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Piperno Alessandro - Con le peggiori intenzioni | Premio Campiello Opera Prima 2005. Il libro racconta l'irresistibile ascesa e l'inevitabile decadenza dei Sonnino, facoltosa famiglia di ebrei romani, e dei loro amici, sodali, fiancheggiatori e nemici. Dallo sregolato, epico nonno Bepy al disorientato, sgangherato e perplesso nipote Daniel passano le generazioni, le epoche, i pezzi di storia italiana, dagli anni del boom economico agli anni Ottanta. Nato a Roma nel 1972, Alessandro Piperno insegna letteratura francese a Tor Vergata. Questo è il suo romanzo d'esordio.
12 recensioni presenti. Media Voto: 3.5 / 5Carlo (06-05-2011) Beh, la trama è poca cosa, onestamente. Certo, c'è molta "mano" nello scrivere, ma con una lungaggine.. Devo confessare che ogni tanto ho dovuto saltare qualcge mezza pagina, per riuscire a andare avanti. Per esempio, ci sono raffiche di domande sul perché di una certa cosa, che ripetono all'infinito lo stesso concetto... Il "3" è forse anche troppo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Claudio (30-08-2010) Da annoveare tra i romanzi più noiosi degli ultimi dieci anni.
Piperno ostenta una scrittura fatta di parole vetuste, raccontando con dettagli estremi, un secolo di fatti e storie personali di una ricchissima famiglia e delle ricchissime famiglie che le ruotano attorno (non tralasciando neanche il barista di turno o il cugino che vive 5000km lontano) tutti logorati dalla ricchezza, dalla noia, dal finto perbenismo e ahimè anche da finte lotte "sociali" per affermare valori che di quel mondo descritto non fanno parte)... una trama povera che cerca di trovare la sua forza nell'italiano fin troppo ricercato, per sorprendere ad ogni costo il lettore ma con scarsissimo risultato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
gizzy (01-02-2010) Da tempo non leggevo un testo così ben scritto. Il forsennato uso di avverbi ed aggettivi è in costante equilibrio e non distoglie dal contenuto. La bellezza delle parole non è mai banale o fine a sè stessa. Che dire!? Io ho amato questo libro e, ad ogni pagina letta, temevo l'avvicinarsi della fine. Dopo una prima opera talmente bella vanto dei dubbi su cosa potrà produrre Piperno in futuro ma...rimango comunque suo debitore per il piacere elargito. Mi spiace per chi non ha apprezzato (o capito) questo libro..."de gustibus..." si dice cosi!? o forse dipende da quanto e cosa uno è abituato a leggere !? mah...io avrei già voglia di leggerlo daccapo! 5/5 COME MINIMO ! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Annalisa (14-12-2009) La cosa migliore di questo libro e' la quarta di copertina, anche se spudoratamente falsa.
Libro noioso come pochi.
L'ho finito solo perche' ero in vacanza e avevo tempo, ma avendo letto molte saghe familiari, questa e' veramente una delle peggiori.
Personaggi vuoti, assolutamente vuoti, solo appartire, e storia senza costrutto e senza un fine. Scritta in modo piuttosto pesante, non da' veramente nessuna voglia di continuare a leggere. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Chiara (20-09-2009) sarebbe un 3/4. Talvolta puro e addirittura spocchioso esercizio di virtuosismo stilstico in cui l'autore si crociola nell'uso di termini ricercati, mentre in alcuni altri momenti spassoso quadro di costume sociale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
pasquale (24-08-2009) Una saga familiare abbastanza familiare e ben scritta da questo autore che non conoscevo assolutamente.
Voto 4 Voto: 4 / 5 |  |  |  |
cwere (30-01-2009) libro davvero sopravvalutato, una delle tante invenzioni di d'orrico, meno ridicola di altre ma il riferimento a proust è abbastanza comico, il romanzo si dilunga noiosamente su vicende senza spessore anche se la scrittura non è malvagia Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Francesco D Addio fradad@hotmail.com (30-01-2009) Libro molto bello, di notevole introspezione psicologica e molto accurato nella descrizione dei caratteri. Nel leggerlo, è inevitabile fare dei passi indietro nel tempo, ri-conoscere nella trama situazioni e persone realmente incontrate, fare delle amare considerazione sulla spietatezza, a volte, della vita. L'autore ripercorre la sua vita e ci costringe, letteralmente, a ripercorrere la nostra; si sente uno sconfitto, e forse lo è perchè quello è il ruolo a lui imposto dal destino, ma "elabora" il suo tracollo con il respiro ampio della letteratura che si immerge nella presa di coscienza del suo passato e nella ricostruzione della sua storia interiore: l'adolescenza, proprio la fase in cui si hanno meno "difese interiori" e in cui si è del tutto in balia del proprio "destino", è la stagione fondamentale della vita di ciascuno di noi, non la si può rimuovere nemmeno quando si è ormai "maturi" e apparentemente presi da tutt'altro; è inevitabile riandare con la mente a "quegli anni", è inevitabile non esserne di nuovo fagocitati quando si decide di scrivere un libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Umberto (09-09-2008) La trama è un po' spompata e tutto il libro viaggia abbastanza piatto, l'ho letto sperando sempre che nella pagina successiva ci fosse una sferzata che mi coinvolgesse un po' ma che non è mai arrivata.
A mio parere è un libro davvero sopravvalutato.
In sintesi:
Non vale la spesa...! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Marco (29-12-2007) Un libro scritto divinamente che racconta la "discesa" generazionale di una famiglia ebrea benestante.
Trama banale sulla carta ma talmente ben dettagliata dall'autore nel descriverne i protagonisti, le loro vicissitudini sentimentali e sociali, i loro primi successi e lo "sfascio" socio-emotivo dell'ultimo venuto dei Sonnino, che risulta piacevole al punto da leggere il libro tutto d'un fiato. La sua fama è meritata, da avere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sabrina (24-09-2007) un libro bellissimo, una scrittura davvero mirabile, lucido e folle nell'insieme. Descrive un mondo che ho conosciuto e vissuto, da un punto di vista maschile, ma non diverso dal mio. Elucubrazioni mentali esasperate ma reali, che abbiamo avuto tutti. Peccato che al momento dell'uscita ne avessero parlato tanto male, ancora non ho capito perché. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
angela (28-08-2006) sono contenta di avere letto questo libro lontano dal clamore della sua uscita.
l'ho trovato bellissimo: colto, caustico, divertente, raffinato. una scrittura implacabile, torrenziale e ricercata eppure estremamamente scorrevole, senza che appaia mai un esercizio di stile.
non ho ancora letto roth per cui non so se i paragoni siano sensati o meno. mi sembra però che, in valore assoluto, sia decisamente un ottimo romanzo. non capisco perchè scagliarsi contro chi fa uno sforzo creativo con risultati di questa portata, decisamente una spanna sopra la media del piattume editoriale di tanta della nostra narrativa. bravo piperno! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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