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Sono stati portati in un teatro abbandonato di una città ignota, sono quindici, e ognuno di loro ha risposto all'annuncio di un "luogo di ritiro per scrittori" dove potersi isolare per novanta giorni e scrivere il proprio capolavoro. Ma le cose non vanno proprio come previsto e i protagonisti iniziano a raccontarsi storie sempre più estreme in un moderno "Decamerone" e a mettere in atto spietate strategie per mettersi sotto la luce migliore quando l'inevitabile salvataggio li porterà alla gloria. Con lo stile grottesco e dark che caratterizza i suoi scritti, Palahniuk offre una parabola serrata e devastante sulla spasmodica caccia alla fama e alla celebrità.
13 recensioni presenti. Media Voto: 3.76 / 5Adamo (10-12-2009) Questo tipo di lettura rifugge dai normali canoni. Posso capire che sia indigesto, ma è un vero pugno nello stomaco. Introspettivo, folle fino ad arrivare allo splatter, una lettura contorta ma affascinante. Lo consiglio a chi ha voglia di qualcosa di forte e particolare. Voto: 5 / 5 |
Babele (09-12-2009) Destabilizzante, sanguigno, folle. Non è un libro semplice, ma etichettarlo come mediocre è assolutamente ingeneroso. E' destinato a dividere i pareri, ma anche i più scettici non potranno non accettarne la lucida visionarietà. Io lo consiglio. Voto: 5 / 5 |
Andrea (03-09-2009) Bellissimo, splatter ma coinvolgente. L'ho letto tutto d'un fiato perché è scritto molto bene. Voto: 5 / 5 |
Maxxam66 (31-08-2009) Temo , per altri versi spero , che alla base di questa raccolta ci sia una pura operazione commerciale , come sottolineato da un altro lettore.
Si spiegherebbe cosi' ,con mere esigenze di mercato , l'improbabile collezione di racconti che ho appena terminato.
In caso contrario rivedro', con disillusione ,il mio giudizio su Palahniuk.
La narrazione procede stentata e solo in minima parte un filo conduttore tenue e banale riesce a dare una parvenza di coesione.
Al contrario di "Soffocare" , libro che regalava una piacevole altalena di sensazioni , "Cavie" risulta piatto , ripetitivo e privo di reali spunti narrativi.
Sesso , violenza , critica sociale (?), particolari macabri ; tutti gli ingredienti vengono mescolati e serviti con malcelata noncuranza.
Voto: 1 / 5 |
lilith (16-07-2009) inizialmente ero rimasta affascinata da palahniuk. ma quando ho letto "cavie" ho iniziato a ricredermi. questo libro è un'accozzaglia di stupidi raccontini splatter che sembrano buttati insieme alla rinfusa. palahniuk è profeta della violenza immotivata e della volgarità gratuita. è un autore decisamente sopravvalutato. dietro le sue parole, infilate a caso una di seguito all'altra, c'è il nulla. Voto: 1 / 5 |
Fabio (27-04-2009) Tutto sommato, libro piacevole. A volte forzato nel tenere insieme gli intermezzi, a volte i racconti tirati un pò per i capelli (per fortuna la maggior parte delle storielle sono spassose e fluide). Ma nel dover fare una sommma di tutti gli elementi, un libro che si fa leggere e digerire. Sarà questione di gusti, ma la morale che Chuck prova a mettere nei suoi racconti mi attira, sia per il suo significato che per il modo di presentarla; truce,cruda,scarna ma molto onesta. Senza tanti orpelli o giri di parole. Bravo Chuckie! Voto: 4 / 5 |
Matthia mattia.ferraro@fastwebnet.it (07-04-2009) Mah... di palahniuk ho letto altri romanzi...di tutt'altro spessore.
Questo non sa di nulla, cose a caso senza una connessione logica, violenza gratuita, azioni inspiegabili, misteri irrisolti.
Si salvano abbastanza i racconti, solo alcuni
Le poesie indegne come le parti di collegamento tra un racconto e l'altro.
Io mi sono domandato con che coraggio scrivi:"si sono amputati le dita per sembrare i più sofferenti" e tutte le frasi di questo scempio.
Alla prossima migliore di questa.
Voto: 1 / 5 |
Vales (07-04-2009) Il peggiore di Chukie. Ed è il mio scrittore preferito.
Sob,sob, non sono neanche riuscita a finirlo, ho trovato noiosa la storia che fa da collante. I racconti invece sono proprio nel suo stile.
Mi sa che ha perso un po' di verve..spero si riprenda presto! Voto: 3 / 5 |
Style (07-11-2008) Molto appassionante, si inizia a leggere e smetteresti di fare tutto il resto fino alla fine! Qualche piccola incongruenza potrà intrigare o far storcere il naso a seconda del lettore...ma questo libro merita comunque il massimo perché non ce ne sono in giro molti altri dello stesso livello! Voto: 5 / 5 |
Silvio52 (16-10-2007) Superato l'ostacolo del primo, disgustosissimo racconto, la strada di "Cavie" è decisamente - qualche scossone a parte - in discesa... attenzione però alla gustosa citazione dal film dossier "Alive - Sopravvissuti", gh... e viva gli affilatissimi coltelli M.B. dello Chef Tony!
I racconti migliori del lotto a mio parere sono i seguenti: "Il canto del cigno", "Esodo", "Rintronati" (il più "Fight club" della raccolta), "La scatola degli incubi", "Dare voce al risentimento", il criptozoologico "Tesi" ed il pastiche fanta-distopico "Obsoleto".
Niente male l'idea della trama collante che lega e dà valore aggiunto ai singoli episodi... sconsigliato a chi non ha mai letto nulla di Mr. Palahniuk, ohibò!
P.s. A proposito, ma perchè la Mondadori non vuol proporre anche "Diary" in edizione "Piccola Biblioteca Oscar"? ...mah! Voto: 4 / 5 |
Argante72 (13-04-2007) E' il più truce e duro dei libri del grandissimo Chuck. Bellissimo, come tutti gli altri. E' uno scrittore non solo dal talento indiscutibile, ma dalla fantasia irrefrenabile!
Certo non indicato per chi lo stomaco troppo debole.... Voto: 5 / 5 |
ivano (12-04-2007) Se riusciamo a perdonare ciò che gli altri ci hanno fatto;
se riusciamo a perdonare ciò che noi abbiamo fatto agli altri;
se riusciamo a prendere congedo da tutte le nostre storie;
solo allora,forse,potremo salvare il mondo.
Cavie nasce nell'estate del 1816, a Villa Diodati,quando le continua pioggia induce Lord Byron a sfidare i suoi ospiti in una gara di racconti del terrore.
Fu così che,per gioco,furono concepiti 'Frankenstein',Mary Shelley,ed un racconto su vampiri, John Polidori, alcuni decenni in anticipo rispetto alla pubblicazione di 'Dracula' di Bram Stoker.
Nel nostro romanzo,in modo analogo,ad alcuni volontari viene data la possibilità di prendere congedo dalle rispettive vite per tre mesi,con lo scopo di dare alle luce il racconto, la sceneggiatura, la poesia da sempre tenuti nel cassetto.
Il risultato di questo esperimento avrà effetti devastanti per i partecipanti, nonchè assolutamente autoindotti.
Tra Hellraiser,Saw e Le presenze invisibili di PK Dick,Palahniuk dimostra con rinnovato vigore come sia in grado di andare dritto al cuore dei suoi esigenti lettori,senza perdersi in superflue elucubrazioni.
Al pari dei suoi precedenti lavori, è sufficiente la lettura di una qualsiasi pagina del romanzo per sentirsi più ricchi sia di spirito,sia per le incredibili informazioni a 360 gradi sul mondo in cui viviamo.
Se poi a tutto ciò si aggiunge una storia tanto elaborata quanto immediata nei contenuti e nel linguaggio,si ha la definitiva conferma di quanto tempo si sprechi nella lettura di pseudoscrittori in circolazione solo grazie a mirate sponsorizzazioni!
Un consiglio:CP va preso a piccole dosi, non più di un romanzo all'anno.
Io perdono.
Voto: 5 / 5 |
danny_the_dog (17-10-2006) Palahniuk non si smentisce. Nonostante l'imposizione dell'editore di creare una "storia collante" per unire quella che in origine era una raccolta di racconti, Chuck riesce a creare un'atmosfera unica e surreale, dove ogni personaggio è perfettamente delineato e portatore di una storia da brivido.
Da non dimenticare che i reading in giro per il mondo hanno fatto svenire diverse persone!
check it out! Voto: 5 / 5 |
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