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Kerouac Jack - Sulla strada | Sal Paradise, un giovane newyorkese con ambizioni letterarie, incontra Dean Moriarty, un ragazzo dell'Ovest. Uscito dal riformatorio, Dean comincia a girovagare sfidando le regole della vita borghese, sempre alla ricerca di esperienze intense. Dean decide di ripartire per l'Ovest e Sal lo raggiunge; è il primo di una serie di viaggi che imprimono una dimensione nuova alla vita di Sal. La fuga continua di Dean ha in sé una caratteristica eroica, Sal non può fare a meno di ammirarlo, anche quando febbricitante, a Città del Messico, viene abbandonato dall'amico, che torna negli Stati Uniti.
13 recensioni presenti. Media Voto: 3.46 / 5martino martinoino@yahoo.it (11-03-2011) ...gli altri libri di kerouac gli ho retti sino alla quindicesima pagina, con questo sono andato ko alla decima: ma che roba è?...di una noia e banalità uniche...fra i tanti sopravvalutati, kerouac è addirittura peggio di hemingway... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
FEDERICA B. (04-02-2011) Devo aver davvero aspettato troppo per leggerlo. Non mi ha lasciato nulla e sono una che i libri se li sente nell'anima quando meritano.
L'unica parte che mi ha emozionato è quella in California, con la ragazza messicana. Beat Generation che scambiava la polvere per divini messaggi. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Sandro free.sandro@inwind.it (17-03-2010) Condivido pienamente il parere di Stefania. Preistoria che ai giorni nostri non interessa a nessuno mentre per i tempi forse fu l'inizio di una svolta. Magari toccava leggerlo nel 1957 per dare un parere favorevole. Kerouac ispirò Jim Morrison negli anni '70 (e può starci) ma mi chiedo come possa aver sortito lo stesso effetto su Capossela! Mah, i quesiti a cui non c'è risposta nella vita sono tanti. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Luciano Stolfi luciano.stolfi@basilicatanet.it (01-02-2010) Ho letto questo libro a vent'anni. Un vero tuffo nella beat generation. A quell'età partii anch'io con l'autostop, salendo per il litorale Adriatico in cerca di passaggi. "On the road" è un vero manifesto della libertà, una vera liturgia della vita: in esso si trova tutto quello che si cerca in questa nostra peregrinazione terrena. Di Kerouac ho letto anche altro, in particolare "La città e la metropoli" che, se si vuole, è ancora più bello di "On the road". In "La città e la metropoli" si respira aria di America, di un'America più buona, fatta di colazioni, di biscottini, di mamme che mettono il bucato ad asciugare al sole, di papà che tornano a casa tardi da lavorare e, dopo essersi messi le pantofole, si mettono davanti alla tv a vedere uno show. Questo per dire che Kerouac era uno scrittore a tutto tondo, che sapeva cimentarsi con vari generi letterari. Peccato che di scrittori come Kerouac non ne esistano più. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Monsa andreamonsagrati@hotmail.it (21-10-2009) Ho evitato questo libro per diciassette anni di fila nella assoluta convinzione che il manifesto della beat generation fosse una autentica schifezza un po’ come i libri della Feltrinelli, l’Italia delle Regioni o il centrocampo del Genoa. Devo confessare, invece, che Jack Kerouac scrive assai meglio dei miei pregiudizi anche se “Sulla Strada” ha l’evidente difetto di prendersi un po’ troppo sul serio. Dopo il secondo coast to coast, infatti, il peregrinare di Sal Paradiso e del suo amico Dean Moriarty – intelligente come un Teodem, espressivo come una carota – perde di ogni significato ammesso che un significato vi possa essere nell’andare da una parte all’altra degli States con i soldi di qualcunaltro. On da Road ha cinquanta pagine più del dovuto, non ha un finale (e Hollywood non riesce a trarne un film) ma, almeno, Kerouac ci fa il favore di evitare la morale e di inneggiare apertamente al Vietnam del Nord. L’America è un grande paese, assai migliore di quello che racconta Michele Santoro il giovedì sera su RAI 3, ma non ha mai partorito questi grandi scrittori. Kerouac non fa eccezione e sgomita nel gruppo dei più con Fante, Fitzgerald e molti altri falsi miti del novecento.
Bottom line: Yes, we can: si può leggere.
Postilla: il libro ha anche una postfazione molto dotta di Fernanda Pivano. E’ illeggibile. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
stefania (11-06-2009) Dopo 50 pagine la noia ha raggiunto l'apice e ho abbandonato il racconto!ho pensato che era inutile infliggermi un atortura e forzarmi con un romanzo sconclusionato, senza trama, noioso e che tratta di un'America che non conosco....che noia!certo, per l'epoca fu una vera novità ma per noi che lo leggiamo oggi un ammasso di cose fatte dai giovani, sebza senso.. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Antonio (19-05-2009) Ho riletto il libro a distanza di quasi vent'anni dalla prima volta e il mio parere non cambia.
Si può dire che il libro sia sconclusionato, non abbia trama, i personaggi siano esagerati ma questi, a mio parere non sono difetti ma pregi. Io l'ho trovato meraviglioso. Senza dare giudizi morali, non dimentichiamo che dalla generazione beat di quegli anni sono nati i manager e i dirigenti degli anni '80, gli anni della prosperità e del boom economico. Tutti i protagonisti sono morti in giovane età ma, considerando l'intensità con cui hanno vissuto i loro quarant'anni diventano ottanta! Su una cosa nutro dei dubbi: Kerouac sostenne sempre di aver scritto il libro di getto nell'arco di due settimane su una pergamena ( in inglese scroll) ma rileggendolo ho trovato almeno tre cambiamenti di stile e di ritmo che mi fanno pensare a una gestazione più lunga. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lo' (20-01-2009) il libro in assoluto + bello ke abbia mai letto...storia del tutto travolgente,i capitoli scorrono e la curiosita' aumenta sempre +!!un libro ke fa capire il vero senso della vita "on the road"...fantastica...
kerouac e' un grande!!i love u =))) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Biagi (19-01-2009) banale!!la storia di uno che se va per la strada con amici sballati,tra scopate e casse alcoliche,dei finti barboni e dei bassi moralisti !!!la parte finale sul messico e lievemente migliore ma tutto il resto è scarno e un po' noioso.LO TROVO ARTEFATTO...FALSO !!! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
paul (01-08-2008) Forse il mio libro preferito. Lo lessi per la prima volta da adolescente e mi sembrò troppo monotono. Lo ripresi in un periodo di depressione dopo un lungo tour per l'europa e fu colpo di fulmine: l'immedesimazione fu impressionante. Ricco di sfumature -come nn ricordare l'enigmatica figura di Old bull Lee- mi piace ricordare questa frase (che è diventata anche il mio motto di vita):
"Le nostre valigie logore erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; dovevamo ancora andare lontano. Ma che importava, la strada è la vita"...Pensateci bene e schiodatevi da quel divano.
Ps: c'è anche un incredibile riferimento all'attentato dell'11 settembre (?)... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roberto (06-12-2006) ho quasi 50 anni, tre figlie ed una vita sostanzialmente tranquilla. mi è capitato di rileggere il libro e,forse non mi crederete, sono stato catapultato indietro di quasi 40 anni quando adolescente ho letto per la prima volta il libro. una prosa fantastica che non può non coinvolgere il lettore specie chi come me ha vissuto quegli anni se non da protagonista perlomeno da osservatore attento. lo consiglio a tutti. grande Kerouac Voto: 5 / 5 |  |  |  |
SALSICCIOTTO (27-10-2006) "ON THE ROAD" L'HO LETTO CIRCA 3 ANNI FA,ALL'ETA'DI 21 ANNI CREDO...RICORDO KE AVEVO SEMPRE UN'INCREDIBILE VOGLIA DI TORNARE A SFOGLIARE LE MERAVIGLIOSE PAGINE KE LO COMPONGONO!KEROUAC SCRIVE IN MODO DAVVERO FANTASTICO,RIESCE A TRASPORTARE IL LETTORE NELLA "SUA" DIMENSIONE.LE AVVENTURE DI SAL DIVENTARONO ANKE LE MIE,VENIVO TRASPORTATO IN CONTINUAZIONE DA UN LUOGO ALL'ALTRO,GLI STESSI LUOGHI DOVE SAL SI TROVAVA IN QUEI PRECISI MOMENTI!è UN LIBRO DI VITA VISSUTA,FUORI DAGLI SCHEMI DEI ROMANZI O DI ALTRI TIPI DI LIBRI,è UN SUSSEGUIRSI DI EMOZIONI,DI ODORI,DI SAPORI,DI PERSONE,DI LUOGHI KE SEMBRA D TOCCARE CON MANO.è LA DESCRIZIONE DI UN'ESPERIENZA KE CREDO POSSA AFFASCINARE TUTTI,UN'ESPERIENZA KE INIZIA CON LA LETTURA DI QUESTO STUPENDO LIBRO,E DOVREBBE TERMINARE RIPERCORRENDO GLI STESSI MOMENTI NELLA PROPRIA VITA REALE!!ED IO SPERO UN GIORNO DI POTERLA TERMINARE!DA LEGGERE,RILEGGERE E LEGGERE ANCORA!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
borgo.damiano@yahoo.it (29-09-2006) ho riletto il libro circa venti giorni fa, lo apprezzato di più di quando avevo vent'anni, Keruac era un'anima pura, e lo si capisce dal fatto di come finisce il libro, con un inno all'amicizia verso Neil Cassady, quasi piangevo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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