clima gretto e retrivo,in cui le persone sembrano adoperarsi per il peggioramento della societa',conclude con il pensiero che e'inutile rinchiudere le persone in carcere se poi la societa' e' fonte di oppressione ed all'interno del sistema si soffrono vessazioni che rabbuiano il detenuto. illusorio e forzato il ricorso a cristo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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