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Buchignani Paolo - La rivoluzione in camicia nera. Dalle origini al 25 luglio 1943 |
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Titolo | La rivoluzione in camicia nera. Dalle origini al 25 luglio 1943 |
| Autore | Buchignani Paolo | Prezzo Remainder - 55%
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€ 9,00
(Prezzo di copertina € 20,00 Risparmio € 11,00)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2006, 457 p., rilegato |
| Editore | Mondadori
(collana Le scie) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| La questione Mussolini è il nodo centrale da cui si dipana l'indagine storica sugli intensi rapporti intercorsi tra il fascismo di sinistra e alcuni importanti gerarchi e intellettuali, da Giuseppe Bottai a Giovanni Gentile, da Ugo Spirito a Curzio Malaparte, allo scopo di spiegare i rapporti tra fascismo e cultura d'avanguardia nella Roma di Bontempelli, Pirandello, Ungaretti, Marinetti; nei romanzi di Moravia (non antifascista, ma antiborghese); nelle riviste e nei giornali fascisti cui collaborano personaggi come lo "strapaesano" Romano Bilenchi e il rivoluzionario mussoliniano Indro Montanelli.
| La recensione de L'Indice |
 Il libro si cimenta in un terreno di ricerca che la storiografia ha abbondantemente arato. Non per questo l'ideologia fascista resta priva di zone d'ombra da illuminare. È attorno al tema della "rivoluzione" che si concentra l'analisi di Buchignani, il quale individua nella guerra e nel suo mito il fattore genetico e il compimento della parabola storica del fascismo, conclusasi proprio tra le macerie di un conflitto bellico tanto evocato sul piano ideologico, quanto sempre meno sostenuto dall'entusiasmo delle masse. Rivoluzione e guerra erano del resto parse sinonimi a vasti settori della cultura europea della cosiddetta "belle époque". La contestazione che salì dalle nuove leve dell'intellettualità di mezza Europa si rivolse contro la democrazia liberale-parlamentare e contro una società civile costruita attorno ai valori del mercato e della libera competizione, fatti propri dalla borghesia fiduciosa nel progresso. La guerra parve insomma lo strumento più idoneo per abbattere una civiltà ritenuta decadente e corrotta. Nel delineare le coordinate ideologiche del fascismo, Buchignani si muove sulle tracce di Zeev Sternhell ed Emilio Gentile. Condivide l'idea che un'incubatrice ideologica del fascismo, di molti suoi temi, miti e valori fu quella ricerca di una "terza via" tra liberalismo e socialismo che la cultura politica francese compì a cavallo tra Otto e Novecento. Inoltre, fa propria la convinzione che in Italia l'antiparlamentarismo, l'antiriformismo, l'utopia rivoluzionaria e l'uso della violenza nella lotta politica non furono prodotti del fascismo, ma premesse al suo avvento, e responsabile fu l'antigiolittismo dilagante nella cultura d'anteguerra. Più che di "destra rivoluzionaria", cone Sternhell, Buchignani fa riferimento talvolta a un "sovversivismo nero". L'espressione risulta efficace. Danilo Breschi |
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