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Bevilacqua Alberto - Lui che ti tradiva | "Tu che mi ascolti" fu il saluto terreno che Alberto Bevilacqua diede alla madre Lisa da poco scomparsa con la certezza, in queste pagine tanto più motivata, che il dialogo con una persona cara può continuare oltre i confini con l'aldilà. Con la premessa di "Tu che mi ascolti", lo scrittore protagonista offre ora la prova più avvincente della sua certezza, svelando le confessioni fatte alla madre dopo che, durante la sua esistenza, non ha mai potuto aprirle veramente il proprio animo per non turbarla nel suo male depressivo. Si tratta delle lotte che si affrontano nella quotidianità, confidate per ricevere aiuto. Ma, soprattutto, dei segreti, anche sconcertanti, difficilmente confessabili, che Lisa ignora e che ora ha il diritto di conoscere, con il suo immenso potere di capire, di perdonare.
Media Voto: 2.5 / 5anxe (16-01-2007) ahahahahahahahahaha... non esiste altro modo per valutare questo libro... grande insegnamento?? grande profondità?? spiace solo per i soldi spesi da mia madre per regalarmelo... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
marco (17-12-2006) A tratti forte,quasi volgare, Bevilacqua riesce comunque a dare un senso all’introspezione madre-figlio che porta avanti,anche se in alcuni passaggi risulta lento,difficile e noioso. La storia imprime un fascino particolare alle pagine quando i racconti vanno all’Italia del com’era,del come eravamo,rievocando periodi bui ma interessanti,pieni di virtù e controsensi,atti d’eroismo e colpe gravi.Il libro discute temi filosofici che approfondiscono i normali rapporti familiari, anche se quello in questione è sicuramente particolare,morboso a tratti,figlio di una rivoluzione culturale dovuta alla miseria ed alle difficoltà.Se ne possono trarre insegnamenti positivi e non,ma soprattutto è una bella testimonianza esterna di fatti accaduti che ci riguardano,ma che finora si erano rivisitati solo in primo piano, e non sullo sfondo di una vicenda. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Geppo (27-11-2006) Un libro di rivelazioni, confessioni, ricordi e di grande insegnamento. Di vita e d'amore. La cosa più importante, sempre, è capire gli altri. Anche se nessuno riesce o si sforza di capire te. Bisogna provare come la solitudine possa sentirsi solitudine... nel rimbombare dei passi lungo la strada deserta, nell'abbaiare lontano di un cane, nelle parole non dette. Con lo sguardo fisso sul pavimento, con umiliazione... Senza ironia, nostalgia, rimorso, rabbia, rancore. Grazie, "garibaldino"! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
franca onofri (06-11-2006) chiarisco che non ho mai amato nè stimato l'autore,mi hanno regalato il libro,e,purtroppo devo riconfermare la mia più+ completa disistima:è vecchio nella scrittura,non si capisce per chi scriva(buon narcisista:ecco la risposta),neanche il mestiere lo sostiene!BOCCIATO Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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