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Le Carré John - Ronnie, mio padre | Le Carré ricostruisce la curiosa, spesso enigmatica personalità del proprio padre, figura di avventuriero protagonista di mille espedienti e trovate allo scopo di vivere la propria esistenza come un romanzo. Il flusso dei ricordi getta così una luce nuova, spesso commovente, sulla famiglia e sull'identità di uno scrittore contemporaneo, che ha vissuto in prima persona mille spunti dei suoi romanzi di spionaggio.
| La recensione de L'Indice |
 Questo libro è una sorpresa: una sorpresa di quelle davvero riuscite. Perché per una star internazionale per un mago del bestseller come Le Carrè non dev'essere stato facile scegliere di scrivere un'autobiografia come questa. Da quel che lui stesso dice era un progetto tenuto a lungo in sospeso fino a uscire con una storia che inverte il segno dell'avventura. Qui va in scena il simulacro di una spia: Ronnie Cornwell il padre di David Cornwell il vero nome dello scrittore. Della spia Ronnie porta i tratti superficiali la naturale eleganza una certa facondia l'amore per il lusso e le belle donne le misteriose scomparse. Una maschera che Ronnie ha portato stampata in faccia tutta la vita. David con una puntualità di scrittura e un'efficacia descrittiva degne di una spy story d'alto livello ne ricostruisce la verità. Fatta di cumuli di menzogne di alcolismo di violenza d'indifferenza e di povertà. La verità di un'Inghilterra da dopoguerra con quartieri periferici modellati da un'industrializzazione coatta dove alle peggiori tragedie si mescola ancora una certa idea di perbenismo. David cresce con il fratello pi· grande Antony tra mille bugie; il padre finisce in carcere e la madre forse in clinica psichiatrica. Ma le cose non saranno mai chiarite nascoste dall'omertà di entrambi i genitori. Senza padre e senza madre i due bambini all'età di sette e nove anni finiscono chiusi in orfanotrofio dove restano fino alla maggiore età. Una vita strappata con fatica che alla fatica deve tutta la lucidità û e lo humour û guadagnato. Perché questo libro fa ridere a dispetto del lacrimevole destino dei due piccoli Cornwell che sul tradimento insistito del padre riescono a porsi sul gradino pi· alto di chi osserva riservandosi un commento leggero come una truffa di Tot=. Oltre ai colpi di scena alle apparizioni improvvise ai ritrovamenti magici di testimonianze del passato e all'agnizione delle ultime battute questa favola nera affronta uno dei nodi pi· complessi della letteratura. Il rapporto con il padre quel nucleo duro e irrisolto che ogni figlio anche normale si porta accanto come un'ombra. L'ombra tanto agognata da Kafka che appunto a sorpresa ritorna come una boutade da bassofondo. Camilla Valletti
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Media Voto: 1 / 5Maurizio Ricci (29-10-2009) Concordo con il commento precedente: pur ammirando molte delle opere precedenti del Nostro (su tutte "la spia perfetta" e "La talpa"), questo libercolo poteva risparmiarselo/risparmiarcelo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
paola (10-10-2006) LO RITENGO DEMENZIALE E PRIVO DI SENSO.
PECCATO CHE PER CHI COME ME CONOSCE LO SCRITTORE DA QUESTO LIBRO, LA PROSSIMA VOLTA CHE INCONTRO IL SUO NOME LO LASCIO SULLO SCAFFALE.. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
giorgio g (30-09-2006) Che uno scrittore di fama come John le Carrè si sia voluto prendere una vacanza ammannendoci un po’ di storielline da collegiali su un vero o presunto padre può ancora essere tollerabile, ma che un editore altrettanto di fama come Mondadori ci venda cento pagine, di cui parecchie bianche, stampate in caratteri enormi delle stesse storielline per 14 euro mi sembra troppo!
C’è un limite a tutto!
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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