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Verasani Grazia - Velocemente da nessuna parte | Un nuovo intricato caso per l'investigatrice privata "tenera con rabbia" Giorgia Cantini, single, con problemi di alcol, già protagonista del precedente "Quo vadis, baby?". Van, un'ex showgirl televisiva, è scomparsa dopo aver partecipato con alcuni facoltosi liberi professionisti a un festino a luci rosse da manuale. Indagando sul passato della ragazza, Giorgia scopre inquietanti ombre: amicizie equivoche, una madre ostile, un figlio che vive con i nonni. Quando il corpo di Van verrà ritrovato senza vita nella Grotta delle Fate, a due passi dalla casa di famiglia, ben altro verrà a galla...
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.42 / 5faust48 (22-09-2008) Il secondo libro che ho letto dell'autrice bolognese che merita ancora un voto alto, anche se e', secondo me, leggermente inferiore a "Quo vadis..." Ma, ormai, mi sono affezionato all'investigatrice un po' sfigata .... femmina piena di voglie, di rimpianti, fumo, drugs & rock'n'roll...e il sex...più che altro naviga nei pensieri.... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lalli (23-06-2008) IL TITOLO E'STREPITOSO (ANCHE SE PRESO IN PRESTITO AGLI SMITHS) IL ROMANZO UN PO' MENO.SUFFICIENTE COMUNQUE... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Art. (12-09-2007) Non al livello del precedente “Quo vadis, baby?” rimane comunque un libro di soddisfacente lettura. Il personaggio della investigatrice è delineato bene ed è dotato di una femminilità così realista e "moderna" da sembrare quasi palpabile. La trama del racconto è ben congegnata e si sviluppa in modo tale da risultare interessante fino alla conclusione. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Silvia (28-08-2007) Letto in un pomeriggio; direi discreto anche se le caratteristiche di Giorgia (alcool, fumo e crisi di mezza età) cominciano a diventare un pò pesanti. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Massimo (17-02-2007) Gradevole, accattivante: si lascia leggere tutto d’un fiato, ma…..
…..ma è sempre la solita solfa dell’investigatore/poliziotto senza amici, senza partner, senza orari, con la bottiglia sempre in mano, con le sigarette sempre in tasca (o nella borsetta), con l’insonnia in agguato, senza meta nella città avvolta dalla solita cappa di nebbia/smog/calura/umidità……
Solita zuppa, dunque, anche se ben cucinata….
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
maurizio crispi maurizio.crispi@gmail.com (31-08-2006) Intrigante e di piacevole lettura la "nuova" indagine di Giorgia Cantini, divisa tra tormenti esistenziali, delusioni amorose, ritrosie, incertezze e doveri - non sempre gradevoli - legati al suo ruolo.
E' fittamente intrecciata la trama dei continui rimbalzi tra aspetti oggettivi dell'indagine e risonanze soggettive, impatto emozionale e continuo riemergere di memorie del passato, man mano che si va impressionando la pellicola del presente. Mentre procede in un'esplorazione dell'animo di Giorgia, il lettore si va costruendo una sua teoria sulla scomparsa di Van e sulla sua misteriosa uccisione. A qualche capitolo dalla fine, il lettore ha già potuto formulare, assieme a Giorgia, le sue ipotesi e gli resta soltanto da verificarne la veridicità nelle ultime pagine, sino al dolente disvelamento finale, che è liberazione, riscatto, ritrovamento: il tema proposto semmbra essere quello d'un destino transgenerazionale nel quale le stesse cose ritornano rinchiudendo alcuni dei personaggi in una ineluttabile prigione, in una coazione dalla quale non c'è riscatto.
Forse, l'unico appesantimento è rappresentato da brevi inserti nei quali vengono rammentati al lettore (che non conosce ancora "Quo vadis, baby"), alcuni dettagli della storia della sorella di Giorgia e del suo suicidio. Come in "Quo vadis, baby", peraltro, la Verasani applica il principio secondo il quale l'investigatore, per comprendere i fatti che gli si presentano all'osservazione, deve essere dotato di grandi capacità empatiche ed umanità, ma soprattutto deve essere in contatto con se stesso, per quanto doloroso ciò possa essere.
Il romanzo è stato, per me, una piacevolissima lettura "di vacanza". Dopo averlo cominciato non ho potuto fare altro che leggerlo sino alla fine, ma rispettando le pause e gli stacchi inseriti dall'autrice: in fondo anche nella lettura, come nell'ascolto della musica, occorrono un transitorio vuoto di parola per apprezzare pienamente lo svolgimento del racconto e la costante attivazione di momenti di pausa e riflessione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabio frabetti (17-06-2006) Grazia Verasani e’ davvero brava nel dare vita e credibilita’ alla sua investigatrice, personaggio, bello e originale, come originale e’ la struttura narrativa in cui, al plot principale, si accompagnano, come gia’ in “Quo vadis baby?”, altre storie che contribuiscono a calare il lettore in un’atmosfera assolutamente vera e interessante. L’unica cosa che stona e’ proprio la vicenda che e’ al centro del romanzo, un po’ scontata e banale. La bravura della Verasani stimola ad attendere un’opera importante, magari piu’ lunga, che lei e’ senz’altro in grado di scrivere. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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