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Berselli Edmondo - Venerati maestri. Operetta immorale sugli intelligenti d'Italia |
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Titolo | Venerati maestri. Operetta immorale sugli intelligenti d'Italia |
| Autore | Berselli Edmondo | Prezzo Remainder - 55%
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€ 7,20
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 8,80)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2006, 207 p., rilegato |
| Editore | Mondadori
(collana Saggi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Questo non è un saggio e non è un romanzo: è il primo libro comico sulla cultura italiana. Ma potrebbe anche essere un manuale di conversazione per fare figurine o figuracce in società, sparlando con allegria di tutti. Un esercizio critico per scoprire che cosa hanno in comune il musicista esoterico Franco Battiato e l'editore gnostico Roberto Calasso. Oppure un cabaret ai danni di personaggi che assomigliano insidiosamente a Roberto Benigni, Nanni Moretti, Alberto Arbasino, Alessandro Baricco, Paolo Mieli, Giuliano Ferrara, e di molti altri protagonisti, comprimari e caratteristi che affollano l'intellettualità nostrana. La teoria generale adottata dall'autore postula che nel panorama nazionale si possono riconoscere tre profili principali: la giovane promessa, continuamente a rischio di compiere l'improvvisa e spaventosa metamorfosi che la trasforma agli occhi di tutti nel solito fortunato, mentre soltanto in casi rarissimi, benedetti dalla fortuna, riesce a innalzarsi alla condizione di venerato maestro. Scorrono su questo schema i nostri decenni, dagli anni in cui regnava il bianco accecante delle copertine di Einaudi e il rigore implacabile di Norberto Bobbio, alla lunga crisi che conduce al nostro tempo incerto e trash, regno dello scetticismo e di pensieri cinici, in cui destra e sinistra si guardano in cagnesco senza più sapere perché.
| La recensione de L'Indice |
 Per Edmondo Berselli, tutti i critici in Italia osannano, in ogni occasione, i grandi autori, da Eco a Battiato. Così facendo, il "regime ferreo degli infallibili" ha reso incomprensibile e trombonesca la nostra cultura. Nel lodevole intento di ridicolizzare lo snobismo, con uno stile di scrittura brillante e non di rado spassoso, Berselli tende tuttavia in queste pagine a scambiare qualunque raffinatezza critica con l'albagia, la linea Einaudi con l'"egemonia comunista", i Vanzina con la sociologia più schietta e digeribile. Siamo spesso a un passo dalla riabilitazione del Grande Fratello. L'editorialista della "Repubblica", malgrado la montagna di libri eccellenti e al tempo stesso leggibilissimi editi ogni anno in tutti i settori, condanna l'intero l'ambiente culturale italiano, guardando per esempio con simpatia al sempre più folto novero di quanti ritengono ingiusto criticare i romanzi di Baricco anche avendoli prima letti, e raccomandando fra citazioni da Cioran e Beckett di fare i conti con i Pooh. Convinto che il genio semplice di Roberto Benigni sia in effetti una nullità celebrata solo perché progressista, esorta gli intellettuali a riconoscerne sinceramente i limiti. Del resto, La vita è bella è un "filmetto da due soldi", così come Siddharta una "cretinata". La seconda parte del volume, dopo un excursus intorno alle illuminanti categorie dei "soliti stronzi" e dei "perfetti cazzoni", appare più temperata. Com'era prevedibile, nelle ultime pagine Berselli fa un po' la pace con tutti: ha più o meno scherzato, i personaggi attaccati erano figure quasi simboliche, il disgusto era per un certo clima e un certo sistema. Daniele Rocca |
11 recensioni presenti. Media Voto: 3.36 / 5paolo (18-09-2007) delizioso nella sua intelligente ironia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuliano Morelli (09-03-2007) Berselli, a differenza di quello che ho letto nella maggior parte delle altre recensioni dei lettori, riesce con sagacia, con immensa preparazione, a volte sfociando nell' "onnipotenza", e con l'ironia tipica dell'uomo di cultura universale a darci un quadro tristemente perfetto della cultura attuale e soprattutto dei suoi rappresentanti più quotati.
Ci fa capire che superato il passaggio da soliti s... a venerati maestri tutto sembra consentito, anche quando si crea l'incompresibile bisogna adularlo passivamente.
Mi auguro comunque che un giorno figuri tra i venerati maestri anche il nome di Berselli. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
aristos aristos@virgilio.it (12-02-2007) Questa volta il Berselli ha esagerato. Nel voler essere spiritoso e onnicomprensivo non salva nessuno, nemmeno se stesso, che pure ha attraverstao la stagione Einaudi, poi quella Adelphi, per essere qui a dirigere riviste e case editrici, scrivere libri, e comparire in tv, forse non per diventare venerato maestro, ma certo col rischio di finire nel baratro dei soliti s... Nella notte nera tutte le vacche sono uguali, e invece le differenze restano e contano: tra Giulio Einaudi e Giuliano Ferrara scelgo Einaudi, che aveva intorno a sé gente come Calvino, Pavese, Vittorini, e scusate se è poco. Lo scrittore Calvino non è lo scrittore Baricco, il polemista Pasolini non è il polemista Busi; i film di Nanni Moretti possono non piacere, resta il fatto che è l'unico ad aver raccontato veramente quella generazione; come i Monicelli, i Risi, hanno raccontato la generazione uscita dalla guerra, Moretti solo ha raccontato la generazione uscita dal '68, gli altri, da Verdone in giù hanno presentato solo macchiette. Il risultato è un libro dove tutto si confonde, e l'excusatio non petita finale non fa che ribadire che il gioco non è riuscito: l'ironia che si vuol spalmare su tutto, senza distinguere, finisce in melassa, poco divertente e anche un po' fastidiosa. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
escher_ egmott@tiscali.it (07-02-2007) Divertente, letto in pochi giorni. Puzza di pettegolezzo abietto. Abbatte idoli, ma nel frattempo Berselli recensisce Baricco, senza strocarlo, sulla comune "Repubblica". L'ho letto con un minimo divertimento, finito con una certa delusione. Berselli non è certo un venerato maestro. La sua saccenza cozza, ad esempio, col suo parlare di calcio come di cosa degna di nota. Non è certo Brera e non credo che Brera stesso fosse chissà che. Uscivo da un "Cacciatore di aquiloni" regalato, finito faticosamente. A mente fredda, ridurrei a due le stellette Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maurizio (10-01-2007) Non si capisce bene se prende in giro i lettori o si prende in giro da solo.
Secondo me trasuda abbastanza invidia, salta da una citazione all'altra senza un filo logico apparente.
Non lo consiglio. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Domenico (24-12-2006) La cultura sarà da piangere, ma il libro non è da ridere.
Questo libro Berselli se e ce lo poteva risparmiare. E' stato un vero tiro mancino ai suoi lettori che in futuro faranno bene a riflettere prima di accingersi in nuove letture del maestro Berselli.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Marialuisa Vittori (21-12-2006) Anche se da iniziati, un divertimento per noi, e per l'autore, e un sollievo per quanti hanno vissuto più stagioni. Forse è incompleto! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alecs (03-12-2006) Un saggio che vuole essere un divertissement sulla cultura italiana ed i suoi esponenti più venerati. Forse ci riesce. Nel senso che diverte lo scrittore, perché il povero lettore... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Michela (24-11-2006) Alzi la mano chi, dopo aver letto l'ennesimo libro o visto l'ennesimo film del venerato maestro di turno osannato dalla critica ed esaltato dal pubblico, non ha pensato in tutta onestà di trovarsi di fronte ad una boiata pazzesca ma non l'ha detto per evitare di essere additato come un disfattista. Questo libro dà voce a tutte le voci fuori dal coro conformista. Non ho dato il massimo del punteggio solo perchè a volte risulta contorto ma vale la pena leggerlo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Benedetta benedetta.colella@tiscali.it (23-11-2006) Berselli, con tocco comico, si scaglia contro la cultura dominante smascherando fatuità e sciocchezze dell’industria culturale odierna. Lo stile è bonario e divertito e dal tono bonario si intuisce che parla di amici.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giancarlo Tramutoli gtramuto@tiscali.it (22-11-2006) Magnifico. Lo leggi e godi. Scritto con deliziosa e irriverente ironia. Finalmente qualcuno che dice le cose che in molti pensiamo su insopportabili intoccabili. Un libro da regalare a tutti i conformisti politicamente corretti per farli finalmente pensare con la loro testa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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