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Berselli Edmondo - Il più mancino dei tiri | Una serie di ritratti di grandi campioni del calcio, italiani e non, a partire dal grande Mario Corso, il "piede sinistro di Dio", e da una delle sue mitiche azioni che, come sempre, si concluderą con "il pił mancino dei tiri", il pił beffardo, anarchico, eretico dei gol. Un campo di calcio che riassume e trasfigura una stagione di storia italiana in cui si mette in scena una sorta di teatrino nazionale i cui protagonisti sono i divi del pallone, ma non solo: oltre a Corso, Suarez, Rivera, Riva, anche Andreotti e Fanfani, Togliatti e Nenni, Gadda e Mina, Gimondi e Romano Prodi.
Media Voto: 2.5 / 5Dario (06-12-2006) Noioso, inconcludente, banale, dallo stile poco scorrevole e con un registro che penosamente si sforza di risultare frizzante, leggero e "simpatico", non si tratta altro che di un vasto ed inutile collage rozzamente composto di citazioni cinematografiche e/o letterarie raccattate qua e lą, senza alcun ordine o pseudo-disordine, e non certo "inedite", spessissimo in latino (a prescindere dal livello di scolaritą del lettore, quanto mai possono entrarci??).Il gioco del calcio, durante la greve lettura, appare solo un pretesto dell'autore per dispensare cultura, cultura che mette benevolmente a disposizione dello sprovvisto lettore; si salta di palo in frasca, ma non se ne capisce mai lo scopo. Finita la complicata lettura(per chi ci arriva senza sentirsi nauseato dalla sovrabbondanza dell'accozzaglia di citazioni) si ha la sensazione di essere rimasti storditi da un'inutile ondata di nozionismo, pił che da vera narrativa o epopea calcistiche.
C'era davvero bisogno che Berselli si cimentasse con una tematica come il calcio, dopo che gente come Galeano, Soriano, Pastorin aveva primeggiato? Beh, almeno ci ha provato, diamogliene atto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
aristos (16-09-2006) Libro accattivante, si parte dal calcio per raccontare un paese e un'epoca, ma sempre al calcio si ritorna, per raccontare i suoi idoli, il folklore di un tempo, un'Italia piu' semplice e ruspante. Il ricordo fa emergere la poesia di quella semplicita', il gioco ironico del confronto tra ieri e oggi rimanda a una favola perduta, a una 'classe' dei calciatori come degli uomini che non c'e' piu'. L'autore si diverte ad accostare cose diverse, ad usare la metafora del calcio per dipingere la storia di un paese. Noi ci divertiamo con lui e con lui proviamo la nostalgia di un passato, migliore? forse solo nei nostri ricordi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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