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Lodato Saverio - «Ho ucciso Giovanni Falcone». La confessione di Giovanni... | Saverio Loadato ha incontrato in una cella blindata del carcere di Rebibbia Giovanni Brusca e ne ha raccolto la testimonianza: la voce del primo boss della "mafia vincente" che ha scelto la strada della collaborazione con la giustizia. In queste pagine il boss dei corleonesi racconta la storia della sua vita, senza censurare alcun particolare: il padre mafioso, gli studi interrotti, il primo omicidio, il viaggio di iniziazione dai "cugini" americani... Spiega come si svolge la vita di un latitante, rivela i retroscena della sua cattura e di quella di Riina, i segreti e le connivenze politiche, ricostruisce i giorni drammatici in cui si preparò la strage di Capaci.
Media Voto: 5 / 5Luca (06-10-2009) Giovanni Brusca attinge al suo arsenale armandosi di spietatezza e sfrontatezza, le medesime peculiarità che ne hanno contraddistinto l’attività criminale, per offrirci uno spaccato tanto reale quanto crudo di quel mondo parallelo autoalimentato dall’entità seminascosta chiamata Cosa Nostra. La precisione nella definizione dei legami con i politici, i continui riferimenti a favori per conto di “onorevoli” miserabili e infine gli inestricabili intrecci con il mondo della "finanza che conta" sono tutti elementi che contribuiscono ad alimentare con terribile pesantezza, l’opinione su di un’istituzione, diffusa e capillare, difficile da estirpare da una società in cui il clientelismo e il servilismo verso i potenti ne fanno da padroni. La triste realtà che si apprende si scontra ferocemente con il mondo di quei pochi che, con il coraggio e la fermezza, sono stati in grado di ribellarsi a quella realtà sommersa già in grado di rovesciare i valori fondamentali della solidarietà e della giustizia, che dovrebbero contraddistinguere qualsiasi stato ma che in realtà sono destinati a rimanere ideali, quantomai irraggiungibili. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Julio pgiuliacci@libero.it (08-11-2007) Non ho comprato questo libro per lungo tempo, pur sentendomene attratto. Pensavo siceramente che leggere le confessioni di un uomo come Giovanni Brusca fosse un modo per dare comunque spazio ad un mostro; un pò come quando si esaltano in una Trasmissione dai colori sgargianti le gesta di un serial killer, col pretesto di raccontarle. Devo dire però che l'impatto è stato insinuante e profondo. Ascoltare le confessioni di un uomo che è stato in prima linea in Cosa Nostra, sentire la sua voce che racconta passo per passo, con siciliana e fredda precisione, il come, il quando, il perché, motivando DA DENTRO (un punto di vista molto difficile quando si tratta di mostri, poiché la morale comune tende semplicemente a tenerli lontani o a schiacciarli senza voce quando capitano sotto la macina) del modus agendi mafioso, è stato qualcosa di vicino ad una rivelazione. Quando dice ad esempio che il pizzo in fondo conveniva ai commercianti (adesso non è più così) perché si pagavano la protezione ad un costo inferiore delle tasse, oppure quando parla di come alcuni politici agiscono per ripulire la loro immagine, e avallino leggi contro la mafia dopo aver contratto debiti enormi con le cosche, o come la mafia sia scesa a trattative con lo Stato, quando dice questo, egli getta luce su una zona oscura che è sempre bene portare alla coscienza di tutti. Libri come questo dovrebbero venir letti nelle piazze, a scuola, nei convegni politici. Ogni giorno.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
AQUILA DEL NORD (13-05-2006) Questo splendido libro, scritto da Lodato Saverio ci da un'immagine veramente nitida circa la vita di un latitante,mafioso nel nostro caso, oltre che mettere in evidenza una Italia, quella di un tempo,quella di oggi purtroppo e speriamo non quella di domani che è dilaniata dalle lotte intestine, messa in ginocchio dalle spaccature politiche e resa invivibile ( soprattutto al Sud) da un vero e proprio POTERE DEL TERRORE basato sui traffici illeciti e su qualsivoglia tipologia di estorsione ed attività illegali.......
La MAFIA dunque, che ha falciato le proprie vittime ; ieri ed oggi...
I compianti PAOLO BORSELLINO e GIOVANNI FALCONE due magistrati che hanno scritto LA STORIA con le loro vite e di cui ogni italiano dovrebbe essere fiero... Paolo e Giovanni dunque hanno combattuto la mafia anche a sprezzo delle loro vite... e ne sono usciti VINCITORI... GRAZIE PAOLO, GRAZIE GIOVANNI..
AQUILA DEL NORD Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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