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Manfredi Valerio M. - L' armata perduta | Una delle più epiche avventure dell'età antica: la lunghissima marcia, attraverso incredibili pericoli e peripezie, che diecimila mercenari greci dopo la disfatta del principe persiano Ciro, sotto le cui insegne si erano battuti, contro il fratello Artaserse alle porte di Babilonia - compiono per tornare in patria. È l'impresa gloriosa e tragica documentata nel IV secolo a.C. da Senofonte nell'Anabasi, che proprio Valerio Massimo Manfredi ha studiato e tradotto negli anni '80. Ma in questo romanzo le atrocità della guerra e l'eroismo di ogni soldato, il fasto e le crudeli bizzarrie della corte persiana, le insidie di una natura selvaggia e le amicizie più indissolubili sono narrate in una prospettiva completamente inedita: dalla voce di una donna, la bellissima siriana Abira, che per amore di Xenos lascia ogni cosa e condivide il destino dei Diecimila. Attraverso gli occhi di Abira, le donne diventano le protagoniste della grande Storia.
Recensioni 1 - 20 di 61 recensioni presenti. Media Voto: 3.77 / 5apache (23-06-2011) Ho letto questo libro una prima volta qualche tempo fa, mi fu prestato. Lo trovai molto bello
nella parte iniziale le prime 60/70 pagine, poi decisamente un po' pesante, mentre il finale forse un po' approssimativo e un po' spiazzante ma il lieto fine io continuo a preferirlo ad altri tipi di finali.
Un libro che comunque mi e' rimasto dentro, tanto che ho sempre pensato di comprarlo e rileggerlo per coglierne i particolari e cercare di comprendere meglio le vicende storiche narrate.
Ho iniziato proprio in questi giorni e confermo la mia prima opinione... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Enrico (06-04-2011) Libro regalato da un'amico che conosce i miei gusti "storici".
All'inizio la trama si intreccia abbastanza bene con gli eventi storici ma poi diventa terribilmente noioso, giusto alla fine guizza un pò di brillantezza.
Non mi sento di consigliarlo.. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Matteo (05-03-2010) Un buon libro per gli amanti dei romanzi storici e delle avventure di guerra ambientate nel passato. Le storia narrata è appassionante ed emozionante, anche se ho trovato il libro un po' troppo lungo e a tratti ho faticato ad andare avanti. Comunque un buon romanzo Voto: 3 / 5 |  |  |  |
claudio 72 (13-02-2010) bellissimo, fantastico, dalla copertina (stupenda) alla storia nonche alla splendida narrazione del Grande Manfredi. Dite che ho esagerato con i complimenti?, Credo proprio di no, leggetelo e mi saprete dire Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesco (04-11-2009) Veramente molto bello, da consigliare a tutti gli amanti del romanzo storico. Una delle opere a mio giudizio migliori di Manfredi, comunque un gradino sotto la trilogia di Alexandros e al Il regno del drago d'oro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nunzio ucis@libero.it (02-11-2009) il romanzo è stupendo, come tutti i romanzi di V.M.Manfredi che ho letto finora.
fino a venti pagine dalla fine avrei dato al libro il massimo dei voti, ma il modo in cui l'autore conclude la storia di Abira sinceramente mi è sembrato troppo frettoloso, soprattutto il ritorno di Menon... Senofonte si dimostra un po un ingenuo e soprattutto molto molto egoista nel finale, ma ovviamente non poteva concludersi diversamente altrimenti non rispecchierebbe la realtà. mi avrebbe fatto piace però vedere nel libro qualche pensiero in più di Abira verso Menon, tanto per rendere ancora più dolce il finale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marco (01-10-2009) Bellissimo!!! Sembra di vivere quella storia quasi in prima persona tanto sono curate le descrizioni e gli stati d'animo dei personaggi... Manfredi non smentisce il fascino che è capace di amanare anche quando lo si ascolta nei meravigliosi documentari storici in tv... Consiglio la lettura assolutamente! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vittorio (28-09-2009) E' il primo libro di Manfredi che leggo e mi e' sembrato semplicemente bellissimo, uno di quei libri che non scordero' mai!
All'inizio ho fatto molta fatica a prendere il filo, non capivo chi fosse la voce narrante, poi sapevo che era un romazo storico e mi sono ritrovato a leggere la vita tediosa di una ragazza di campagna che incontra il suo principe azzurro ma poi la narrazione e' diventata sempre piu' avvincente.
Mi sembrava di essere li, in quei posti, in quel periodo storico, in mezzo a quelle vicende. Mi sono sentito cosi' coinvolto!
Addirittura mi sono accorto che leggevo al ritmo della marcia dei soldati da tanto che mi sono sentito coinvolto!
Poi sapere che l'autore e' uno studioso e conosce perfettamente i luoghi mi e' sembrato cosi interessante. Si vede che Manfredi sa di cosa parla, mi e' sembrato che Abira in fondo trasmettesse le emozioni che ha provato Manfredi al vedere quei luoghi!
Vedo che alcuni lettori si sono sentiti persi o delusi in certi punti della narrazione. Io in realta' penso che la narrazione abbia il merito, appunto, di trasmetterci i sentimenti che provavano i soldati che in effetti si erano persi nei monti dell'Armenia e la delusione alla fine sia appunto quella che Abira sente al vedere che un esercito cosi glorioso abbia fatto una fine cosi' misera, combattendo non piu' per un principe in Asia ma per un barbaro in Tracia, ormai diviso, senza una meta ben definita.
L'idea di far narrare ad Abira la storia puo' sembrare azzardata ma mi sembra la cosa migliore perche' e' una estranea, come noi, che non fa parte del mondo dei soldati greci e puo' permettersi di vedere tutto con occhi critici. Sarebbe stata anacronica se avesse preso parte alle decisioni, se Xeno la avesse presa piu' in considerazione, se per esempio le avesse insegnato a leggere o la avesse sposata ma al contrario vediamo che sebbene Xeno la ami non si sbilancia piu' di tanto e la tratta come una donna barbara.
La fine con la comparsa di Menon e' una licenza che ci permette di sognare, di farci nuove domande Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Daniela (23-06-2009) Come sognare un avventura!questo libro mi è piaciuto tantissimo, mi sono immedesimata molto nella protagonista. Si può leggere di guerre, sofferenze, armate attraverso gli occhi di una ragazza che è semplicemente innamorata del suo uomo. Bellissimo... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giovanni (15-04-2009) È il primo libro che leggo di Manfredi. L'ho comprato sabato pomeriggio e l'ho finito il martedì sera successivo. Il giudizio quindi non può che essere positivo. Avrei visto meglio una maggiore descrizione delle avventure che portano Menor a salvarsi, mentre le battaglie, per quanto frutto di una fedele ricostruzione storica, sono un po' ripetitive... ma tant'è. Concludo solo dicendo che Xeno di dimostra cretino per larga parte del libro e lo conferma nel finale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gianluca (03-12-2008) All'inizio non mi è piaciuto molto perchè mi aspettavo qualcosa di diverso, poi più avanti è diventanto più interessante Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alfonso a_sciaulino@oasi-net.it (17-11-2008) Un libro affascinante una storia epica, un libro che si legge in un fiato anche se lascia perplessi su alcuni punti, questo sarebbe stato il mio giudizio sul libro con voto 4. Poi mi sono ricordato di avere a casa l'Anabasi di Senofonte.... Ho avuto curiosità e l'ho letto. Delusione... il libro è una copia dell'opera con l'aggiuanta di qualche particolare ma l'ossatura è quella, anzi direi che intere frasi sono state copiate, come si fa a dare un premio ad un libro tale? quanto c'è delll'autore se non in minima parte? possibile che nessuno si sia preso la briga di andarsi a leggere l'Anabasi?
Dopo aver scoperto tutto questo onestamente sono rimasto molto deluso, pensavo quasi quasi di cimentari anche io con un'opera che parla di un re greco che parte per il mediterraneo mentre la moglie lo aspetta..... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Marcello (14-11-2008) Un libro dalla man0 di Valerio M. Manfredi da non perdere assolutamente. Avvincente nella storia, pieno di intrighi, ottima descrizione dei paesaggi e dei caratteri dei personaggi che lo compogono,le battaglie sono ben descritte anche nella loro tatticità testo molto scorrevole. Davvero un'ottimo libro (consigliabile a tutti) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
neardj (29-10-2008) Gran bel romanzo. A me è piaciuto tantissimo. Ormai non perdo più un libro di Manfredi che riesce a farmi appassionare alla storia con questi suoi racconti romanzati. Sono partito con "Il Tiranno" ed ogni romanzo che leggo non mi delude mai! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fedox fedox.milano@tiscali.it (26-10-2008) Secondo me un libro unico nel suo genere, che permette di conoscere ,grazie ad una attenta ricostruzione storica, l'Anabasi e la Catabasi, da un punto di vista completamente diverso da quello classico di Senofonte: gli occhi di una donna.
Ed allora, coloro che hanno combattuto e sofferto in questa straodinaria impresa , non sono solo combattenti ed eroi, ma si vestono di quell'umanità che ci svela sentimenti ed emozioni che altrimenti non sarebbe possibile cogliere, mostrandoceli come singoli individui e non solamente come macchine da guerra addestrate a combattere ed ad uccidere.
La denunciata "perdita di stile e di ispirazione nella parte centrale" riportata da alcuni lettori è in realta la manifestazione della piena fedeltà dimostrata da Manfredi verso il testo originario.L'autore non inventa colpi di scena per rendere il romanzo più avvincente, ma, cercando di non alterare la versione originale, espone una delle teorie che rivelano i possibili retroscena della vicenda stessa.
Un lbro che si legge tutto d'un fiato, che emoziona,che avvince e che ,alla fine,perchè nò, proprio perchè è un romanzo,lascia sognare.
Da leggere!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Miguel (21-10-2008) A mio parere, é un passo indietro rispetto a "L'ultima legione". E' comunque un buon libro, la storia é davvero interessante e da approfondire sui libri di storia, anche se l'avventura dei 10000 si conosce solo grazie a Senofonte e non perché abbia lasciato un'impronta vera e propria.
Non sono d'accordo con chi eccepisce che il finale é poco credibile...é pur sempre un romanzo! Chi volesse andare a fondo può leggersi L'Anabasi... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Paolo (19-09-2008) La disparità nelle diversissime valutazioni ricevute da questo romanzo dimostra ancora una volta come tutto dipende dal gusto personale. Ribadisco che scrivere che un romanzo è brutto o bello significa poco o niente. Il romanzo piace o non piace, a me è piaciuto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimo massimo_pincione@hotmail.it (14-09-2008) Il libro, a mio parere, è fatto di luce ed ombra. La luce è nella ricostruzione degli eventi dell'Anabasi, nella precisione dell'indagine storica, nella descrizione della situazione che i diecimila si trovarono ad affrontare. Manfredi è in questo un'autorità indiscussa anche a livello accademico e la sua conoscenza dell'Anabasi è profonda e ragionata. L'armata perduta è, in realtà, l'anabasi stessa rivisitata nel verosimile manfrediano, che non ha trascurato di riportare anche eventi minori per utilizzarli nella narrazione (Melissa nuda che corre in mezzo agli scudi spartani, il soldato morente che annuncia l'agguato di Tissaferne e molti altri episodi). Quel che delude è, a mio parere, il romanzo in quanto tale. Abira è decisamente anacronistica, la costruzione della trama poco credibile, il finale decisamente ridicolo...Menon di Tessaglia che si credeva morto per mano di Tissaferne torna a prendere Abira al villaggio?? Non ha senso. Sembra una scusa narrativa per concludere il romanzo in un modo o nell'altro. Manfredi ha usato il romanzo per esporre (di nuovo) una sua teoria sui diecimila (vincere o morire) e sulla durata del loro viaggio (arrivo a Trapezunte in primavera e non in febbraio, "buchi" nell'Anabasi e silenzi di Senofonte sui suoi errori) ma, una volta esposte queste, lo stesso romanzo perde interesse ai suoi occhi e lo conclude nel modo approssimativo che vediamo. In sintesi, buono soprattutto perchè porta naturalmente ad una lettura (o ad una rilettura) dell'opera di Senofonte stesso e, perchè no..anche di Diodoro Siculo. Voto: 2 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 61
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